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Castelverde non ci sarà posto a scuola per gli studenti aventi diritto

scuola-castelverdeA sette quinte elementari non corrispondono sette prime medie. Studenti destinati a decine di km di distanza.

Prima di iniziare qualsiasi ragionamento sulla scuola è sempre bene ricordare che il nostro municipio è quello con il più alto tasso di abbandono scolastico rispetto al resto della capitale e uno dei più alti a livello nazionale.

Detto questo, guardandosi intorno si vedono scuole conquistate da colonie di topi  in cui i genitori non possono far studiare i propri figli senza metterne a repentaglio la salute; altri istituti appena inaugurati che vengono dati alle fiamme; genitori incatenati alle cancellate delle scuole perché non c’è posto per far studiare i propri figli; strutture che cadono letteralmente a pezzi, insalubri.

In questo quadro sconcertante dell’istruzione capitolina si inserisce l’ennesima emergenza scuola che colpisce l’I.C. di via Massa San Giuliano a Castelverde. Gia all’inizio dello scorso anno scolastico per 71 ragazzi non c’era posto per iscriversi nella scuola del loro quartiere. La situazione si risolse solo grazie a una soluzione di emergenza che prevedeva di ricavare due aule negli uffici della preside.

Già all’inizio del 2016 fu annunciato un accordo tra il consorzio e l’amministrazione, i proclami giubilanti assicuravano l’apertura dei cantieri per l’ampliamento dell’istituto entro 180 giorni, sono passati quasi 2 anni.

Ad ampliarsi, per ora, è solo la portata dell’emergenza che riguarda sempre più alunni. Andrea De Carolis, da anni attivo su questo fronte e alla guida del Comitato Spontaneo Gabino dei genitori, snocciola numeri sconfortanti che quantificano la portata del problema: “L’I.C. di Via Massa San Giuliano è stato progettato per avere al suo interno 10 aule, per far fronte alla penuria di posti ne sono state ricavate 17… Esistono altri plessi a Osa in condizioni inaccettabili nonostante l’abnegazione dei genitori che hanno realizzato molti lavori in collaborazione con il CdQ di Castelverde. L’istituto di via Massa san Giuliano contiene il 70% in più degli studenti che potrebbe ospitare; nelle medie e elementari di via Città Sant’Angelo c’è una situazione simile”.

Le proteste dei genitori arrivano puntuali ogni settembre, quando i loro figli si vedono negare il diritto allo studio e sono costretti a iscriversi in scuole lontanissime dalle loro case: “Ogni anno la scuola primaria rifiuta tra i 50 e i 70 aventi diritto (15 classi  su 5 anni)- tuona De Carolis- la materna ne lascia per strada almeno 70 (12 classi su 3 anni), ma il problema maggiore riguarda la scuola media, partita con 6 classi e attualmente arrivata a ospitarne 15, mancano almeno 6 classi. Questa mancanza comporterà l’esclusione di almeno 50 bambini che non potranno frequentare le medie pur provenendo dalla primaria dello stesso istituto”.

A questa ecatombe vanno aggiunti tutti quei bambini rifiutati all’origine, cioè non accettati alle scuole primarie del proprio bacino di utenza, quindi costretti a iscriversi e trovare posto lontani dai luoghi di residenza.

L’inefficienza politica e le possibili soluzioni. “Tutta la classe politica comunale e municipale è stata informata della situazione – spiega de Carolis – Maria Teresa Zotta (presidente della Commissione Scuola capitolina sulle politiche educative scolastiche, politiche per l’Infanzia , asili nido, diritto allo studio, rapporti con le istituzioni universitarie ndr), ha partecipato a diversi tavoli sull’argomento ma non sono state prospettate soluzioni concrete. Bisognerebbe prevedere già nell’imminente bilancio in approvazione, un istituto comprensivo a Castelverde Lunghezza 1 e 2 con circa 2,5 milioni di euro da stanziare. Poi bisognerebbe sbloccare, con delibera del Comune, l’ampliamento dell’I.C. via Massa San Giuliano per il quale l’associazione consortile ha già stanziato 1 milione di euro. É poi necessario rifinanziare, con i fondi dell’ex Provincia, l’ampliamento della succursale de Liceo Amaldi a Castelverde che, da sola, è più grande di molti dei licei storici di Roma e farla diventare un liceo autonomo: il Liceo Gabino, il cui progetto gratuito e avanzatissimo è stato già realizzato da alcune università e consegnato al dipartimento comunale”.

Costringere un bambino o un ragazzo a doversi spostare molti chilometri per andare a scuola significa: ridurre il tempo che può dedicare allo studio e a altre passioni, in generale ridurre la qualità della vita che lo aspetta (già molto bassa solo per il fatto di essere nato a Roma Est), ridurre il potere di acquisto della sua famiglia che avrà più spese per mandare il figlio a scuola, creare stress e problemi organizzativi ai nuclei familiari.

Sono anni che si attenta al diritto allo studio di chi abita le periferie estreme di Roma. É vergognoso che un comune come quello della capitale d’Italia non riesca a realizzare scuole nel suo municipio più popoloso e con il rischio più alto di abbandono scolastico, mentre continua a concedere ai costruttori la realizzazione di enormi nuclei abitativi.

Costruire scuole nel territorio equivale a garantire un senso di appartenenza e quindi civico nei riguardi del territorio. Non regge più il discorso “avete costruito case abusive dunque non avete servizi”: una volta concesse le sanatorie e intascati i proventi il Comune ha l’obbligo di fornire servizi dignitosi, altrimenti quegli oneri che gli “abusivi” hanno versato si possono valutare come una tangente intascata dall’amministrazione.  Marco Severa

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