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Castelverde, si ritorna a parlare della discarica

DiscaricaCastelverdeIl Movimento 5 Stelle del Municipio VI ha svolto un sopralluogo nell’area limitrofa all’ex discarica, sita tra via Castellalto e via del Casalone, alla presenza del Comitato Discarica Abusiva Castelverde e di alcuni residenti della zona. La bonifica, fino ad ora, è stata svolta solo a metà.

Sono passati ben vent’anni dalla scoperta della discarica abusiva di Castelverde e, fino ad oggi, non si è ancora riusciti ad ottenerne l’intera bonifica. “Intorno al 1983, nella cosiddetta “Cava dei Selci,” hanno iniziato a scaricare rifiuti da cantiere ma anche oli esausti, gomme e batterie, altrimenti definiti rifiuti speciali – racconta Daniela Ferdinandi, uno degli esponenti del Comitato Discarica Abusiva Castelverde – ricordo ancora come, durante l’estate, le gomme venissero incendiate ed i fumi si propagassero per tutta la zona”. Solo nel 1994, in realtà, la discarica è stata scoperta a seguito dei lavori per la TAV, in quanto la linea ferroviaria doveva passare proprio su quel terreno.

In seguito a questo ritrovamento è stata organizzata una Prima Conferenza dei Servizi, durante la quale è stato presentato un progetto che prevedeva lo spostamento dei rifiuti di circa 100-200 metri, in modo da permettere lo svolgersi dei lavori, ed il loro stoccaggio fino al 2005. “È stato proprio in quel periodo che si è costituito il nostro Comitato -  prosegue Ferdinandi – solo dopo numerose sollecitazioni nel 2006 i rifiuti tossici sono stati portati via, mentre sono rimasti quelli inertizzati”. La seconda fase del progetto, la quale prevede l’asportazione di questi ultimi, il ripristino e rimessa a verde dell’area, non è stata tutt’ora avviata: attraverso un accordo con l’RFI (Rete Ferroviaria Italiana) sarà Roma Capitale ad occuparsi della bonifica dietro un corrispettivo di 3.038.000 euro.

La questione, però, solleva numerose perplessità all’interno del quartiere: “Perché questi fondi risultavano nel Bilancio 2012 ma non in quello del 2013? Perché si parla di questa somma quando non è sufficiente ad effettuare i lavori necessari?”, si chiede il Comitato. Ciò che più non risulta chiaro, inoltre, è come sia possibile che anni ed anni di roghi e sversamento di rifiuti (anche tossici) non abbiano intaccato l’ambiente, come dichiarato dalle analisi dell’Arpa Lazio. “Dalle analisi risultava che più o meno tutto andasse bene, eppure la diossina resta nel terreno per decenni”, spiega Daniela Ferdinandi. Tutto quello che si vede ad oggi, inoltre, è solo una grossa cava ricoperta da un telone bianco: cosa ci sia al di sotto non lo sa nessuno. Dall’incontro è emerso che vi siano stati vari casi di leucemia nella zona limitrofa all’ex discarica e di noduli alla tiroide nelle zone di Castelverde e di quartieri limitrofi: una patologia che, purtroppo, si sta diffondendo anche in altre zone romane.

Ciò che risulta da tutta questa storia, dunque, è il bisogno di gettare luce sulle tante questioni che, purtroppo, ad oggi rimangono ancora oscure.

Lucrezia La Gatta

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