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Castelverde/ San Vittorino. In arrivo una caserma nel Parco La Borghesiana

parco-la-borghesiana-1Individuati nell’area verde sulla Polense gli edifici da destinare ad un presidio dei Carabinieri. Premiati gli sforzi dei comitati di quartiere e dell’A.NA.CI.PE. .

Una nuova caserma dei Carabinieri che possa non solo rafforzare la sicurezza del quartiere ma anche contribuire alla riqualificazione dell’area sulla quale andrebbe a sorgere. Un obiettivo per cui da anni si spendono i comitati di quartiere di Castelverde e Villaggio Prenestino che hanno organizzato nel tempo raccolte firme, assemblee fino a collaborare spalla a spalla con le Forze dell’Ordine.

Un sogno che sta diventando realtà, grazie anche al coinvolgimento della Commissione Parlamentare delle Periferie contattata dall’A.NA.CI.PE., l’Associazione nazionale per i diritti delle periferie che, da 25 anni, promuove la rinascita e la riedificazione (morale e urbanistica) dei quartieri  periferici attraverso idee, eventi, iniziative e sensibilizzazione sulle tematiche che più interessano i quadranti estremi della città di Roma.

La proposta avanzata dalle associazioni del territorio nello specifico si è  concentrata sulla possibilità, ora concreta, di realizzare un presidio di Forze dell’ Ordine all’interno dell’area verde del Parco “La Borghesiana”, spazio ricavato sul tratto di via Polense che conduce al borgo di San Vittorino, al limitare della zona orientale della Capitale. Un progetto che, in realtà, ha radici lontane nel tempo, che affondano nelle amministrazioni precedenti e proseguono, con nuove prospettive, fino a quella attuale.

La ripresa del programma di realizzazione, infatti, è coincisa con l’insediamento della giunta attuale, assieme alla quale i cittadini di San Vittorino e i rappresentati delle associazioni hanno svolto i decisivi sopralluoghi all’interno dei locali del parco che dovrebbero ospitare non solo la caserma ma anche gli alloggi degli ufficiali: “L’area in questione – ha spiegato Riccardo Pulcinelli, esponente dell’ A.NA.CI.PE. – si costituisce di edifici che altro non sono che opere a compensazione, per un’estensione complessiva di circa 300-350 metri quadri. Per la verità è un’ipotesi antica, valutata assieme a molte altre candidate a ospitare il presidio. Alla fine, però, sembra che i responsabili del progetto abbiano orientato le proprie scelte sulla soluzione più logica”.

Un’utilità che, secondo Pulcinelli, risiede “nella strategicità del punto dove il parco si trova e nell’implicita possibilità di servire, in questo modo, un corposo numero di cittadini: sul versante prenestino risiedono 100 mila abitanti, su un territorio che si estende su 240 mila metri quadri. Gli edifici destinati alla caserma, d’altronde, hanno un accesso estremamente semplice, con sbocco sulla Polense e sulla Prenestina”.

La destinazione ideale, dunque, che consentirebbe di sopperire, per quanto possibile, a un deficit di sicurezza dovuto non tanto alla scarsa presenza delle Forze dell’ordine sul territorio, quanto alle reali capacità di svolgere un’attività di monitoraggio su un’area vasta con esiguità di uomini e mezzi che non è certo una novità: “A San Vittorino e anche in quel tratto di Fosso dell’Osa, dove la caserma sorgerebbe, l’insicurezza è tangibile e c’era urgente necessità di trovare collocazione al presidio: tra rifiuti e latenza di controlli, l’incuria e il degrado hanno prosperato e anche il parco in questione è ora soggetto a un progressivo deperimento, specie dopo il fallimento della ditta che lo gestiva. La riqualificazione definitiva di quegli edifici, peraltro praticamente già pronti, sarebbe un deterrente importante per il decadimento urbanistico dell’area. La loro destinazione ai Carabinieri ha consentito, inoltre, di superare gli intoppi burocratici legati al fallimento della ditta che aveva in gestione il quadrante: d’altronde, si tratta di un complesso di proprietà del Comune e, quindi, perfetto per ospitare i militari. Mi fa ben sperare che, dopo tante ipotesi, sia stata scelta questa soluzione che, in effetti, conviene a tutti”.

In sostanza, tra possibilità di alloggi da destinare agli ufficiali e l’istituzione di un comando efficiente e posto in una posizione strategica per la mobilità su San Vittorino e altri quartieri di quella parte di Roma Est,  il progetto sembrerebbe in dirittura d’arrivo: “Le strutture ci sono – ha concluso Pulcinelli – ma, ovviamente, dovranno essere percorsi tutti gli iter burocratici, sia da parte delle istituzioni che dei Carabinieri. Pare, però, che il sopralluogo di un anno fa sia stato utile a concentrare gli sforzi delle autorità competenti sul parco La Borghesiana. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta”.

Nei giorni scorsi, per l’ottenimento del presidio si è mosso anche il Vice Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul degrado delle periferie italiane, Roberto Morassut, il quale ha informato che, “su sollecitazione dell’A.NA.CI.PE”, ha “preso contatto con il Comando regionale dei Carabinieri del Lazio”, dal quale è stata confermata la deliberazione per la scelta di “realizzare una nuova caserma presso San Vittorino”.

Di sicuro, una variante fondamentale per un quadrante che, per posizione ed evoluzione urbanistica, necessita più che mai di un intervento mirato per riqualificazione e sicurezza.

Damiano Mattana

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