«

»

Stampa Articolo

Collina della Pace. Anziani a un passo dallo sgombero

commissione-trasparenzaPer due anni la maggioranza del Municipio VI ha tentato di cacciare gli anziani dal casaletto della Collina della Pace a Finocchio. Oggi i grillini sono a un passo dalla vittoria

La Commissione Trasparenza si è riunita oggi per valutare il caso del centro anziani Pierino Emili, che da aprile 2016 ha trovato sistemazione presso il casaletto di Collina della Pace. Il presidente del centro anziani, Franco Grimolizzi, aveva ricevuto le chiavi dal Municipio, con tanto di verbale di assegnazione. Mancava solo una firma, una.

“Ristabilire la legalità” è stato il tema dominante della campagna elettorale del M5S, che in questa faccenda vedeva e vede una marchetta politica. Lo stesso Colella, attuale presidente della Commissione Patrimonio del VI Municipio e tra i promotori dell’iniziativa contro gli anziani, ha dichiarato alla commissione: “Questo stabile è stato dato con urgenza e sotto campagna elettorale. È stata una forzatura e noi vogliamo ristabilire la volontà politica originale, quella della delibera comunale”.

La delibera cui si riferisce Colella è quella dell’epoca Veltroni, quando si decise di creare nello stabile appena confiscato alla mafia il famoso “Spazio 0-99”. Un’area per tutti, insomma. “E se c’è un centro anziani come fa a essere di tutti?” si chiede la maggioranza. Gli anziani devono tornare al loro centro anziani di via Massa Silani, da cui secondo gli atti non si sono mai spostati. Anzi, viene contestato uno spostamento sine titulo a Collina della Pace, risultando in un’occupazione illegittima.

Si riconosce tuttavia la buona fede degli anziani: in fondo come si può dire di aver occupato uno spazio se per quello spazio ti hanno dato le chiavi? Resta una delibera, quella dell’ex presidente del VI Municipio Marco Scipioni che assegnava d’urgenza e a carattere provvisorio il casaletto come nuovo centro anziani. Ad aprile 2017 il Movimento Cinque Stelle annulla la delibera di Scipioni. Di fatto vengono a morire tutte le speranze per gli anziani di rimanere in quello spazio, ma non si arrendono.

Si organizzano, si autotassano e alla fine presentano un ricorso al Tar del Lazio. Nel frattempo la maggioranza ristruttura i locali di via Massa Silani, spendendo circa 80mila euro, e invia una lettera di sgombero agli anziani. A carattere d’urgenza interviene allora il Consiglio di Stato, essendo stata resa nota l’assenza dell’agibilità dei locali. Mancava in altre parole la documentazione che attestasse l’abitabilità e l’idoneità dei locali. Il Consiglio di Stato quindi sospese la “delibera annulla-delibera” e gli anziani godettero di un po’ di tranquillità. Poi una nuova lettera: i documenti dell’agibilità ci sono, quindi sgomberare entro 15 giorni.

Attenzione però: la pronuncia del Consiglio di Stato non si annulla automaticamente perché il Municipio ha trovato o prodotto la documentazione che fu la causa della decisione. La pronuncia è ancora valida. Può quindi il Municipio scavalcare un organo di Stato? Questa è la domanda che pone l’opposizione presente, in particolare Svetlana Celli della lista civica Roma torna Roma.

Per Fabio Tranchina, che all’epoca di Scipioni era consigliere d’opposizione per il M5S e oggi consigliere di maggioranza del Comune, “Il Direttore del Municipio ha dovuto inviare quella lettera per due motivi. Uno è per dare seguito all’indirizzo politico del Consiglio municipale. Il secondo è per evitare il danno erariale. Sono stati spesi dei soldi per uno stabile vuoto e nel frattempo è occupato uno stabile che doveva essere assegnato ad altro”.

La risposta di Tranchina non piace ai presenti, che chiedono dunque al Municipio di ripensarci e al Comune di intervenire. Ma la maggioranza è unita e non si smuove. “Un cavillo politico – dice il presidente del centro anziani Franco Grimolizzi – Sono 15 anni che chiediamo un centro nuovo. Massa Silani non è accessibile agli anziani con disabilità, crea fastidi al vicinato, non rispetta tutte le norme di sicurezza e non è in grado di ospitare tutte le nostre attività. Il presidente Scipioni aveva capito questa nostra richiesta, forte anche di una petizione con oltre mille firme, e ci aveva consegnato il centro”.

Purtroppo Scipioni non fece in tempo a ultimare l’iter, e la determina dirigenziale con cui si doveva sancire l’assegnazione non è mai arrivata. “Ho chiesto una relazione appena insediato – ha dichiarato Colella – E semplicemente la relazione non esiste”. È curioso che, con tutti i problemi del Municipio, una delle prime indagini della commissione Patrimonio sia stata proprio quella di Collina della Pace. Fatto sta che Colella scopre questa irregolarità e procede per “ripristinare la legalità”.

Tranchina tenta di far ragionare gli anziani presenti in commissione che nel frattempo capiscono di essere arrivati vicini a un vicolo cieco: “Potreste organizzare una turnazione con la fondazione che prenderà possesso legittimo del casaletto – spiega Tranchina – Per esempio potete chiedere determinati giorni e determinati orari per stare sulla Collina della Pace e sicuramente vi verrà concesso”.

A lui si rivolge Silvio Di Pietro, membro del centro anziani, che ricorda Tranchina: “La questione è politica e nasce da lontano. Quando si votò in Municipio l’assegnazione della Collina della Pace al centro anziani il Movimento Cinque Stelle aveva due consiglieri – erano lo stesso Tranchina e Veronica Mammì, attuale Assessore alle Politiche Sociali del Municipio VII nonché moglie del consigliere comunale Enrico Stefàno – E già allora quando si votò favorevolmente dai banchi voi urlavate: Vedrete quando saremo noi al governo, ribalteremo tutto”.

La commissione va in stallo e il Presidente Palumbo delinea il finale: “La Commissione ricercherà e valuterà gli atti dei governi precedenti e dell’attuale. Invito tuttavia l’amministrazione del Municipio a comunicare almeno con i cittadini le scelte prese, visto che sono lì in buona fede”. Anche Celli invita la maggioranza, “Almeno a fare una chiacchierata con loro per tentare di trovare una soluzione condivisa”.

Ma Colella è categorico: “Sono due anni che va avanti questa storia. Roma ha tanti di quei problemi che non possiamo parlare con loro”. Gli risponde piccatamente Palumbo: “Ma che bella risposta. Le svelo un arcano, consigliere: lei è stato eletto, è suo dovere parlare con i cittadini”.

“Parlateci voi”, chiude Colella. Flavio Quintilli

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/collina-della-pace-anziani-a-un-passo-dallo-sgombero/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.