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Comitato Metro x Roma: “Linea C opera rivoluzionaria solo se completa”

Infografica comitatoNato on line quasi per caso, il Comitato si è trasformato in un osservatorio indipendente su tutto ciò che accade a Roma in tema di metropolitana. 
Si chiama “Comitato Metro X Roma” ed è stato fondato nel 2011 da un gruppo di ragazzi appassionati di architettura e urbanistica frequentatori di un forum su internet. Il lavoro vero e proprio del Comitato è il monitoraggio costante di tutto ciò che succede a Roma sul tema di trasporti e metropolitane. “La scintilla che ha permesso l’aggregazione di persone che nulla avevano a che fare dal punto di vista lavorativo con la metropolitana – spiegano i ragazzi del Comitato – è stato l’affossamento del progetto della Linea D, nel 2011; lì abbiamo capito che bisognava far qualcosa per Roma, per la città. Ecco quindi l’idea di creare un organismo di cittadini, totalmente apolitico, sia per informare, visto che su questi temi c’è spesso molta confusione da parte della stessa stampa, e sia per capire quali sono le reali possibilità per lo sviluppo del trasporto pubblico romano”. Come dargli torto, visto che la situazione delle metro di Roma, se comparata alle altre capitali europee, è imbarazzante: solo 40 km di linee contro i 460 di Londra, i 293 di Madrid o i 71 di Bucarest.
La beffa della mancata apertura – “Seguiamo i lavori di costruzione della Metro C sin dall’inizio, potenzialmente è un’opera rivoluzionaria per tutta la città – raccontano – ma nei fatti la realizzazione della nuova linea si sta rivelando molto travagliata”. Prima di tutto i ritardi nei lavori, che vanno avanti da anni, e poi la recente beffa del rinvio dell’apertura all’ultimo momento. “Ufficialmente nessuno ancora sa quando aprirà la linea, si parla di due settimane, di un mese – spiega il Comitato – Quello che lascia perplessi è però la dinamica delle cose. Mancano delle carte firmate e il Ministero dei Trasporti ha detto che altri documenti non erano in regola: insomma un problema burocratico. E’ possibile che nessuno abbia firmato quelle carte?”. A quanto pare sì,  e per il solito cavillo burocratico si rimanda l’apertura di un’opera strategica per la città, mettendo alla berlina l’intera Immagine comitatoamministrazione comunale, presa in contropiede dalla decisione ministeriale. “Ora il Ministero ha chiesto una settimana di pre-esercizio, ma che cosa ha fatto allora Atac da quando ha preso in consegna la linea da Montecompatri/Pantano a Parco di Centocelle, il 15 dicembre dello scorso anno?”.E sì, perché la linea C della Metropolitana di Roma aprirà tronca e in diverse fasi: prima da Pantano a Centocelle, poi fino a Piazza Lodi, si spera entro l’anno prossimo, poi San Giovanni, dove scambierà con la linea A entro il 2016, infine, nel 2020, fino a Fori Imperiali/Colosseo, dove incontrerà la linea B.
L’apertura a singhiozzo – Per adesso però i cittadini si attendono almeno la rapida apertura della linea da Montecompatri/Pantano a Parco di Centocelle – il cui tracciato ricade quasi completamente nel VI municipio – che però rischia di essere più simbolica che altro. “Quando la tratta fino a Centocelle aprirà – puntualizzano dal Comitato – sarà difficile che potrà essere una rivoluzione per la mobilità della zona. La linea sarà aperta soltanto dalle 5.30 alle 18.30 mentre la frequenza sarà di un treno ogni 12 minuti. Il tutto per permettere di proseguire i lavori sul tratto fino a Piazza Lodi, che andranno avanti in notturna dalle 20 alle 4 del mattino”. I pendolari i rischiano così di poter andar a lavoro, ma di non poter tornare a casa: la speranza è che a seguito dell’apertura si potenzino l’autobus 105 e la linea ferroviaria Roma – Giardinetti. Arrivati a Parco di Centocelle, sarà ancora il vecchio trenino a portare pendolari e lavoratori a destinazione verso il centro città. Certo, ne beneficeranno gli studenti e chi compie piccoli spostamenti, ma il grosso dei pendolari rischia di incontrare i problemi di sempre.
Il futuro della Linea C – Come immaginata dal progetto iniziale, la Metro C è un’opera faraonica: 25,6 km di binari per 30 stazioni dall’estrema periferia sud-est, Pantano, alla zona Nord-Ovest della Città, Piazzale Clodio. “L’idea iniziale della Linea C prevede che la metro attraversi tutta la città e arrivi fino a Piazzale Clodio  – spiegano i ragazzi del Comitato – nei fatti, però l’unica tratta finanziata è quella fino a Colosseo, i cui i lavori sono in corso com’è possibile vedere dai cantieri su via dei Fori Imperiali. Per la tratta fino a Piazzale Clodio bisognerà attendere; a oggi non è stato deciso neanche se alla fine si farà”. Chissà quanto occorrerà attendere ancora, con i maligni che parlano dell’apertura dell’intera linea fino a Clodio per il Giubileo del 2025, tra 11 anni. “La linea è stata pensata dal punto di vista ingegneristico per attraversare tutta la città e per raccogliere quasi più passeggeri delle linee A e B messe insieme. Se la linea dovesse fermarsi per sempre a Colosseo, o come dicono altri a Piazza Venezia, sarebbe nei fatti una metro monca”.
Alessandro Iacopini 

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