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Complanari A24, spunta l’accordo con il Ministero delle Infrastrutture

Durante l’ultima Commissione capitolina a Lavori Pubblici del 19 marzo, Strada dei Parchi S.p.A. ha affermato che, grazie ad un accordo stipulato con il Ministero, le complanari saranno a pagamento per i caselli di Ponte di Nona, Lunghezza e Settecamini.

Ennesimo colpo di scena per il pedaggio delle complanari A24, un balzello che va avanti da ottobre scorso: secondo i portavoce di Strada dei Parchi S.p.A., sarebbe stato stabilito sin dall’inizio che i tre caselli autostradali della zona est romana sarebbero stati a pagamento. Questo, a detta della ditta, è necessario per coprire i costi della manutenzione e della gestione del tratto: insomma, a pagare sono sempre i soliti. Le tre zone, infatti, sono costrette da sempre a pagare il pedaggio anche per l’A24 quando, per tutto il resto della Capitale, questo è gratuito. Il segnale è chiaro: voi non abitate a Roma. Eppure da ottobre 2013 ad oggi le cose son cambiate spesso e volentieri…

La storia

Tutto nasce il 16 ottobre 2013 quando fu indetto il primo incontro con gli esponenti di Strade dei Parchi S.p.A.: in quell’occasione Igino Lai, Direttore Generale, afferma che le complanari saranno a pagamento per tutte le uscite, indistintamente. Nella giornata stessa parte la mobilitazione del web, in particolar modo dai quartieri dell’est romano, i quali vedevano le complanari come l’unica alternativa al pagamento dell’Autostrada. La smentita non tarda ad arrivare e, il giorno successivo, la ditta pubblica un comunicato nel quale specifica che il pagamento avverrà solo ai caselli di Ponte di Nona, Lunghezza e Settecaminii. La mobilitazione politica, d’altro canto, è partita il 29 ottobre con una mozione presentata da Dario Nanni al Consiglio comunale, votata favorevolmente dalla maggior parte dei consiglieri. Nel frattempo, a gennaio 2014, arriva l’ennesima “fortuna” per gli abitanti del versante est: il pedaggio è aumentato da 1,10€ a 1.20€ per Ponte di Nona e da 1,50€ a 1,60€ per Lunghezza. L’ultima novità positiva, invece, proviene dall’Avvocatura del Comune di Roma che, in data 30 gennaio, afferma “i tratti urbani delle complanari della A24 non potranno essere a pagamento senza il beneplacito Roma Capitale”. La maggior parte dei fondi utilizzati per la costruzione delle complanari, infatti, è di origine pubblica…

La controversia

Nell’importo complessivo di circa 256 milioni di euro (come consultabile sul Sito ufficiale Strada Dei Parchi S.p.A.) sono stati versati 40 milioni di euro dalla Regione Lazio, 10 milioni dalla Provincia di Roma e 35 milioni dal Comune di Roma, per un totale di 85 milioni di euro di denaro pubblico. L’accordo, dunque, è stato siglato da Comune, Regione, Provincia e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Qualsiasi decisione presa in merito alle complanari, che sia anche di carattere economico, dovrà esser presa durante un tavolo in cui saranno convocati tutti i diretti interessati. Constatando che un’ottima fetta dei fondi è di provenienza pubblica, non si capisce come mai questi tre caselli dovrebbero essere a pagamento. Nell’ultima riunione del 19 marzo, Strada dei Parchi S.p.A. fa spuntare fuori un accordo “segreto” stipulato con il Ministero: nessuno ne era a conoscenza fino ad ora. Possibile che il Ministero abbia scavalcato le tre Amministrazioni locali? Dario Nanni, in tal proposito, ha espresso l’intenzione di continuare la lotta contro il pedaggio, promettendo di convocare una prossima riunione non appena il famoso accordo arrivi sul tavolo della Commissione. In questi giorni, pertanto, è stata fatta una richiesta di accesso agli atti. La lotta, dunque, non è ancora terminata.

Lucrezia La Gatta

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