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Centocelle. ANPI, chiesto un incontro con il Municipio

sala Anpi Centocelle_1Consiglio d’urgenza per la sezione di Centocelle dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia a seguito dello sfratto dei locali della Scuola Cecconi. Si richiede un incontro tra Associazione, Municipio e dirigente scolastico.

Un vero colpo di mannaia quello subito, lo scorso 12 ottobre, dalla sezione “Giordano Sangallo” dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sita in un locale dell’Istituto “Fausto Cecconi” in via dei Glicini. Una richiesta di restituzione dei locali dopo anni di attività culturale e di divulgazione dei valori costituzionali all’interno delle scuole, frutto della Delibera 140 la quale, durante la gestione Tronca, aveva messo sotto sfratto diverse realtà sociali autogestite. I tanti dubbi legati all’ingiunzione che ha raggiunto la sede dell’ANPI hanno però smosso l’opinione pubblica, in quanto l’interessato non era né un centro sociale né tantomeno uno studentato, ma un’associazione storica, con regolari contratti d’affitto stipulati con l’amministrazione dell’allora Municipio VII di Roma.

Contratti scaduti nel luglio del 2015 e non rinnovati dalla subentrata amministrazione. Altro punto focale, una richiesta di restituzione dei locali giunta direttamente dal Municipio e non dal Comune, come negli altri casi rientrati sotto la Delibera 140. Una questione che era stata fugata dallo stesso Presidente Boccuzzi: “Tengo a precisare che l’input dei cosiddetti ‘avvisi di sfratto’ non parte da questa presidenza ma deriva direttamente dall’applicazione della Delibera 140 sul patrimonio indisponibile del Comune di Roma”.

Un ulteriore elemento di dubbio, che ha perciò richiesto un’analisi della questione durante una partecipata riunione, organizzata lo scorso 17 ottobre presso la sede di via Glicini, durante la quale si è lasciato ampio spazio di dibattito ai membri dell’Associazione.

Punto di partenza, la richiesta di un incontro con il Presidente del Municipio per ottenere delucidazioni in merito all’intimazione della restituzione dei locali predisposti alle attività ormai storiche dell’ANPI, mentre particolare attenzione è stata destinata al ruolo della Dirigenza scolastica, di fatto proprietaria della sala in oggetto: due ore di discussione, convogliati nella redazione di un documento ufficiale da sottoporre all’attenzione delle istituzioni, invocando sia un incontro chiarificatore che il riconoscimento del valore di un’attività pluriennale di trasmissione dei valori storici e patriottici del nostro Paese: “Preso atto della comunicazione del Municipio Roma V Direzione Ufficio Patrimonio – si legge nel comunicato –, che intende procedere alla ripresa in possesso dei locali sociali, secondo quanto disposto dalla Deliberazione n. 140/2015 della Giunta Capitolina, ritiene inaccettabile tale intimidazione, nella forma e nella sostanza e, chiede al Consiglio Municipale di esprimersi sulla natura del provvedimento emanato dai suoi uffici, pronunciandosi, inoltre, sulla funzione che l’ANPI a livello nazionale e locale, assolve in qualità di Ente Morale che, promuove in accordo con il MIUR, la divulgazione dei valori della Costituzione Repubblicana, gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale, nelle scuole e negli Istituti di tutto il Paese”.

A questo si è aggiunta la richiesta di assistenza da parte di tutti quegli istituti scolastici che hanno beneficiato dell’attività dell’ANPI all’interno delle loro classi, nonché una nota di solidarietà verso le altre realtà sociali colpite dagli effetti della 140 e che “si impegnano nel quotidiano per migliorare e rafforzare i legami sociali, riqualificando anche, beni pubblici patrimoniali, occupandoli, strappandoli così all’incuria e all’abbandono, da parte di amministrazioni incapaci di farsene carico”.

Ora non resta che attendere ulteriori novità e la tanto attesa. Nel mezzo, una manifestazione di dissenso rispetto al prossimo referendum, avvenuta il 29 ottobre scorso, e la volontà di ribadire quei valori costituzionali posti alle fondamenta della civiltà italiana. Cosicché, in attesa di conoscere il futuro della sede dell’operato dei Partigiani d’Italia, ci si appresti a conoscere il futuro della nostra Costituzione.

Damiano Mattana

 

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