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Che fine hanno fatto i tesserati?

Solo due settimane fa, per iscriversi al Pd e votare il segretario romano e i coordinatori di circolo si erano presentati in massa. Per il nazionale, invece, votano solo poche decine.

Nello scorso numero avevamo raccontato nelle nostre pagine di un Congresso del Pd in VI Municipio tutt’altro che trasparente. Moltissimi candidati avevano denunciato il tesseramento selvaggio, gestito dalla cerchia che ruota intorno al Presidente. Nuovi tesserati che due settimane fa erano accorsi in massa per votare Giuntella, segretario romano del Pd, e come coordinatori quelli scelti e sostenuti da Marco Scipioni. Vi avevamo raccontato della presenza del Presidente del Municipio nei circoli durante lo svolgimento dei congressi. Di persone in fila per tesserarsi nel Pd che non conoscevano nemmeno chi fosse Letta o Epifani. Di gente che aveva apertamente dichiarato di essere di centrodestra e che era intervenuta “per fare un favore”.

I numeri, solo due settimane fa, davano vincitore proprio il Presidente Scipioni, che era riuscito a piazzare nei circoli tutti coordinatori a lui vicini: Livia De Pietro, madre dell’Assessore alla Scuola del VI Municipio, al circolo di Villaggio Breda; Emanuele Ferri, tesserato proveniente dal circolo Pd di Torre Spaccata, nella sezione di Finocchio – Borghesiana; Franco Scipioni, fratello del Presidente del Municipio, al circolo di Tor Bella Monaca; Dario Mudadu, cugino del consigliere municipale Angelucci, al circolo di Torre Maura; per finire con il fedelissimo Fulvio Papini, già segretario del circolo di Torre Spaccata. Unica sezione salva quella del versante prenestino, che, in seguito all’andamento dei tesseramenti e alle minacce telefoniche ricevute dall’attuale coordinatrice Valeria Sipari, aveva deciso di non partecipare al Congresso. Oltre ai circoli, Scipioni nel nostro municipio si era assicurato anche la vittoria del candidato segretario romano Giuntella, che, però, ha dovuto comunque lasciare il passo,  a Roma, a Cosentino. Tanta partecipazione sfumata la scorsa settimana, quando i tesserati erano chiamati a votare il nuovo segretario nazionale. Candidati: Renzi, Cuperlo, Civati e Pittella.

Partendo dal presupposto che non tutti quelli che avevano votato Cosentino hanno poi votato Renzi, possiamo invece dire con certezza che il candidato sostenuto dal Presidente era Cuperlo. Quindi nei voti legati al Presidente, probabilmente, ci sono molti voti dei sostenitori di Cosentino. Solo che i conti non tornano. A Tor Bella Monaca, per esempio, Giuntella aveva totalizzato 168 voti. Il nuovo coordinatore del circolo, Franco Scipioni, ben 230. Eppure ci troviamo nel nazionale di fronte ad una paradossale situazione: Cuperlo realizza a Tor Bella Monaca solo 61 preferenze, contro le 74 di Renzi. Mettiamo che alcuni sostenitori di Giuntella, e quindi di Scipioni, abbiano deciso di votare per Renzi, i conti non tornano lo stesso: che fine hanno fatto i 169 tesserati che solo una settimana prima avevano sostenuto Franco Scipioni? Perché analizzando il risultato ottenuto da Mondello, sfidante di Scipioni al circolo di Tor Bella Monaca, i conti tornano: Mondello 84 voti, Renzi 74. Così come al circolo di Villaggio Breda dove Giuntella aveva totalizzato 89 voti e Livia De Pietro 107 preferenze. Udite, udite, nel nazionale, alla Breda, Cuperlo realizza 38 preferenze, contro le 34 di Renzi. E ricordiamo anche qui che gli sfidanti di De Pietro, Zuliani e Petri, avevano totalizzato rispettivamente 11 e 34 preferenze. E Cosentino aveva preso 24 voti. Anche qui i conti tornano. Altro dato imbarazzante quello di Finocchio – Borghesiana: 98 voti per Giuntella, 119 Ferri, mentre il povero Cuperlo si attesta sulla modica cifra di 26  preferenze! Davanti a questi numeri vogliamo ancora chiamarli tesserati?

Federica Graziani

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