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Castelverde, rapinata sala scommesse in pieno giorno

rapina castelverdeDue giovani, armati, a volto scoperto, hanno sottratto in pieno giorno circa mille euro di incasso al Planet Win 365. L’auto della fuga risulta rubata.
Sono le 14:35 quando due ragazzi di circa trent’anni dal chiaro accento romano, con solo gli occhiali da sole come copertura, irrompono con le loro pistole nella sala scommesse di via Massa San Giuliano 525 a Castelverde. Per cinque lunghissimi minuti i clienti attendono con il fiato sospeso e le armi puntate alla tempia che i rapinatori portino via l’incasso della giornata, per poi scappare sulla Renault C1 grigia lasciata fuori.
Quando sabato 18 maggio sono entrati i malviventi il Planet Win 365 era in fermento per l’inizio delle partite di serie B :”Stavo per andare in bagno e in sala c’erano una decina di persone che scambiavano idee su chi avrebbe vinto o meno- racconta la giovane titolare, appena ventiquattrenne – il tempo di entrare in bagno e ho sentito un grande silenzio dall’altra stanza: ho capito che era appena accaduto qualcosa”.
I rapinatori, secondo i testimoni due giovani tra i 30 e i 35 anni, capello corto rasato, romani, sono entrati con la pistola in mano e dopo averla puntata alla tempia di alcuni clienti, hanno chiesto della proprietaria, sapendo, quindi, si trattasse di una ragazza.
“Lì per lì non sapevo cosa fare, avevo capito fosse una rapina e che mi stavano cercando. Il mio ragazzo che era in sala, ha fatto di tutto per evitare che uscissi dal bagno, non rispondendo alle loro domande riguardo dove mi trovassi. Ma l’attività è mia, ho preso coraggio e sono uscita” prosegue la giovane titolare con il racconto.
“Quando mi ha puntato la pistola alla nuca e mi ha chiesto della proprietaria ho avuto paura per lei – racconta il fidanzato della titolare – non volevo sapessero dove si trovasse, ma era impossibile non assecondarli in quelle condizioni. Poi lei è uscita dal bagno e loro hanno chiesto quello per cui erano venuti”. Hanno portato la giovane a ridosso del bancone e aprendo lo zainetto nero che avevano con loro per compiere la rapina, le hanno intimato di scaricare l’incasso al suo interno.
“Ho svuotato tutto il contenuto della cassa, mi hanno chiesto dell’altro, ma gli ho fatto vedere che gli avevo consegnato tutto. Hanno voluto anche gli spicci. Ero talmente in tensione che non ricordo nulla delle loro facce, di come fossero vestiti. Ricordo solo un tatuaggio”, racconta la titolare di averlo visto sull’avambraccio sinistro del rapinatore con la borsa: un piccolo tatoo vecchio stampo del quale chiaramente non era possibile intuire il disegno.
Alla fine i rapinatori, ordinando ai presenti di non chiamare le forze dell’ordine, sono fuggiti a bordo della Renault C1 in direzione via Collatina, lasciando tutti nel panico. Uno dei clienti, tempestivamente, è riuscito a prendere la targa dell’auto: gli inquirenti scopriranno che si tratta di una macchina rubata e che sembrerebbe la stessa che solo qualche giorno prima ha portato a segno un altro colpo a Castel Madama.
“Ho chiamato il 112, ma il centralino non è riuscito a passarmi subito la caserma di competenza. Dopo 15 squilli di attesa ho riattaccato, ma fortunatamente erano comunque riusciti ad avvisare le pattuglie di zona e in pochi minuti dalla fuga, i carabinieri sono arrivati qui davanti, provenendo dalla stessa direzione nella quale erano scappati i rapinatori”. Sembrerebbe che non conoscendo targa e modello dell’auto utilizzata, non abbiano potuto individuarli e quindi, eventualmente, procedere con il fermo. Così i due malviventi sono riusciti a fuggire indisturbati.
“Non ho avuto nemmeno la forza di voltarmi quando ho sentito urlare e mi sono visto la pistola alla tempia – racconta un testimone – continuava a dire di stare zitti e fermi. Ha sbattuto un cliente sul divanetto, mentre una ragazza davanti a me, nel panico, ha cominciato a piangere”. Con lui altre sei persone sono rimaste coinvolte nella rapina e proveranno ad aiutare con il loro racconti le indagini: ”Li ho visti entrare, uno si è diretto al bancone in cerca della proprietaria, l’altro è venuto verso di noi urlando. Tenevano la pistola con la mano ferma, di chi non è agitato, di chi non trema pur avendo un’arma in mano” ricorda un altro testimone oculare.
Nella sala scommesse non ci sono telecamere – l’attività ha aperto ad agosto e i lavori sono ancora in corso – forse è questo il motivo della spavalderia dei rapinatori che li ha portati ad entrare a volto scoperto di sabato pomeriggio. L’unica accortezza per evitare di essere riconosciuti, raccontano i testimoni, è stata quella di pulire con la maglietta indossata la maniglia della porta dalle impronte digitali; ma solo in uscita, dimenticando di averla usata anche per entrare.
Circa mille euro la cifra sottratta dai malviventi alla sala scommesse, “giusto i soldi necessari per terminare di pagare un lavoro portato a termine da un operaio”, commenterà la titolare.
Jessica Santini
 

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