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Collina della Pace. Spreco capitale, 80mila euro buttati per liberarsi degli anziani nel Casaletto

20180516_154148L’avvocato che ha seguito e vinto il procedimento d’urgenza al Consiglio di Stato rivela i particolari. “Non c’è l’agibilità dei locali, né un documento di richiesta” per i locali di via Massa Silani dove il Municipio vuole trasferire gli anziani di Finocchio. Ma intanto ci ha speso 80mila euro.

Mercoledì 16 maggio il centro anziani di Finocchio si è riunito in assemblea per parlare della recente vittoria, ottenuta in sede legale, contro la decisione del Municipio 5 Stelle di cacciarli dal casaletto di Collina della Pace.

Al tavolo ci sono il Presidente del centro anziani Pierino Emili, Franco Grimolizzi, il vicepresidente Carmella Moccia, Enrico Di Pietro e Matilde Spadaro, ex Assessore al Patrimonio della giunta Scipioni e attualmente principale sostegno della lotta degli anziani. Atteso anche l’avvocato Maria Claudia Lepore, invitata per spiegare agli iscritti la situazione dal punto di vista legale.

20180516_161856Il Presidente Grimolizzi cede subito la parola all’ex Assessore Spadaro, “L’unica che è stata al nostro fianco dal primo all’ultimo momento”, come hanno sottolineato sia Grimolizzi che Di Pietro. L’atteggiamento di Spadaro rimane sulla difensiva: “Abbiamo capovolto la sentenza e abbiamo vinto. Ma ora dobbiamo prepararci per il futuro – spiega l’ex Assessore – Il Consiglio di Stato ha sconfessato l’opera del Presidente di questo Municipio. Se io fossi in lui un esamino di coscienza me lo farei”.

Il Consiglio di Stato è infatti l’organo superiore che ha ordinato la sospensiva della delibera della giunta Romanella che voleva trasferire gli anziani di Finocchio da Collina della Pace a via Massa Silani: “Un tugurio – spiega Grimolizzi, applaudito dai tanti presenti – Non adatto alle nostre esigenze. Umido, inagibile, inaccessibile per chi ha problemi di deambulazione”.

L’arrivo dell’avvocato Lepore viene accolto da un grande applauso, “Sono emozionata – esordisce lei – Ma questa vittoria l’avete ottenuta voi. Io ho solo portato le vostre istanze”. Quindi inizia a spiegare nel dettaglio cosa è successo nella sede legale. “Appena approvata la delibera di questo Municipio noi l’abbiamo impugnata con un ricorso al Tar del Lazio. I tempi sono molto lunghi, a volte si parla di anni, e le sentenze non vengono neppure calendarizzate per quante richieste ci sono. L’unica nostra possibilità era quella di chiedere un procedimento d’urgenza, scavalcando quello base”.

L’urgenza è arrivata imprevista, come la lettera del Municipio: “I locali siti in via Bompietro dovranno essere lasciati liberi entro e non oltre 15 giorni”.

Una lettera consegnata al centro anziani a gennaio scorso che si è rivelata l’occasione favorevole. L’avvocato è riuscito quindi a ottenere un procedimento d’urgenza al Consiglio di Stato adducendo una motivazione, molto grave dal punto di vista amministrativo: manca l’agibilità dei locali di via Massa Silani. Gli anziani non possono essere trasferiti lì.

Un dettaglio di non poco conto. Soprattutto se si considera che sono già stati spesi circa 80mila euro per la ristrutturazione dei locali di via Massa Silani. 80mila euro per ottenere il trasferimento degli anziani. “Qui abbiamo case che ancora sono sprovviste di acqua potabile – commenta molto arrabbiato Angelo Colagrossi, uno degli iscritti del centro – E il Municipio spende 80mila euro per ristrutturare dei locali in cui manca l’agibilità?”.

20180516_165045Una domanda che non è caduta nel vuoto. L’assenza di agibilità ha fatto sì che il Consiglio di Stato abbia ordinato la sospensiva di questa delibera, dopo essere interpellato con un procedimento d’urgenza vista la richiesta di sgombero entro i 15 giorni contenuta nella lettera di gennaio. “Grazie a Matilde (Spadaro) che ha ottenuto la documentazione che prova l’assenza di agibilità e la mancata richiesta della stessa da parte del Municipio – riprende l’avvocato Lepore – siamo riusciti a convincere il Presidente del Consiglio di Stato ad accettare la nostra istanza. Non è stata una discussione leggera, sono volate parole grosse con gli avvocati dell’Avvocatura Capitolina. E non vi nascondo che dopo quest’ordinanza io abbia chiesto a uno degli avvocati del Comune il motivo di questo accanimento. Davvero non si capisce perché si sia arrivati a questo”.

E “questo” non è stato certo uno scherzo, né è stato fatto loro gratuitamente. Oltre 7mila euro di spese legali, sostenute attraverso contributi volontari da parte degli iscritti. “Soldi tolti dalle pensioni. Soldi tolti alle tasche degli anziani di Finocchio – sentenziano Colagrossi e Di Pietro – A loro non è costato nulla. Noi abbiamo pagato due volte. Una volta per il nostro avvocato; un’altra per le tasse con cui paghiamo l’Avvocatura”.

L’avvocato Lepore prosegue, ancora mettendo in guardia gli anziani dalle scelte del Municipio: “La situazione, per come è ora, per noi può rimanere così. Voi state qui e nessuno può mandarvi via. Se però il Comune e il Municipio faranno un sollecito al Tar di mandare avanti il procedimento base dovremo tornare a difenderci per arrivare alla sentenza definitiva”.

20180516_173500In parole povere: il procedimento base è ancora attivo presso il Tar del Lazio. A causa della lettera di gennaio in cui si chiedeva lo sgombero degli anziani l’avvocato Lepore ha potuto chiedere un procedimento d’urgenza al Consiglio di Stato, scavalcando di fatto il Tar. Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza e fatto ordinanza di sospensiva della delibera del Municipio per la via urgente. La via ordinaria resta ancora attiva al Tar, e soltanto un sollecito del Comune può farla arrivare a una sentenza definitiva.

Al termine dell’intervento dell’avvocato è Franco Grimolizzi a porsi retoricamente una domanda: “Ma l’opposizione che ha fatto? Che fa?” Infatti i documenti risolutivi per la vittoria presso il Consiglio di Stato sono stati prodotti e forniti da Matilde Spadaro. Non dalle opposizioni municipali o comunali. La Commissione Controllo e Trasparenza cosa ha fatto? Cosa sta facendo? Perché sono stati autorizzati e portati a termine lavori nei locali di via Massa Silani senza aver prima verificato la presenza di agibilità? 80mila euro non sono briciole in un bilancio che da anni chiede pietà. Come diceva Colagrossi ci sono zone senza l’acqua; le buche per le strade le vediamo tutti; gli alloggi popolari cadono a pezzi. Era davvero così urgente spendere 80mila euro per dei locali che di fatto resteranno inutilizzati?

Uno spreco di denaro pubblico. Da due anni a questa parte, da quando il Municipio ha abbracciato la causa della cacciata degli anziani da Collina della Pace, quanto è costato tutto questo alle casse comunali? 80mila euro buttati. Soldi che, usando le parole dell’avvocato Lepore, “Non sono chiari da dove siano stati presi, con quale impegno di spesa. Non è chiaro l’affidamento come è stato fatto, né attraverso quale bando di gara. Ricordiamoci che questo è un bene confiscato alla mafia. Tutti noi dobbiamo vigilare perchè non vi ritorni”.

A tutte queste domande, se le opposizioni decideranno di svegliarsi dal torpore, la Raggi stessa dovrà rispondere alla Corte dei Conti. Flavio Quintilli

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