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Colle Degli Abeti, firmato l’atto di esproprio

Termina il calvario per le 32 famiglie acquirenti del comparto I/P. Amministrazione e proprietari terrieri hanno trovato l’intesa. Rimosso l’ostacolo principale alla realizzazione delle urbanizzazioni.

Finisce l’incubo per i proprietari delle case del comparto I/P. Il 3 dicembre sarà ricordata come una data storica per le 32 famiglie che dal 2008 aspettano di entrare negli appartamenti di due palazzine del piano di zona Castelverde B4. Costruite su un terreno mai espropriato e divenute cattedrali nel deserto. L’amministrazione comunale e i proprietari terrieri hanno infatti trovato un’intesa e firmato l’atto di compravendita della porzione del lotto su cui erroneamente si era permesso di costruire gli edifici. Il calvario dell’esproprio è durato quasi 10 anni e ha messo in croce non solo gli acquirenti – impossibilitati a entrare nelle case regolarmente acquistate dopo anni di sacrifici e costretti a ripiegare in affitto o da parenti – ma l’intero quartiere. La mancata intesa ha infatti ritardato il pagamento degli oneri concessori per le urbanizzazioni e impedito, di fatto, l’arrivo di tutte le opere e servizi primari: fogne, gas, luce, strade asfaltate . Con il risultato che un piano di zona programmato si è trasformato negli anni in una distesa di palazzine che spuntano in mezzo al nulla. Se non, peggio ancora, accerchiate da discariche abusive. “Hanno bloccato la vita di centinaia di persone per tanti anni ma finalmente ce l’abbiamo fatta”. Esprime soddisfazione Carmine D’Anzica presidente del Comitato di Quartiere Colle Degli Abeti e acquirente di uno degli appartamenti assieme alla moglie Cristina. “Siamo felici, è un grande passo avanti”. Il terreno è stato infatti consegnato al Comune che nei prossimi giorni provvederà a sua volta a girarlo alle cooperative assegnatarie. Con la risoluzione positiva dell’esproprio, se ne va quindi uno degli ostacoli che maggiormente hanno concorso alla mancata realizzazione delle urbanizzazioni in tutto il piano di zona. I lavori, ora, dovranno procedere spediti. “Abbiamo ottenuto la possibilità di ottenere il terreno ma devono correre perché sono in ritardissimo. Per consentirci di entrare dovranno realizzare almeno le fogne. I consorzi hanno sempre sostenuto di aver già pronti i soldi per le opere principali, quindi speriamo che le carte in tavola non vengano cambiate ora che l’ostacolo principale è stato rimosso”. La firma dell’intesa arriva dopo un percorso tortuoso e ostacolato da cavilli burocratici, dopo promesse fatte e mai mantenute da entrambe le parti interessate: amministrazione e proprietari. Nel 1987 l’approvazione del Piano di Zona. Nel 2001 arriva il primo decreto che lascerà al di fuori dell’esproprio, per un vizio procedurale, il lotto di terreno interessato. Nel 2010 una procedura elaborata dai tecnici del IX dipartimento veniva impossibilitata da una sentenza della corte costituzionale. Il 6 giugno 2011 il passo decisivo: il consiglio capitolino ottiene il consenso della controparte e approva l’esproprio con un voto dell’aula che garantiva la risoluzione della vicenda entro settembre dello stesso anno. Ma ci son voluti ben 18 mesi prima di riuscire a dare esito positivo a quanto stabilito. Con le richieste pressanti di uno dei proprietari per ottenere condizioni sempre più vantaggiose, nonostante il Comune avesse già deciso di non tassare con il 20% di ritenuta la somma prevista, pur di accelerare l’iter.

Silvio Galeano

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