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Castelverde. Genitori in protesta alla scuola elementare di via Città Sant’Angelo

genitori e alunniMattinata di proteste quella di venerdì 27 marzo davanti la scuola elementare di via Città Sant’Angelo, plesso dell’Istituto Comprensivo Castelverde. Il motivo? Un alunno ritenuto “pericoloso”.

Alle 8.00, orario d’entrata, un gruppo di genitori degli alunni di una classe seconda si è ritrovato nel cortile antistante l’edificio scolastico, con la disposizione di non far entrare i propri figli per quel giorno. I bambini infatti, pur vestiti e attrezzati per una consueta giornata scolastica, sono rimasti in cortile assieme ai genitori per tutta la durata del sit-in. Motivo della protesta il comportamento di un altro alunno della classe, giudicato assolutamente pericoloso e nocivo per i suoi compagni: stando a quanto raccontato dai genitori, il bambino sarebbe solito picchiare i suoi compagni e fare uso di un linguaggio non appropriato, disturbando quotidianamente il regolare svolgimento delle lezioni. “E’ una situazione che si protrae da troppo tempo, i nostri figli non possono continuare a fare scuola in questo modo, non apprendono e sono impauriti – spiega Valentina Carboni, rappresentante di classe – siamo venuti per confrontarci con la Preside e vedere se c’è la volontà di trovare una soluzione idonea”. Va precisato che l’alunno in questione vive una situazione familiare molto particolare e già lo scorso anno la Asl, dopo alcune perizie psicologiche, aveva predisposto che fosse affiancato da un’insegnante di sostegno per due giorni alla settimana. I genitori dei suoi compagni di classe però ritengono insufficiente una copertura di soli due giorni e lamentano anche il fatto che il bambino non venga quasi mai mandato a scuola nei giorni in cui potrebbe fruire del sostegno. Il colloquio con la Preside è arrivato dopo un paio d’ore: il dirigente scolastico ha promesso il massimo impegno, cercherà di convincere i genitori dell’alunno ad accettare misure che possano portare beneficio sia al bambino sia, di conseguenza, ai suoi compagni di classe. Il primo confronto diretto arriverà dopo Pasqua, in un incontro con genitori e maestre, dev’esserci totale collaborazione per provare a risolvere la questione nel miglior modo possibile. Perché, per quanto “difficile”, l’alunno in questione non può e non deve essere emarginato, e forse proprio grazie ad una corretta e completa integrazione con i suoi compagni potrà trovare il modo di superare i suoi problemi. Matteo Muoio

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