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Centocelle. ANPI, da due mesi in attesa di un incontro con le istituzioni

10968542_647800472015808_647258068755641061_nNé il Presidente del Municipio né, tantomeno, la Sindaca hanno risposto alle richieste di chiarimento dell’Associazione dei partigiani in merito allo sfratto dell’ottobre scorso.

Sono passati esattamente due mesi e un referendum da quando, improvvisamente, la sede della sezione “Sangallo” dell’Associazione nazionale partigiani (ANPI) di Centocelle, ha ricevuto un’ingiunzione di sfratto da parte del Municipio V di Roma. Una vicenda per certi versi paradossale, per le tempistiche, la modalità e, soprattutto, il mittente della richiesta di restituzione dei locali (una sala situata sul retro dell’Istituto “Fausto Cecconi”, in Via dei Glicini). L’ordinanza, infatti, arrivata come applicazione della ben nota Delibera 140, non risultava pervenuta dal Comune di Roma, bensì dall’organo amministrativo locale. Era il 12 ottobre scorso.

Una circostanza che ha lasciato di stucco i membri della sezione ANPI di Centocelle, fruitori del locale in questione da ben 15 anni, in accordo con la scuola Cecconi e con l’allora Municipio VII. I contratti di affitto stipulati con l’istituzione, scaduti nel luglio 2015, non sono stati rinnovati dalla nel nuova giunta.

“Ci tengo a precisare che l’input non parte da questa presidenza”, aveva prontamente specificato il Presidente municipale, attribuendo le responsabilità della richiesta direttamente all’applicazione totalitaria della Delibera. Situazione, anche questa, piuttosto controversa, se non altro per la mancanza di sintonia tra l’organo amministrativo centrale e quello locale, il quale appariva in qualità di richiedente. Comprensibile l’immediata mobilitazione dell’Associazione, la quale ha immediatamente richiesto chiarimenti in merito e organizzato un’assemblea straordinaria, svoltasi il 17 ottobre, a seguito della quale è stato formulato un documento esplicativo con formale richiesta di un incontro con i vertici del Municipio.

Oggi, trascorsi più di 60 giorni, è tempo di tirare le somme. O meglio, “sarebbe”. Questo perché, della situazione di stallo dovuta alla presentazione dell’ingiunzione di sfratto, non è praticamente cambiato nulla: “Come stavamo allora stiamo anche adesso – ha commentato Leonardo Rinaldi, vicepresidente provinciale ANPI –  Abbiamo chiesto a più riprese un incontro con il Presidente del Municipio, senza ottenere risposte. Come ANPI provinciale, abbiamo scritto alla Sindaca Virginia Raggi la quale, tuttavia, per ben due volte non ha risposto. All’ultima richiesta inoltrata, in realtà, abbiamo avuto una risposta, da parte dell’Assessore al Patrimonio (Alessandra Cattoi, ndr) il quale, in tre righe, spiegava quanto ci è stato sempre detto anche dal Presidente: ‘Stiamo lavorando al superamento della Delibera 140’. Fatto sta che, dopo due mesi, non si sa ancora nulla e nessuno vuole incontrarci”. L’Associazione, nel frattempo, sta continuando il suo lavoro, in attesa di un cenno di riscontro rispetto alle istanze presentate finora: “Bisogna capire che cosa pensano del ruolo e dell’operato dell’ANPI. Noi stiamo andando avanti con la nostra attività ma, ora come ora, non sappiamo assolutamente nulla”.

Un’ulteriore conferma di leggerezza su una situazione nata e (purtroppo) cresciuta nel più totale paradosso.

Damiano Mattana

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