«

»

Stampa Articolo

Castelverde. Liceo Amaldi, si attende il veto della Città Metropolitana sull’ampliamento

Liceo di CastelVerdeAd un mese dalla Conferenza Servizi che aveva visto tutte le parti favorevoli, non si sa ancora il destino della struttura, mentre sono già tantissime le richieste di iscrizione per il prossimo anno.

“Sono 1750 firme raccolte dai genitori per promuovere l’ampliamento dell’istituto, 900 studenti attualmente iscritti, 1200 previsti per il prossimo anno scolastico e 200 che non potrebbero essere ammessi per questioni di spazio, 25 classi (di cui 8 prime annualità) che insieme a quelle della sede centrale arrivano a 76, che vuol dire il più grande liceo d’Italia”. Un progetto promosso dai genitori che adotta, per la prima volta nel Lazio, le tecniche CrossLam – pannelli formati da lamine di legno  incrociate oltre che strutture prefabbricate, garantiscono una rapidissima realizzazione di solai e pareti, l’abbattimento dei costi e l’alta efficacia termica, – per una spesa di 1200 euro al metro quadro invece di 5mila e l’impossibilità di fare variazioni progettuali in corsa e tutte quelle manovre che fanno sparire soldi misteriosamente. Una spesa prevista di 750mila euro per unire l’agglomerato scolastico alla biblioteca attraverso l’edificazione di 6-8 nuove aule. Zero il compenso che l’architetto – genitore Annarita Emili ha chiesto per realizzare il progetto.

Questi sono i numeri impressionanti snocciolati da Andrea De Carolis, membro del comitato spontaneo dei genitori del liceo di via Picciano, Castelverde, succursale dell’Amaldi. Cifre talmente significative che il comitato, oltre all’ampliamento, propone l’autonomia dalla sede centrale di Tor Bella Monaca, pur apprezzandone il lavoro svolto in questi anni. Avere una scuola in borgata, oltre al segno minimo di una civilizzazione che in periferia ancora stenta ad arrivare, vuol dire alleggerire il flusso di pendolari che la mattina intasa i treni che vanno verso Roma, poter sviluppare nei ragazzi un senso di appartenenza al territorio che solo la scuola e altre strutture culturali (assenti) possono infondere, permettendo ai giovani di vivere le strade in cui abitano e non soltanto tornarci a dormire la sera dopo un interminabile viaggio dal centro città.

“L’ampliamento è essenziale per la sussistenza dell’istituto – afferma De Carolis – da quando ha aperto quattro anni fa, non c’è ancora stato il ricambio delle maturità e le richieste di iscrizione sono in continuo aumento. Il primo dicembre presso il VI Municipio, si è tenuta la Conferenza dei Servizi in cui tutti, compreso l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio e la Soprintendenza Archeologica hanno espresso parere favorevole, attendiamo e ci auguriamo che la delibera di stanziamento dei fondi necessari venga approvata e rendicontata dalla Città Metropolitana per il 2016”. Il dirigente scolastico Fabio Cannatà, in una nota sull’incontro, fa sapere di aver “evidenziato la necessità di costruire spazi scolastici e non spazi di mero contenimento degli alunni; rilevato le dimensioni della scuola e le peculiarità gestionali di due plessi distanti circa venti km uno dall’altro e sottolineato, in relazione all’effettiva fruibilità della sede di via Picciano, le numerose segnalazioni del problema della non funzionalità ed adeguatezza delle linee e delle corse dei mezzi di trasporto utilizzati dagli studenti per raggiungere la sede di via Picciano”.

Il comitato spontaneo dei genitori si sta mobilitando anche sul web, inviando centinaia di mail alle caselle del vicesindaco e direttore della Città Metropolitana, disponibili sul sito dell’ente, contenenti una lettera esplicativa che termina in maniera chiara: “Bisogna ampliare il liceo e nell’attesa prendere in locazione gli spazi necessari”. Rifiutare anche solo un’iscrizione per mancanze strutturali sarebbe un delitto nei confronti di un quartiere che ha bisogno di fruitori giovani e istruiti per potersi evolvere, in un municipio in cui l’abbandono scolastico è il più alto nel territorio della capitale. Alla luce di questo, il liceo assume un valore simbolico ancora più importante: non un istituto professionale male organizzato in una zona remota dei sobborghi cittadini dove stipare ragazzi irrequieti vittime della condizione periferica, ma un liceo con proposte formative di qualità che prepara a un’istruzione accademica successiva e reca in sè l’insita speranza di un traguardo ulteriore, di una formazione sempre più ambiziosa. Marco Severa

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/castelverde-liceo-amaldi-si-attende-il-veto-della-citta-metropolitana-sullampliamento/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.