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Castelverde. De Carolis lascia il comitato di quartiere

de-carolis-01Con una lettera inviata al Direttore del periodico La Fiera del’ Est, Andrea De Carolis, attivista del QRE, ex vicepresidente del VI Municipio e membro del CdQ di Castelverde, dal titolo ‘Istituzioni adiaforiche’, espone le motivazioni che lo hanno spinto all’autosospensione.

“Cara Federica, ti scrivo per renderti partecipe di una decisione che mi costa molto, ma che volevo condividere con te che tanto hai lottato affiancando le parti vive dell’associazionismo sul territorio, specie nelle lotte per la salute e contro il degrado, le discariche, gli ecomostri, le attività illegali…”. “Spesso i comitati di quartiere – prosegue De Carolis – sono i luoghi dove alcuni cittadini dedicano il loro poco tempo libero, le loro competenze, al servizio della loro comunità con grande sacrificio anche personale. Questo impegno integra quello in altri servizi, nella scuola, nel volontariato; sono quindi realtà belle che contraddistinguono quei luoghi dove è più forte il “sentirsi Cittadini”.

Ma questi comitati, pur essendo elettivi, non hanno reali poteri amministrativi, devono affiancare le autorità costituite nella risoluzione dei problemi che “vedono” direttamente con i loro occhi, o facendosi portavoce dei cittadini che vivono disagi inenarrabili, per la mancanza dei servizi di base che dovrebbero essere normali in un paese occidentale”. “Quando quella che dovrebbe essere non una “controparte”, ma il “pezzo” dello Stato più vicino al territorio, è assente, non ti ascolta, non dialoga e sembra giudicare solo con il metro della appartenenza o meno a questo o quel movimento politico e perdipiù non è trasparente e non segue, se non addirittura ostacola, i piccoli progetti portati avanti con fatica da (alcuni) volontari… cosa fare?”. De Carolis continua:”Mi sono interrogato e sono giunto alla conclusione di autosospendermi dal Comitato di Quartiere vista l’assoluta inutilità di ogni attività, atto, tentativo, protesta, proposta verso le competenti autorità sia politiche che amministrative che mantengono costantemente un atteggiamento che appare adiaforico, indifferente, specialmente verso chi è considerato… altro: socialmente, politicamente, di fede, diversamente interpretata.

Anzi la non “vicinanza ossequiosa”, anziché essere valutata come ricchezza (anche costituzionale), diventa elemento escludente anche dal dialogo e dal confronto e scusa per attacchi personali sempre più brutali. L’imbarbarimento istituzionale e della società è testimoniato anche da piccoli e grandi soprusi, che mai nel passato erano stati “istituzionalizzati” così sfacciatamente. Valga come piccolo esempio, Il dover segnalare, chiedere al politico di turno, con addirittura appositi gruppi Whatsapp riservati ai comitati amici, anche di passare a raccogliere l’immondizia che non viene ritirata da settimane, ma il cui servizio è strapagato dai cittadini che hanno dei DIRITTI e non sono sudditi a cui il principe “concede” benignamente il suo “sguardo pietoso”.

“Anche per questi motivi, legati alla mia allergia a tutto ciò che appare settario e distante dal sentire democratico, oltre che al casus belli degli impianti dei rifiuti di Roccacencia da chiudere subito senza se e senza ma, ormai due anni fa, caso più unico che raro , mi ero dimesso dall’incarico tecnico “superassessorile” che mi era stato affidato… Dopo quasi 24 mesi nulla è cambiato, anzi…. perché questo dileggio e rifiuto? Forse si teme il confronto essendo consapevoli della personale “non competenza” nell’Amministrazione Pubblica? O forse (e sarebbe ancora più grave), esiste un vulnus democratico che vede il libero pensiero come un pericolo da allontanare ed escludere?”.

“Rileggere la meravigliosa nostra Costituzione fa sempre bene, anche nell’Art. 54 dove si cita, non a caso, l’“ONORE” nelle modalità di servire i cittadini – conclude De Carolis – Se anche l’espressione del proprio pensiero può rappresentare una “minaccia”, un impedimento, nel presunto, raggiungimento degli obiettivi di quartiere, se non si può operare con onore anche in queste attività di base, non vedo alternativa all’abbandonare questo attuale contesto e continuare con tutte le altre modalità, che, per fortuna, sono ancora consentite in questo nostro pezzetto di Italia. Andrea de Carolis, Libero cittadino”.

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