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Cittadini in piazza in difesa delle case popolari

manifestazione case isveurIn seguito al decreto Lupi e il suo Piano Casa si sono mobilitati i residenti di tutti i quadranti della città per chiedere la revoca del provvedimento che lede i diritti all’abitazione dei cittadini. Eppure c’è chi afferma come l’Ater non abbia intenzione di vendere. Qual è la verità?

Vendita o svendita? Il ritornello sulle case popolari, gestite dall’Ater, è tornato alla ribalta e con sé tutti i suoi problemi irrisolti. I residenti sono, ormai, sul piede di guerra e sempre più preoccupati per il loro destino. L’11 dicembre i comitati degli inquilini romani sono scesi in piazza sotto il Ministero delle Infrastrutture per una grande protesta, dove hanno contestato ogni punto del provvedimento Lupi. La proposta del famoso Decreto -decreto attuativo ministeriale dell’art. 3, legge 80, conosciuto come Piano Casa- trova contrarietà su ogni fronte. I movimenti per la casa contestano gli articoli 3 e 4 della riforma, in cui si favorisce la vendita delle case popolari in un momento in cui la richiesta è satura. Inoltre, le contrarietà si ritrovano sull’articolo 5 che vieta l’allaccio di acqua, luce e gas a chi occupa abu­si­va­mente un’abitazione, pubblica o privata, e la concessione della residenza agli abusivi. Alla manifestazione di Porta Pia è stata molto ampia l’affluenza dei cittadini dei quartieri popolari romani, come Tor Bella Monaca, Torre Maura, Tor vergata e Ponte di Nona. Della sola Torre Maura erano presenti più di un centinaio di residenti. “Una nostra delegazione è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto del Ministro Lupi, dal nuovo Direttore alle politiche abitative e da altri Dirigenti del Ministero”, racconta Angela Barone, Presidente del Comitato ISVEUR di Torre Maura. “L’incontro ha avuto buon esito e siamo stati confortati del fatto che il decreto sarà “congelato” per il momento. Abbiamo ottenuto un nuovo tavolo delle trattative per gennaio 2015 per discutere sulle modifiche e per proporre delle alternative per l’utilizzo dei fondi per il risanamento del patrimonio abitativo pubblico”.

“L’Ater non ha nessuna intenzione di vendere gli alloggi popolari ed è una vita che si spargono queste voci infondate”, tende a spiegare Annamaria Addante, Presidente Associazione Inquilini e Proprietari ATER (ex IACP) e voce fuori dal coro. “Il decreto Lupi non si riferisce ai vecchi piani di vendita già approvati, ma solo agli alloggi demaniali, di cui le Regioni dovranno incaricarsi di una decisione”. A destare “sospetti” o quanto meno delle riflessioni è l’azione dei sindacati che stanno appoggiando con forza la lotta dei residenti. Secondo alcuni, le voci della svendita del patrimonio popolare è una mossa per rivitalizzare movimenti e associazioni ormai senza potere agli occhi dei cittadini. Bisognerà attendere gennaio per dare delle concrete risposte ai cittadini che vogliono vederci chiaro nella questione.

Melissa Randò

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