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CommiSSioni e commiSTioni

commissioniNel Consiglio municipale del 23 luglio si vota l’istituzione delle commissioni tra rimescolamenti, errori e forzature.

Dopo numerose riunioni dei capigruppo, il Consiglio del 23 luglio per approvare l’istituzione delle commissioni doveva passare liscio come l’olio. Invece no. Si presente in Aula un atto che non coincide con la volontà della riunione degli stessi capigruppo: a differenza di quanto deciso è stata tolta dalla Commissione Lavori Pubblici la dicitura ‘Attuazione degli Strumenti urbanistici’ e spostata in quella Urbanistica. Tra l’altro spunta anche un piccolo giallo: nella proposta di delibera, datata 19 luglio, protocollo 93964, si legge che il 22 luglio la Giunta Municipale ha espresso parere favorevole.

Come è possibile che in un atto datato 19 sia contenuta l’approvazione del 22 luglio? E tra l’altro perché mai la Giunta dovrebbe esprimersi visto che si tratta di un atto di competenza del Consiglio? Soprattutto chi ha apportato la modifica alla delibera? La Giunta? Perché non è stata convocata un’altra riunione di capigruppo per modificare la commissione Lavori Pubblici? Come mai il Direttore ha portato in Aula un atto modificato in modo arbitrario? Non ci sta Roberto Mastrantonio (Sel): “Non ci siamo. Sono state fatte 5 riunioni e ci troviamo oggi a dover votare un atto differente da quello deliberato in capigruppo”.

Presenta quindi un emendamento per riportare l’atto alla condizione originaria. Interviene anche il capogruppo del Pdl Lorenzotti che, invece, critica la composizione delle commissioni: “Le commissioni devono essere di numero dispari perché altrimenti se si pareggia durante le votazioni cosa portiamo in Aula?”. Inquietante la risposta di Grasso (Pd): “Le commissioni varieranno nei numeri perché non tutti i consiglieri vi parteciperanno. Di solito si partecipa in base all’argomento. Se non è di interesse del consigliere, lui non parteciperà”. Cioè alle commissioni uno partecipa in base al proprio interesse altrimenti se ne sta liberamente a casa? Scipioni si appella al regolamento del Comune che vuole per ogni commissione 12 componenti. Continuano gli interventi di Mastrantonio che chiede a gran voce di sapere chi ha modificato la delibera e annuncia che, vista l’inutilità delle capigruppo, lui non vi parteciperà più. Interviene Giammarini, capogruppo Pd, che attribuisce la modifica alla “maggioranza”. Ma l’atto dice la Giunta (!). Si vota per l’emendamento: l’opposizione vota compatta, ad eccezione di Amici (FdI) che si astiene, così come vota compatta la maggioranza. L’emendamento quindi non passa. La delibera sulle commissioni, così come presentata, sarà quindi votata all’unanimità dalla maggioranza, con 8 voti contrari dell’opposizione e un astenuto, Mastrantonio.

Federica Graziani

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