«

»

Stampa Articolo

Centocelle. P.A.C., un Parco da salvare

Assemblea Parco Centocelle - striscionePrima assemblea organizzata dal Coordinamento P.A.C., in Piazza dei Mirti, dedicata al Parco archeologico di Centocelle.

Il Parco di Centocelle c’è, e vive grazie ai cittadini che a loro volta lo vivono. Potrebbe riassumersi così, volendo usare una singola frase, la prima assemblea organizzata in Piazza dei Mirti, lo scorso 1 ottobre, dal coordinamento P.A.C., impegnato ormai da diversi mesi nella tutela e nella riqualificazione del Parco archeologico di Centocelle, vero e proprio polmone verde della zona di Roma est. Un polmone che, da troppo tempo a questa parte, respira a fatica, asfissiato dal progredire del degrado, senza la boccata di ossigeno che i lavori dello scorso anno, prima di essere bloccati, avrebbero dovuto garantire. Perché il Parco, sostanzialmente, si è fermato lì, al fallimento della terza ditta incaricata dei lavori di riqualificazione dei tre stralci di un’area verde che abbraccia tre diversi quartieri e tre diversi Municipi di Roma, e che dovrebbe offrire un connubio di storia e natura quasi unico nel suo genere.

Invece niente di tutto questo è mai stato realizzato e, a oggi, il Parco di Centocelle è addirittura difficile da raggiungere e, ancora più complicato, da vivere. Qualcuno ci prova, porta a passeggio i cani lungo il percorso del Parco, magari tenta una traversata in bicicletta. Ma gli spettacoli che gli si offrono non sono che conseguenze dell’abbandono: “Almeno tre volte al giorno siamo sul posto – ha spiegato Roberta, membro del Coordinamento – e siamo in grado di monitorare. Ciò che sta succedendo è mostruoso: animali sgozzati, discariche, prostituzione, strade chiuse da cancelli abusivi, ciclisti aggrediti. Eppure nessuno ha mai mollato, anche se abbiamo fatto fatica a farci ascoltare per quanto riguarda la manutenzione, in particolare dai Dipartimenti competenti”.

Assemblea Parco Centocelle“Circa 36-37 milioni di euro sono stati stanziati per i primi 30 ettari – fa eco Alessandro, altro membro del comitato P.A.C. – ma dei pozzi e delle recinzioni non è rimasto più nulla. L’accesso Togliatti è riservato a soggetti abusive, le ville romane sono impossibili da vedere. Ciò che chiediamo è una mozione comunitaria da parte dei tre Municipi interessati, per capire cosa si vuole fare, quali attività proporre e quali impianti realizzare”.

E i rappresentati dei Municipi, presenti all’assemblea, hanno via via preso parola: “Vogliamo condividere un progetto in un tavolo condiviso con i cittadini, che credo sia la cosa più importante e democratica – ha spiegato Giovanni Boccuzzi, Presidente del V Municipio –. Il nostro impegno è a 360 gradi”.

Più sintetico l’intervento di Alberto Ilaria, Presidente del Consiglio del VI Municipio, che informa a nome della sua giunta che l’appoggio dell’amministrazione non mancherà.

Eppure c’è qualcosa che manca, e accomuna il Parco di Centocelle a tante altre grandi problematiche della periferia romana. La delegazione a tempi tecnici allunga puntualmente la fruibilità di un bene pubblico che, di per sé, dovrebbe costituire una prerogativa al benessere comune e non un punto di ritrovo delle nefandezze del sottobosco sociale che inevitabilmente esiste in una grande città. D’altronde, la battaglia all’illegalità si combatte sul campo e la vicenda del Parco di Centocelle, così come quella del Cinema Aquila e di tante altre realtà periferiche abbandonate a se stesse, rientra a pieno in questo contesto. Perché, di fatto, se il Parco continua a resistere è grazie all’impegno dei cittadini che ne comprendono il valore: “A Roma si ha la brutta abitudine di pensare che le cose pubbliche non siano di nessuno”, ha detto Elisa Zitoli, Presidente del Consiglio del VII Municipio. Vero, ma è vero anche che esistono storie che dimostrano il contrario. Come quella dell’Associazione “Modellisti Romani”, che per sei anni ha svolto attività di aeromodellismo su una piccola frazione del territorio del Parco e che nel 2011 ha ricevuto, a discapito delle autorizzazioni ricevute dall’amministrazione vigente all’epoca dell’assegnazione dello spazio, uno sgombero e una multa di 360mila euro per abuso edilizio, a fronte dell’innalzamento di alcuni gazebo.

Il risultato, alla prova dei fatti, è questo: un abbandono palese, un degrado preponderante e una causa in corso dal 2011 per chi tentava di fornire un deterrente a tutto questo.

Nel frattempo c’è un parco che resta da salvare: perché, concludono dal Coordinamento, “o Roma la riprendono in mano, oppure ce la riprendiamo”. Damiano Mattana

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/centocelle-p-a-c-un-parco-da-salvare/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.