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Centocelle. Ancora incendi al parco. Quando l’intervento risolutore?

sdrDagli inizi di gennaio si susseguono gli incendi. Ci sono quintali di rifiuti interrati e il sistema di gallerie del sottosuolo ne favorisce la combustione. I cittadini sono esasperati, Municipio e il Dipartimento di Tutela Ambientale sembrano fermi al palo.

Il primo incendio è stato registrato il primo giorno dell’anno, e ad accorgersene sono stati i residenti delle palazzine Ater di via di Centocelle, gli stessi che il 27 marzo 2016 erano stati costretti a evacuare le proprie abitazioni perché una voragine si era aperta tra due palazzine del complesso, e si paventava il pericolo di crolli. L’allarme rientrò dopo circa due settimane.

A distanza di dieci mesi la voragine è ancora lì, in attesa di capire chi debba intervenire per mettere la situazione a posto. Come si ricorderà, la rottura di una conduttura dell’Acea provocò il cedimento dello zoccolo di terreno che sovrastava una delle tante gallerie che caratterizzano il sottosuolo di questa zona. Da questa apertura, il I gennaio i residenti hanno visto levarsi un fumo denso, irrespirabile, conseguenza dell’incendio sviluppatosi una decina di metri più in là nel parco di Centocelle. È l’inizio di un’altra Odissea. Da allora, si sono susseguiti gli interventi dei Vigili del Fuoco, almeno tre, chiamati ogniqualvolta la combustione riprendeva e l’aria si faceva così acre da far male alla gola.

digCosa ha provocato questi incendi? Entrando nel Parco di Centocelle da via Casilina sono ben visibili sul terreno i segni di un passaggio ripetuto di furgoni e camion: dirigendosi verso ovest ci si accorge come quella zona del parco sia usata sistematicamente come discarica abusiva. Il peggio però deve ancora arrivare. A bruciare sono quintali e quintali di rifiuti interrati, lungo una striscia di decine di metri che ripercorre il tracciato di quello che era il fossato della metropolitana di Mussolini, un’opera risalente al 1941. Una distesa di rifiuti, nascosti con un’opera troppo impegnativa perché possa essere la risultante di uno sversamento clandestino, magari notturno.

L’ipotesi, agghiacciante, è che tutti questi materiali provengano dallo sgombero del Casilino 900, avvenuto nel 2011. Al tempo, i cittadini e alcune associazioni ambientaliste avevano lamentato poca chiarezza nel compostaggio e nello smaltimento dei materiali di risulta. Quello che sta venendo alla luce in questi giorni, sembra dare ragione ai timori di allora. E le conseguenze per l’ambiente e per la salute pubblica potrebbero essere devastanti.

Preoccupazioni che al momento non sembrano agitare più di tanto il Municipio. Alcuni cittadini riuniti nel comitato di difesa del Parco Archeologico di Centocelle, hanno incontrato il 15 gennaio il Presidente Boccuzzi, che ha preso tempo. Raggiunto al telefono qualche giorno più tardi, ha assicurato che della situazione se ne sta occupando il Dipartimento di Tutela Ambientale. Il Dipartimento dal canto suo ha confermato, senza però entrare nei dettagli dell’intervento. Nel giorno in cui andiamo in stampa, registriamo solo la raccolta di una parte molto limitata di rifiuti. Sembra pacifico come l’unica via percorribile alla luce di quanto emerso, sia un intervento di rimozione completa, con una movimentazione di terra e la bonifica immediata. Michele Liberati

 

 

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