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Colle del Sole. Messa in sicurezza dell’asse viario Modolo Borutta con la solita “romanella”

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Il 17 maggio Katia Ziantoni, Assessore all’Ambiente e alla Mobilità del Municipio VI, aveva dichiarato per mezzo Facebook: “Al via la messa in sicurezza dell’asse inter quartiere Modolo Borutta”. L’asse viario ha una storia lunga iniziata nel 2006 con l’apertura dei cantieri. La strada avrebbe servito i due quartieri Colle del Sole e Due Colli creando un collegamento tra via Prenestina e via Borghesiana.

Un’opera “Interamente finanziata dal Comune di Roma per € 6.800.000 – denuncia da tempo l’Associazione Cittadinanza Servizi Cultura Colle del Sole – che ha una lunghezza totale di 2,2 km”. Ad oggi lo stato dell’arte è profondamente indietro con i tempi di consegna e le parti in causa, ovvero Comune e ditta appaltatrice, si rimpallano le responsabilità.

In più occasioni il Comune a guida 5 Stelle ha dichiarato che i lavori sono più o meno fermi a un 30% del totale, mentre la ditta avrebbe percepito già tutta la somma prevista da contratto. Al contrario la ditta rivendica mancati pagamenti da parte del Comune e non prosegue con i lavori. Nel mezzo il Consorzio di Recupero Urbano che non può iniziare la parte di sua competenza fino a che non si sciolgono tutti i nodi.

In questo scenario complicato si inserisce il Movimento 5 Stelle, che proprio a Colle del Sole fece un pieno di voti alle amministrative del 2016, riuscendo a eleggere Davide Lanza, il primo degli eletti con quasi 500 preferenze, e riuscendo a far nominare Katia Ziantoni Assessore all’Ambiente e alla Mobilità, residente proprio nel quartiere.

Va senz’altro riconosciuto a questa amministrazione l’aver messo sul tavolo dei lavori l’asse viario Modolo-Borutta, seppur di risultati nemmeno l’ombra. Il 17 maggio, quasi un mese fa, l’Assessore Ziantoni aveva quindi dichiarato il via libera alla messa in sicurezza del cantiere, che negli anni era diventato una specie di giungla, con l’erba alta recintata dalla tipica rete arancione. Qualcuno, ridotto a vivere senza speranza di vedere completata l’opera, ha preferito togliere un pezzo di recinzione per parcheggiare la propria auto. E addirittura c’è chi, al centro di quello che doveva essere lo spartitraffico, ci ha piantato i pomodori.

qualcuno-ha-gia-eliminato-la-recinzione-per-parcheggiare pomodoriIl lavoro di questa amministrazione viene riassunta così dalla stessa Ziantoni sulla sua pagina: “Dopo la prima commissione capitolina e un anno perso tra documentazioni non pervenute e vari direttori dei lavori, ci è voluto un esposto in Prefettura e un tavolo tecnico con le parti per riportare l’attenzione su un’opera strategica e sul degrado ambientale che l’abbandono del cantiere ha prodotto in questi anni. Sono iniziati oggi e proseguiranno nei prossimi giorni i lavori di bonifica e diserbo propedeutici alla messa in sicurezza dell’asse inter quartiere di collegamento tra la Via Prenestina e Via Borghesiana”.

A quasi un mese di distanza dalle dichiarazioni dell’Assessore il cantiere resta più o meno inalterato, se non per la recinzione tirata nuovamente su e l’erba tagliata. La “messa in sicurezza”, durata circa tre settimane, è finita così come è iniziata. “Non si è visto nessuno per giorni – aveva detto Antonio Staboli, residente in via Calasetta, strada interessata dall’asse viario – Poi sono venuti tre operai, hanno tagliato l’erba e rimesso a posto la rete”.

È anche vero che, sempre stando le dichiarazioni dell’Assessore, “È stato chiesto un nulla osta per bonifica che arriverà a giorni” e che quindi non si possono tirare le somme. È ancora più vero però che la stessa Ziantoni era intervenuta nel marzo scorso durante una diretta di Rai Tre su via Calasetta, dichiarando, stando a quanto riportato dalla giornalista, che si sarebbe resa disponibile a incontrare i cittadini per la messa in sicurezza della strada, impegnando inoltre il Municipio a valutare le cause che hanno impedito la prosecuzione dei lavori.

Ma del tavolo neppure l’ombra. E l’intervento si è rivelato nulla più dell’ennesima “romanella”, forse per far vedere che si sta lavorando.  Flavio Quintilli

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