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Colle degli Abeti. ‘Pecoraro’ via Saliola, spostamento o dismissione?

22070278_10214526334054357_1528126747_oNelle ultime settimane il tanto contestato ‘pecoraro’ ha spostato di qualche metro la sua zona di lavoro.

Da anni i cittadini dei quartieri Colle degli Abeti e di Nuova Ponte di Nona lottano affinchè le amministrazioni pongano fine all’annosa questione del ‘pecoraro’ di via Saliola. Un braccio di ferro in cui ha sempre avuto la meglio il pastore, forte del diritto di ‘essere arrivato prima’. Prima che Caltagirone costruisse, prima che si sviluppasse un intero quadrante.

Il 31 agosto scorso la questione è tornata sul tavolo dell’attuale amministrazione. Prima ancora arrivò sui tavoli dell’amministrazione di centrodestra, di cui presidente era Lorenzotti, e poi di quella di centrosinistra, con presidente Scipioni.

22047315_10214526331534294_848234740_oSin dal 2013 – si legge in una nota del comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona – ci siamo mossi per denunciare la questione. Abbiamo sottolineato il fatto che oltre ai problemi di ordine pubblico, sicurezza e sanitari, il pecoraro non ha titolo per possedere ed utilizzare i terreni che sono di proprietà comunale. Addirittura l’area vicino piazza Giannelli dove c’è il casale è destinata a servizi pubblici. Abbiamo consegnato l’esposto che avevamo fatto l’anno scorso all’Assessore all’Ambiente del VI Municipio Katia Ziantoni sottolineando il fatto che non si deve andare ad instaurare una trattativa con il pastore perchè non si tratta con chi commette un illecito. Si tratta di fare quello che stanno facendo ad Ostia, con gli stabilimenti balneari abusivi”.

Il fatto che nell’area dove il ‘pecoraro’ solitamente operava i cittadini abbiano assistito alle operazioni di dismissione aveva fatto sperare un intero quadrante. Ci pensa però Federico Verdicchio, presidente del comitato di quartiere Colle degli Abeti, a placare gli animi: “E’ necessario parlare di dismissione parziale perché il pecoraro di fatto ha ricostruito la sue sede operativa pochi metri più avanti in via Caputo, sotto via Tancredi. Non erano quelli gli accordi con il Municipio. Credo che si sia spostato più per una denuncia fatta da Caltagirone che per l’intervento dell’amministrazione”.

L’area adibita a pastorizia doveva essere destinata a servizi pubblici per il quartiere e i cittadini fanno da anni pressione sul fatto che ‘il pecoraro è un occupante abusivo di quel terreno”.

22050835_10214526333294338_175741343_oIn una nota del 4 giugno 2015 del comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona si legge: “Tutte le aree verdi attrezzate più le aree destinate a servizi pubblici sono state consegnate, tranne i comparti V6, V10 e S9. Un’ area non consegnata al comune di Roma scopriamo essere il comparto s9. La famosa area a ridosso di Via Cerruti, Via Capetti Via Chiodelli attualmente occupata, sui quali insiste anche un casale antico. Il Comune, guarda caso, non ha voluto prendere in carico quell’area proprio perché occupata. Sarebbe onere del consorzio consegnarla libera da occupazioni abusive. Ma così non è stato. E sapete chi sarebbe l’occupante abusivo? Il pecoraro. Così risulta dal verbale dell’assemblea. La situazione è a dir poco assurda e paradossale. I cittadini consorziati continuano a pagare le quote del consorzio perchè quei terreni non possono essere presi in carico dal Comune e le pagano per mantenere (in teoria)  quel terreno in realtà occupato dal Pecoraro che peraltro ne trae un beneficio economico”.

Eppure ancora oggi la dismissione completa del sito sembra lontana, così come la bonifica dell’area che in molti indicano come “fortemente inquinata”. Cosa si nasconde sotto la terra in cui il ‘pecoraro’ ha operato per anni? Marco Severa

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