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Colle del Sole. La storia infinita dell’asse viario Modolo/Borutta: la denuncia dei cittadini

la-strada-che-avrebbe-dovuto-collegare-prenestina-e-borghesianaNel 2006 iniziati i lavori per i 2 chilometri di strada che servivano a collegare via Prenestina a via Borghesiana, per un costo totale di 7 milioni di euro: a fine 2017 il cantiere sembrerebbe abbandonato. L’Associazione Cittadinanza Servizi e Cultura Colle del Sole denuncia lo spreco di denaro pubblico.

Il 24 marzo viene protocollata dall’Associazione una richiesta al Municipio di intervento su diverse questioni che quotidianamente vivono i cittadini di Colle del Sole. In particolare l’Associazione Cittadinanza Servizi e Cultura Colle del Sole insiste sul cantiere dell’asse viario Modolo/Borutta: “La sua progettualità aveva avuto origine tra il ’96 e il ’97 – spiega Riccardo Fabi, presidente dell’Associazione – e il cantiere effettivo è nato nel 2006. L’asse viario avrebbe dovuto alleggerire il traffico compreso tra via Prenestina e via Borghesiana”.

lassociazione-cittadinanza-servizi-e-cultura-di-colle-del-solePrendendo una cartina stradale è chiara la finalità del progetto: prolungando in linea retta via Modolo arriveremmo infatti in via Borutta, collegando così via Prenestina e via Borghesiana. “Il traffico che tutti i giorni si genera sarebbe di molto decongestionato” – secondo Riccardo, che arriva al nocciolo del problema – La strada interessa per due terzi Colle del Sole, lunga in tutto 2,2 chilometri, ed è stata finanziata per intero dal comune di Roma per 6.800.000 euro. Come se non bastasse, l’Associazione Consortile di Recupero Urbano ha finanziato con ulteriori 1.280.000 euro la realizzazione di parcheggi all’interno delle carreggiate e 3 impianti semaforici al posto delle rotatorie previste inizialmente”.

“Con raccomandate e protocolli – si legge nella lettera – chiedevamo conto a dipartimenti e Municipio del perché il cantiere avesse un andamento così lento”. Le ultime richieste sono datate  settembre e novembre 2016, escludendo questa lettera di marzo, nella quale si specifica che “Attualmente il cantiere risulta fermo, addirittura sembra versare in stato di abbandono già prima di dicembre”.

Il cantiere sarebbe partito, secondo il signor Fabi e i cittadini dell’Associazione, “senza sondaggi archeologici, fatti in corso d’opera. Il progetto è stato quindi rivisto, all’ACRU ne è stato chiesto uno alternativo e in quell’occasione aveva modificato le rotatorie in semafori e finanziato la realizzazione dei parcheggi al centro delle carreggiate”. Nella lettera, a proposito delle modifiche, si legge che sono una “Cosa a nostro avviso insensata”, soprattutto la scelta dei semafori invece delle rotatorie, considerata come “Un’altra nefandezza”. Questo perché le modifiche avrebbero fatto lievitare il costo, “quando invece con quei soldi si potevano realizzare infrastrutture e opere primarie che ancora oggi sono assenti, come la raccolta delle acque”, spiega a voce Riccardo Fabi.

Oggi le transenne lasciano vedere le condizioni di semiabbandono della strada: poco asfalto gettato a macchia di leopardo, il travertino dei marciapiedi a delimitare le carreggiate e al centro solo terra con le erbacce che stanno prendendo il sopravvento. “Il 13 luglio, nella commissione preposta a cui hanno partecipato Simu (Sviluppo Inftrastrutture e Manutenzione Urbana), Comune e Municipio – racconta Riccardo Fabi – l’Assessore ai Lavori Pubblici municipale Sergio Nicastro ha chiesto una cosa semplice: perché sono stati pagati 4,5 milioni di euro, pari a circa il 64% del costo complessivo, quando invece non è stato realizzato neanche il 30%?”.

La situazione denunciata è quindi molto grave, cui si aggiunge l’assenza di segnalatiche, luci stradali e certezze per il futuro della viabilità. Il cantiere, dalla storia travagliata, nel corso degli anni ha visto cambiare diverse ditte al lavoro. Così la strada, di circa 2 chilometri, sarebbe costata ad oggi quasi 5 milioni, e sembrerebbe tutt’altro che vicina a una consegna, nonostante i 10 anni trascorsi dall’inizio dei lavori.

Antonio Imperiale, delegato al rapporto con le istituzioni dell’ACRU Colle del Sole, tiene a sottolineare alcuni punti. “La giunta Alemanno aveva iniziato i lavori senza tener conto del cambiamento della densità di popolazione che diventa sempre più consistente in quegli anni. La realizzazione di un asse viario avrebbe portato alla creazione di una strada al alto scorrimento, con due conseguenze: da un lato avrebbe spaccato a metà i quartieri di Colle del Sole e Due Colli, dall’altro avrebbe messo a rischio la sicurezza dei cittadini. Nel progetto iniziale – spiega Imperiale – era prevista la chisura di via Allai, Ollolai, Orotelli, Orgosolio, Estersili. Avrebbero creato una pista da corsa, con un guard rail centrale”. Di qui la divisione cui faceva riferimento Imperiale.

“L’ACRU si è allora messa in moto presso il Dipartimento – continua Imperiale – proponendo delle rotatorie che l’amministrazione centrale ha bocciato per carenza di spazio. Avevamo due alternative: lasciare che si realizzasse una strada ad alto scorrimento ponendo a rischio l’incolumità dei cittadini, oppure proporre i semafori come dissuasori di velocità”.

Per quanto riguarda i soldi e il tempo dei lavori Imperiale prende le distanze: “L’ACRU ha soldi a disposizione che poi è l’amministrazione a dover spendere. Se la ditta vincitrice rinuncia e subentra la seconda in classifica nel bando noi non c’entriamo nulla. Se la ditta ha dei problemi, l’ACRU non ha responsabilità”. Nonostante questo sia chiaro, Imperiale sottolinea l’impegno costante, ancora oggi, di portare avanti questo importante progetto per i due quartieri. “Giovedì 21 abbiamo incontrato l’Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio VI Sergio Nicastro, il quale è sembrato disponibile a lavorare con noi verso il compimento di quest’opera, per la quale ci sono ancora 2 milioni di euro da spendere”.

L’impegno dell’Assessore Nicastro a sollecitare il proseguimento dei lavori fa sperare che la strada si farà, e con essa i lavori di competenza dell’ACRU.

Flavio Quintilli

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