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Collina della Pace, rap e street art per combattere le mafie

collina della pace muralesInaugurato il 4 luglio il primo murales antimafie di Roma nell’area confiscata nel 2001 ad Enrico Nicoletti, cassiere della Banda Magliana. L’iniziativa, organizzata dall’associazione daSud con il patrocinio dell’Assessorato allo Sviluppo delle Periferie di Roma Capitale e la collaborazione dell’Associazione Collina della Pace ha visto anche la partecipazione del rapper Kento.

Roma ha il suo primo murales antimafie. E’ stato un “villaggio dei diritti” quello allestito lo scorso 4 luglio alla Collina della Pace: una festa cominciata alle 16 tra stand di artigianato, degustazioni, libri ed esibizioni teatrali e di danza, con un occhio di riguardo al lavoro dei giovani documentaristi dell’ Aamod,”La vita è Torbella”. Alle 17 e 30 l’happening rap con i ragazzi del centro di aggregazione giovanile MaTeMù e i giovani Mc’s romani Occhi Viola e David Kherma. Alle 19 e 30 è arrivato il taglio del nastro per il murales: l’ecomostro abbattuto e il parco pubblico, il gioco d’azzardo e il welfare, la droga e i diritti alla casa e al lavoro nei venti metri di disegno – racconto. C’è il racconto di una “MammaMafia” che si impadronisce della città ma anche un omaggio all’antimafia sociale. A realizzare il murales lo street artist David Vecchiato in arte Diavù, coordinatore del Museo di Urban Art di Roma.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione daSud in occasione dell’ultima tappa romana della sua“Lunga marcia della memoria” dal titolo “Mammamafia. Il welfare te lo paghiamo noi”, con il patrocinio dell’Assessorato allo Sviluppo delle Periferie di Roma Capitale e la collaborazione dell’ Associazione Collina della Pace. Ad inaugurare il murales Paolo Masini, Assessore allo Sviluppo delle Periferie di Roma Capitale e Celeste Costantino, deputata, già portavoce di daSud, segretaria della delegazione italiana al Consiglio d’Europa.”Questo murales dimostrerà che la creatività e l’arte sono strumenti potentissimi contro i clan – ha affermato la Costantino – e rappresenterà uno stimolo importante per la politica che è in forte ritardo, per l’antimafia sociale e la cittadinanza: ognuno deve fare la propria parte, per non lasciare la città al welfare delle mafie”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’Assessore Masini, che ha ribadito l’importanza della partecipazione diretta del cittadino e le potenzialità di strumenti quali l’arte e la musica nella lotta alle mafie:”Credevamo molto in questo progetto e quello raggiunto oggi è un grandissimo risultato, ma non ci fermiamo qui. Dopo l’estate, a pochi metri da questo murales aprirà il centro polifunzionale della Collina della Pace, un’opera che abbiamo fatto ripartire sbloccando i fondi a febbraio. La lotta alle mafie, il degrado – prosegue Masini – si combatte con la partecipazione popolare, facendo vivere i luoghi. Siamo felici di quanto fatto assieme a daSud, che abbiamo appoggiato e patrocinato in tutto, e come loro riconosciamo ad arte e cultura un ruolo di primo piano nella lotta contro le mafie. Rap e street art ad esempio, protagonisti oggi alla Collina, sono mezzi di comunicazione popolari, vicini ai più giovani e veicoli di messaggi positivi”.

La storia della Collina della Pace

E’ una vicenda che parte da molto lontano, e lo sa bene Luigi Di Bernardo, Presidente dell’Associazione Collina della Pace, che ne ha ricordato alcuni momenti salienti ed ha illustrato i progetti futuri:” Quest’area ha sempre rappresentato per noi un simbolo, un luogo di pace. Negli anni ’70 si manifestava contro la guerra in Vietnam e nel nostro immaginario sarebbe dovuta diventare luogo di incontro,cultura e partecipazione. Poi il terreno è stato lottizzato e in qualche modo è finito nelle mani della Banda della Magliana. Dal sequestro, nel 2001, all’abbattimento dell’ecomostro nel 2004 – prosegue Di Bernardo – abbiamo lottato con determinazione per ottenere i risultati raggiunti: nel dicembre 2007 abbiamo inaugurato il Parco Collina della Pace, dedicato alla memoria di Peppino Impastato, un simbolo della lotta alla mafia.

Il territorio sequestrato alla malavita romana comprendeva anche una stalla e dei casali rurali che abbiamo da subito pensato di trasformare in un centro culturale polivalente. In questi sei anni le problematiche sono state diverse, solo nel 2011 abbiamo assistito all’inizio dei lavori dei casali. Due anni fa siamo stati dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver raccolto circa 2.000 firme e aver protestato a lungo contro l’interruzione dei servizi di manutenzione del verde e di sorveglianza. Qualcuno che non credeva nelle potenzialità di quest’area avrebbe voluto metterci un centro anziani, ma abbiamo resistito. Questo è un quartiere giovane, di giovani e studenti, e da loro dobbiamo ripartire. Lo scorso febbraio sono ripartiti i lavori di ristrutturazione dei casali, che erano stati interrotti a causa dei vincoli del Patto di Stabilità, e per settembre o inizio ottobre avremo finalmente il nostro centro culturale polivalente, con mediateca,ludoteca, biblioteca e sala convegni. In questo quartiere c’è cultura e l’area della Collina della Pace diventerà sempre più il suo maggiore polo d’attrazione, perchè non diventi mai un quartiere dormitorio”.

L’evento si è chiuso con il concerto del rapper Kento, artista calabrese da sempre in prima linea nella lotta alla ‘ndrangheta, che ha eseguito, tra gli altri, diversi pezzi di “Resistenza Sonora”, album di rivolta contro l’oppressione della malavita organizzata.

Matteo Muoio

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