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Colle degli Abeti. Senza né l’acqua né gas

Palazzina-via-TragliaA pochi metri da via delle Cerquete, luogo simbolo del disastroso Piano di Zona B4, si sta consumando un nuovo e drammatico caso che sta mettendo in ginocchio intere famiglie.

Non c’è pace nel disgraziato Piano di Zona Castelverde B4, dilaniato dalle dimenticanze e fallimenti delle ditte costruttrici, il caso di via delle Cerquete su tutti, e dai ritardi del Comune nel compiere le infrastrutture e i servizi primari. L’ultima nefasta notizia, non si può definire diversamente, arriva dal complesso residenziale di via Luigi Traglia, incastrata tra la stessa via Cerquete e via Liberti. “Siamo senza gas e acqua corrente – tuona la signora Consuelo – e non abbiamo le strade”.

La situazione è esplosiva, a limite della decenza. “Questa storia va avanti da dieci anni – spiega Consuelo –, da quando sono state comprati gli alloggi. Avevano assicurato ai residenti, io sono qui da due anni, che nell’arco di poco tempo i lavori sarebbero stati ultimati, invece ancora aspettiamo”. Ma cosa manca nello specifico? “Una firma, solo una firma, necessaria a sbloccare la delibera, che giace al Dipartimento all’urbanistica, con la quale si dà al consorzio la possibilità di eseguire queste opere”. Solo una macchia di inchiostro su di un pezzo di carta? “Esattamente. Le risorse ci sarebbero, i lavori potrebbero partire anche domani”. Ma nessuno si fa carico della pratica, è un continuo rimpallo di responsabilità, da un ufficio comunale all’altro, tanto i residente hanno tempo da perdere.

received_10209705611425420È la cooperativa Delle Statue e Bel Poggio che sta realizzando il complesso residenziale, composto da due palazzine di tre piani ciascuna. La prima, quella dove abita la signora Consuelo e altre sei famiglie, è stata consegnata, mentre la seconda è in fase di costruzione. “Stiamo lavorando in sinergia alla cooperativa – precisa Consuelo – affinché il Comune acceleri la pratica”. Facciamo un riepilogo. “Glielo faccio subito – risponde la signora – non abbiamo il gas, e naturalmente siamo privi dei riscaldamenti, le strade e l’acqua corrente, nonostante sia stato realizzato l’impianto fognario. Tengo a sottolineare che tutti noi abbiamo dei figli piccoli, anche di tre mesi”. E come fate con l’acqua? “Siamo allacciati al pozzo”. È incredibile, più si scava in questo Piano di Zona e più emergono cose che hanno dell’assurdo.

Sono sfiniti gli abitanti, lo si capisce dal tono della voce di una delle rappresentanti, che affonda: “Come se non bastasse, nei giorni di pioggia, anche lieve, la strada davanti diventa un fiume di fango, che la rende impraticabile”. E perché? “Non essendoci le strade, l’acqua si porta dietro la terra e ne invade la corsia”. Consuelo mostra le foto che ha scattato durante l’acquazzone del 7 giugno. Quello che si vede è deprimente, davanti l’entrata del complesso c’era un torrente paludoso, che scorreva minacciosamente. “Siamo messi così -  apostrofa -, isolati e senza servizi”. Sembra di essere in uno di quei sperduti paesi italiani, e ce ne sono, alle prese col dissesto idrologico, del resto il paesaggio circostante lo riprende in pieno. Che qualcuno si sbrighi al Comune, visto che come stanno messi gli abitanti, che di soldi ne hanno cacciati parecchi.

David Nicodemi

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