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Comprensorio Casilino: la lotta dei cittadini continua

lidl tor pignattara (1)Dopo lo sblocco del cantiere per la costruzione di un nuovo quartiere residenziale e di un supermercato datato 11 agosto, i residenti di Tor Pignattara continuano la loro azione di sensibilizzazione e preparano nuove strategie per fermare l’imminente cementificazione.

È trascorsa un’intera estate, ma l’attenzione rivolta ai cantieri in via di Acqua Bullicante 248 non è mai andata in vacanza. La questione del ‘Lidl’ – come è stata ribattezzata – presenta ancora molti punti oscuri e la cittadinanza non sembra aver intenzione di demordere. La colata di cemento che dovrebbe investire Tor Pignattara preoccupa per il suo impatto sul territorio: livelli di smog e inquinamento, già altissimi, potrebbero creare pericolosi danni alla salute e aumentare l’allarme polveri sottili, oltre ad un evidente rischio idrogeologico che comprometterebbe un territorio già sovrappopolato e figlio dell’abusivismo romano. Il quadrante ha veramente bisogno di un mega supermercato che si aggiunga ai 130 già presenti nel raggio di un chilometro?

lidl tor pignattaraLa scoperta e le false promesse. Nel maggio scorso scoppia il caso che vede protagonista il fazzoletto di terreno nel quartiere di Tor Pignattara, il cui progetto prevede l’edificazione di un nuovo quartiere residenziale e di un grande supermercato del marchio ‘Lidl’. Mentre i primi alberi (tutelati da un vincolo paesaggistico) vengono buttati giù da ignari operai, gli abitanti della zona iniziano a scaldarsi e a mettere in atto le prime rimostranze. Viene bloccato per oltre due settimane il cantiere, impedito quotidianamente l’accesso dei lavoratori finché le Amministrazioni non si accorgono della cittadinanza. Nei mesi di giugno e luglio le associazioni, comitati e singoli residenti partecipano alle assemblee con i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale dell’Assessorato alle Attività Produttive e del Municipio V, ma, dopo un’illusoria apertura alle loro istanze, tutto tace. Le premesse erano state abbastanza positive: il Comune era disposto a verificare l’effettività del vincolo paesaggistico a cui è interessata l’area ma, dopo qualche settimana di incertezze e speranze, arriva il responso: l’area può essere cementificata. L’11 agosto arriva l’ultima sconfitta. Diffidato dagli organi competenti perché “non soggetto giuridico competente”, il Presidente Palmieri rimuove il divieto a costruire – che aveva avanzato qualche mese prima per avere il tempo necessario per esaminare le carte – e si riprendono i lavori. “Siamo contrariati dalla decisione della Sovrintendenza dei Beni Archeologici e della Regione Lazio – spiega Giulia Pietroletti, Assessore all’Ambiente – ma il nostro ruolo è praticamente nullo. Abbiamo fatto tutto il possibile per opporci fino alla diffida. Quello che chiediamo è che si esprima la Sovrintendenza Paesaggistica (la vera destinataria dei solleciti) affinché possa chiarire una situazione poco chiara”.

Un progetto che fa acqua. Di punti oscuri ce ne sono parecchi, troppi. Durante questi mesi la cittadinanza si è data da fare per scoprire ciò che era nascosto negli Uffici Tecnici capitolini, nonostante le difficoltà per l’accesso agli atti. Nel progetto, ad esempio, non è allegata una valutazione dell’impatto sulla viabilità ordinaria per il territorio, necessario se l’attività commerciale supera i 1000 metri quadrati. Eppure nelle carte presentate la superficie del supermercato, però, è di 995 metri quadrati. Cinque piccoli metri quadri in meno del livello più alto. Può essere credibile? Tra l’altro nell’area sarà presente un locale deposito di oltre 140 mq (non compreso nei 995 mq) che è funzionale alla vendita. La forzatura è evidente. Secondo il D.G.R. 26/01/2012, n. 20, la Regione Lazio, poi, ha previsto la dismissione degli immobili (la cui destinazione d’uso sarebbe cambiata, da commerciale a residenziale) presenti entro il 2009. Eppure ciò non è stato rispettato. All’interno dell’area di via Acqua Bullicante 248 (di proprietà privata) sono esistite attività artigianali fino al 2014, data ormai ‘fuori tempo massimo’. Il vero nodo focale della questione è rappresentato dal vincolo ‘Ad Duas Lauros’ – unico strumento di tutela nel vuoto normativo del PRG del 2008 che mappa delle aree, ma mai trasmesse in Regione – che sancisce l’area come vincolata paesaggisticamente. E proprio sul vincolo che si gioca tutto. Ora che anche l’Amministrazione municipale è stata messa all’angolo la partita si farà più dura. “Siamo a conoscenza – afferma Enzo, un membro del Forum del Parco delle Energie – delle minacce giunte al Presidente Palmieri. La Lidl ha promesso che per ogni mese di ritardo nei lavori il Comune avrebbe dovuto pagarle una multa di 1 milione di euro. Ciò dimostra quanto valga la vita dei 40.000 abitanti del quartiere e delle malattie che essi potrebbero acquisire in futuro. I cittadini valgono meno di un milione di euro. Ma essi non molleranno finché le ruspe non spariranno da via Acqua Bullicante 248″. Melissa Randò

 

 

 

 

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