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Commercianti Casilino, siamo abbandonati!

Poche forze dell’ordine e terrore tra le strade. I commercianti offrono la loro disponibilità per per migliorare il quartiere nel quale lavorano e, spesso, vivono.
Dopo gli ultimi fatti di cronaca avvenuti nel Municipio VI, con la morte di un giovane a Tor Bella Monaca, c’è poco da stare tranquilli. I commercianti sono i primi a non sentirsi sicuri e a chiedere quello che da sempre invocano a gran voce: maggiore controllo. “Né polizia, né carabinieri, da queste parti; non passa mai nessuno – racconta la signora Abballa Germana, titolare di una profumeria a Borghesiana- praticamente la percezione della sicurezza è pari a zero. Infatti indisturbati ogni giorno continuano a rubare nel negozio. Qualche giorno fa sono riuscita a beccarne uno in flagrante solo grazie all’intervento di un cliente”.
Non diversa la situazione per la signora Mari Christin, anche lei di Borghesiana dove fa la parrucchiera: ”La periferia continua ad essere trascurata. Perché la gente che dovrebbe governarci non la conosce e non la vive. Non sa quali problemi ci sono e come affrontarli. Infatti mai nessuno a controllare questa zona, così ci troviamo a stare da soli”.
“Zero percezione sicurezza- tuona anche Alessandro, del bar Gino a Borghesiana – Siamo reduci di una rapina lo scorso anno, anche se sembra essersi un po’ calmata la situazione”.
I commercianti che portano avanti le loro botteghe, qualche chilometro più in là, non vedono certo la situazione più rosea: ”Ci sentiamo abbandonati- sottolinea il portavoce dell’Associazione commercianti di Finocchio, Riccardo Centonze, da poco istituita nel quartiere – abbiamo bisogno di maggiori controlli”.
L’associazione si mostra, però, concreta e propositiva: ”Avremmo bisogno di una postazione fissa di polizia, come punto di riferimento in caso di scippo, o anche solo per denunciare le prepotenze con le quali purtroppo quotidianamente convivono i commercianti”. Ricorda il portavoce che è stato istituito il corpo dei carabinieri in congedo che spesso gira nei quartieri, ma la sua presenza non è sufficiente.
“Capiamo le difficoltà delle istituzioni in questo momento di crisi, ma noi commercianti ci mettiamo a disposizione per dare una mano- sottolinea Centonze – la politica può convocarci e insieme coordinare un piano per cooperare. Siamo disponibili a fare qualcosa per migliorare la situazione”.
Tra paura e spirito di sopravvivenza, i commercianti affrontano le loro giornate lavorative, in un periodo di crisi che li vede impegnati in una guerra su più fronti: non solo andare avanti resistendo alle difficoltà economiche, ma anche stando in allerta contro eventuali malintenzionati: chiedono solo più controlli, o di essere coinvolti, disposti a dare una mano. L’importante è che la situazione arrivi ad una svolta.
Jessica Santini

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