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Centocelle/Tor Pignattara. Alla scoperta della “Metropolitana di Mussolini”

tunnel centocelle (4)Pensato nel 1941 dalla Stefer come variante della tratta extraurbana della ferrovia Roma- Fiuggi, il grandioso progetto risulta da decenni abbandonato e incompleto. Lo sconosciuto tunnel, impropriamente detto di ‘Mussolini’, attraversa sette metri sotto terra l’Aeroporto di Centocelle e arriva nel cuore del quartiere di Tor Pignattara. Oggi il degrado non lo rende fruibile ai cittadini.

Un corridoio di quattro chilometri sia in trincea che in galleria sotto la Capitale. L’incompiuta “Metro di Mussolini” (impropriamente chiamata così) esiste e, per di più, sotto i piedi degli abitanti di Centocelle. Ma in pochissimi la conoscono o l’hanno mai visitata. Abbandonata all’incuria e salita recentemente alle cronache, questo ‘pezzo di storia’ del Novecento fornisce un’ottima panoramica della (non) evoluzione della rete dei trasporti pubblici a Roma. Tre anni fa scoppia un caso che la vede protagonista e si scoperchia il velo di mistero intorno al tunnel, compreso tra via Casilina e via Tuscolana. Nell’agosto del 2012, infatti, il gruppo delle Fiamme Gialle scopre una piantagione di  marijuana di quasi mezzo ettaro. Da novecento piante si ricavavano circa 340 chili di sostanza ed esse fruttavano ai produttori (che ufficialmente coltivavano funghi) qualcosa come 3 milioni di euro. La serra era dotata di un’ottantina di lampade alogene (molto costose) che mantenevano l’ambiente caldo.

tunnel centocelle (2)Il progetto iniziale dell’opera, oggi incompiuta e immersa nel degrado, fu degli ingegneri Perrone e Urbinati, allora commissario della Stefer, e risale al 1941, ma il tutto si arenò a causa del conflitto mondiale, in cui era impegnata l’Italia, e della mancanza dei finanziamenti necessari. L’obiettivo ambizioso dello Stato era trasformare le Vicinali, ossia la Fiuggi, in ferrovia veloce, eliminando i binari lungo la Casilina, e realizzare un nodo di interscambio a Santa Croce in Gerusalemme. Terminata la guerra il progetto fu ripreso nel 1946, anche per alleviare la disoccupazione, e finanziato con 1miliardo e 200 milioni di Lire, una cifra mostruosa. Venne, però, soltanto realizzato il tratto iniziale, da Torre Spaccata e via Assisi, che costeggiava l’aeroporto di Centocelle per poi virare sulla Tuscolana (via delle Cave) e dì qui proseguire per il Mandrione.

tunnel centocelle (3)Per un certo periodo il tunnel fu utilizzato come fungaia – e ancora oggi ne rimangono le tracce all’interno – ed oggi vive nel più completo degrado. La struttura appartiene al Demanio dello Stato, ma sia Istituzioni comunali che la rete dei trasporti romana non ne sanno nulla. L’entrata occidentale del tunnel è in prossimità dell’incrocio tra via Palmiro Togliatti e via Casilina ed è nascosta tra la vegetazione. Tra un cumolo di terra e l’altro, utilizzati per la coltivazione dei funghi, all’interno sono stati abbandonati rifiuti di ogni tipo. Sembrerebbe che vi abitino delle persone senza fissa dimora, stanziate sotto terra. Il percorso non è sicuro ed è privo di illuminazione. Il degrado ha distrutto anche il valore storico e funzionale che questo il luogo conserva: nel 1909 decollò dall’aereoporto di Centocelle, con uno dei primissimi velivoli a motore, Wilbur, uno dei fratelli Wright. Una domanda è lecita: se il corridoio era stato già scavato e quasi realizzato, perché sono stati spesi decine di milioni di euro per la Metro C nel tratto da Centocelle fino a piazza Lodi quando già esisteva un tunnel di 4 chilometri che poteva essere riutilizzato senza spendere altro denaro pubblico? Un investimento per la riqualifica dell’area donerebbe dignità ad una “metropolitana” moderna, che potrebbe essere riutilizzata per nuovi progetti  nell’ambito del trasporto pubblico della Capitale.

Melissa Randò in collaborazione con David Nicodemi

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