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CdQ Tor Sapienza: “I comitati non fanno politica”

roberto torreGiammarco PalmieriConfronto televisivo tra Roberto Torre del Comitato di quartiere e il minisindaco Palmieri.
 
È andato in diretta su RomaUno, la sera del 14 ottobre, il confronto tra Roberto Torre, Vicepresidente del Comitato di quartiere di Tor Sapienza e il Presidente del V Municipio Giammarco Palmieri. Pochi ma intensi minuti, utili per comprendere come il più delle volte possa essere difficile trovare un punto d’incontro tra istituzioni e cittadini su problemi d’interesse comune. Ancor più se, da problemi sociali di cittadinanza, la questione viene indirizzata verso controversie di altra natura, decisamente lontane dalle azioni che normalmente svolgono i comitati di quartiere a servizio delle periferie romane e che contribuiscono a creare divisioni. È stato perciò forte il risentimento di Torre riguardo la questione dell’inaugurazione della Prenestina/bis, durante la quale, come spiegato dallo stesso Vicepresidente, nel medesimo momento in cui i comitati svolgevano la loro manifestazione, è apparsa una bandiera di partito (Fratelli d’Italia) del tutto estranea alla loro protesta: “Quando chi si nasconde, si camuffa – ha detto Palmieri al termine del confronto, a proposito dell’accaduto –, dice di essere un comitato e poi partecipa alle manifestazioni dei partiti, lo deve dichiarare: cessa di essere un comitato civico e diventa un comitato politico. Legittimissimo, però bisogna dichiarare ciò che si è”. “La politica – come ci ha spiegato successivamente Torre (le tempistiche televisive non hanno consentito una replica immediata) – non entra nei Comitati proprio perché enti civici, che agiscono sul territorio dopo elezione da parte dei residenti, ai quali rendono un servizio. Per questo chiederemo pubbliche scuse: non spetta certo a noi allontanare fisicamente i partiti durante le nostre manifestazioni”.
Un punto di rottura che arriva dopo due anni e mezzo di disagi e richieste inascoltate, ultimo capitolo di una storia di abbandono che, come ha detto Torre (e come si può notare percorrendo le strade del quartiere), si prolunga da venticinque anni, nonostante le insistenti dimostrazioni di problematiche reali da parte del Comitato. Dai rifiuti tossici ai parapedonali richiesti da tempo su via Appiani (al pericoloso incrocio con via Collatina dove, ha detto il Vicepresidente, “ci è già scappato il morto”), passando per la pulizia ordinaria delle aree in questione, fino ad arrivare a un’insistente richiesta per una sede puntualmente prorogata: la lista è davvero lunga, ed è stata esposta nuovamente da Torre al Presidente Palmieri, verso il quale è stata lamentata un’inadempienza verso tali segnalazioni.
Il Presidente ha a ogni modo dichiarato che verranno effettuati, a breve, gli interventi richiesti assieme alla realizzazione di via Tiratelli, che dovrebbe alleggerire il traffico in via di Tor Sapienza, oltre che alla risoluzione della disputa ventennale sulla ricostruzione delle case di oltre 30 famiglie del quartiere, residenti nei pressi dei punti di passaggio di treni ad alta velocità.
Il tutto sperando che ritardi, promesse non mantenute e proroghe eccessive non abbiano a che fare con contesti e questioni del tutto alieni al legittimo benessere dei cittadini romani. Damiano Mattana

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