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Castelverde- Marius Bogdan, un atleta e una medaglia oltre lo sport

43024087_317649915482778_7659679675374895104_nAbbiamo incontrato Marius Bogdan Ciustea, atleta della Asd AISASport, (Federazione italiana di para-canoa ) e medaglia di bronzo agli ultimi campionati mondiali disputati ad agosto in Portogallo.

Marius Bogdan Ciustea ha 25 anni è arrivato in Italia 9 anni fa insieme alla sua famiglia, dalla città di Iasi in Romania. Poco più che quindicenne si trasferisce nel VI Municipio, a Castelverde, dove ancora oggi vive.

E’ salito alla ribalta delle cronache sportive dopo aver conquistato il terzo posto ai mondiali di para-kayak, disputati ad agosto in Portogallo a Montemort o Velho. Quest’anno ha vinto sia i campionati europei a Belgrado che la Coppa del Mondo a Zseget in Ungheria nella specialità vl2 200m.

Una di quelle storie che vale la pena raccontare.

42982695_621351188260158_5358017876953399296_n“Sono arrivato qui che avevo 15 anni, i miei genitori si sono trasferiti ed io e le mie sorelle siamo venuti con loro. All’inizio non volevo venire, è stato difficile lasciare la mia città, gli amici, non conoscevo la lingua. Poi col tempo, grazie alla scuola, ai nuovi amici, mi sono adattato a quella che era la mia nuova ‘casa’. Ora ho un sacco di amici, quasi tutti italiani. Non ho mai avuto problemi o episodi di intolleranza con nessuno, anzi”.

Marius racconta di come ha iniziato a confrontarsi con questa disciplina sportiva, dopo che un incidente sugli sci gli ha procurato la paralisi degli arti inferiori quando aveva 20 anni:

“Ho iniziato a praticare la canoa cinque anni fa, dopo un incidente sciistico in Val Gardena sulle Dolomiti nel 2012. Praticare sport mi è sempre piaciuto, prima giocavo a calcio e facevo atletica leggera nei ‘Runners-Roma-Est’. Poi ho dovuto affrontare una realtà diversa”.

Racconta quasi serenamente di come sia stato terribilmente difficile all’inizio:“Ero distrutto ovviamente. Quasi pensavo non ci fosse altro. Poi ho iniziato a pensare che ormai era successo, non potevo tornare indietro, ma solo andare avanti“ .

Parole pronunciate con una semplicità disarmante, che nella realtà si traducono però in una straordinaria forza di volontà e duro sacrificio, che solo in parte possono spiegare la forza di chi come Marius continua a lottare per un obiettivo, ottenendolo nonostante tutto.

“Ho conosciuto altre persone a cui era capitato quello che era successo a me, parlando e condividendo le esperienze reciproche mi sono reso conto che erano tutti andati avanti , in un modo o nell’altro, c’erano riusciti. E allora mi sono detto perché loro sì e io no?”.

Poi come spesso accade ecco quella “pazza idea” materializzarsi nella vita: “Ho conosciuto un dottore a Roma, all’ospedale Santa Lucia, è stato lui che per primo mi ha proposto la canoa. E anche lì ho pensato che in fin dei conti era uno sport che mi piaceva, solo che non avevo mai avuto la possibilità di praticarla. É iniziata come un gioco, una sfida con me stesso, mai avrei pensato di arrivare un giorno a questi risultati”.

Inizia così, “per gioco”, la carriera di un atleta destinato a togliersi più di una soddisfazione, come questo 2018 sportivo ha già abbondantemente dimostrato.

“Sono andato al lago di Castel Gandolfo e lì ho conosciuto le persone che mi hanno aiutato ad ambientarmi, allenarmi ed amare questo sport”.

Marius si allena 6 giorni a settimana, due sessioni al giorno,  alternando il lavoro in palestra all’allenamento in canoa. Così dopo i primi risultati è anche arrivata la convocazione in Nazionale Italiana, coronata quest’anno, prima del terzo posto al Mondiale, anche dalla vittoria all’Europeo e in Coppa del Mondo.

“Se sono arrivato a questi livelli devo ringraziare il mio allenatore Filiberto Desideri, il presidente  Massimo Cecchetti e i miei compagni di squadra. Hanno tutti creduto in me e non ce l’avrei mai fatta senza il loro supporto; così come ovviamente, ho dedicato le mie vittorie alla mia famiglia, che mi è sempre stata al fianco”.

Marius ha già le idee chiare anche sui suoi prossimi obiettivi: “I Mondiali del prossimo anno che, oltre al prestigio del piazzamento, varranno anche il pass per le paraolimpiadi di Tokio 2020”.

Non rimane che fare il tifo per lui. In bocca al lupo Marius! Giacomo Capriotti

 

 

Giacomo Capriotti

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