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Castelverde B4, finalmente annullata dal Campidoglio la delibera del ‘98 sul diritto di superficie

17800173_1309482585811741_1213515960596701037_nEsultano i cittadini. Dopo anni di sfratti, sgomberi e aste, il voto dell’Assemblea Capitolina dello scorso 21 giugno ha annullato il provvedimento del 1998 che concedeva il diritto di superficie al PdZ Castelverde B4. Nulli tutti gli atti successivi a questa delibera, per i promissari acquirenti scongiurato il rischio sfratti.

Approvata all’unanimità. La proposta di delibera 39/2017, che annullava la deliberazione del Consiglio comunale n.234 del 19 novembre 1998, con cui si approvava il Piano di zona Castelverde B4, è passata con 33 voti favorevoli, e ha visto il sostegno di tutte le forze politiche (maggioranza e opposizione). Era un provvedimento atteso da anni: già nel 2015 l’allora assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo (con sindaco Marino) aveva annunciato l’inizio della procedura di revoca delle concessioni sull’area. Ora, con l’annullamento della delibera del 1998, tutti gli atti successivi a questa sono da considerarsi nulli. Come dichiarato dall’Assessore all’Urbanistica Luca Montuori “con questa delibera riteniamo acquisite al patrimonio comunale le porzioni immobiliari, di assegnare il diritto superficie ai legittimi acquirenti previa verifica dei requisiti Erp e di provvedere in seguito a disciplinare la destinazione delle restanti porzioni immobiliari nel rispetto della finalità pubblica”.

Grande soddisfazione tra i promissari acquirenti, che vedono finalmente scongiurato il rischio-sfratti che incombeva su di loro da almeno due anni. Giusy Rotunno, promissaria acquirente di via Madre Teresa Napoli, commenta soddisfatta quella che definisce “una grande vittoria del diritto. Se c è qualcuno che ha rogitato gli atti sono nulli, stessa cosa vale per chi, lo scorso anno, ha acquistato all’asta. Nella delibera vengono riconosciuti i promissari acquirenti iniziali. Annullando la delibera è stata estromessa la banca, ma il Campidoglio ha ancora molto da fare. Fortunatamente tutti hanno votato all’unanimità, segno di una – sia pure tardiva – attenzione. Andremo seguiti lungo tutto il percorso, lo sgombero del 22 giugno è stato spostato a settembre, alcune aste sono formalmente ancora in essere. Tuttavia, i giudici del fallimento sono al corrente, e aspettiamo che blocchino tutto quanto prima”.

Grande vittoria del diritto, si, ma tra crisi politica, cambi di assessori (Berdini) e ritardi burocratici ingiustificati, ci è voluto moltissimo tempo: “Di certo, se il procedimento fosse stato chiuso prima, non si sarebbero presi 4 immobili e non ci sarebbero stati sgomberi e aste”, conclude Giusy. Nel 1998, la società Costruzioni edili europee aveva usufruito della concessione di finanziamento pubblico e del diritto di superficie sulle aree del piano di zona B4 Castelverde, ma nonostante fosse destinataria di finanziamento pubblico dentro un piano per l’edilizia agevolata, invece di usufruirne ha contratto un mutuo ordinario con Unipol banca, che non era nella lista degli istituti con cui era possibile contrarre mutui agevolati (non essendo accreditata ne’ convenzionata con il Ministero delle Infrastrutture). Subito dopo il voto del 21 giugno, l’assessore Montuori ha precisato in proposito che “a seguito di tale atto si può dichiarare che l’intervento edilizio è stato realizzato senza contributo statale, e quindi sono di fatto decaduti i diritti della società, in quanto è stato violato il presupposto vincolante che ha dato luogo alla concessione del diritto di superficie: perciò decade ex tunc l’intera convenzione, dal momento che manca il requisito giuridico ovvero la realizzazione dell’intervento tramite il contributo dello Stato”.

Il sindacato Asia Usb, che insieme all’avvocato Vincenzo Perticaro ha denunciato lo scandalo dei Piani di Zona già dal 2012 (negli ultimi anni hanno presentato più di venti esposti alla magistratura), esprime soddisfazione e dichiarain un comunicato: “La revoca delle concessioni riconosce finalmente le giuste aspettative delle famiglie vittime di una truffa. Comunque è arrivato l’ufficiale giudiziario che ha rinviato lo sfratto al 28 settembre, data entro la quale ci auguriamo si annulli definitivamente la sentenza di sfratto e la revoca dell’asta. Continueremo insieme a tutti gli altri Piani di zona la battaglia per ridare una funzione sociale al patrimonio di edilizia agevolata”.

La prima approvazione del tormentato Piano di Zona Castelverde B4 fu deliberata dalla Giunta Regionale (n.7387) nel lontano 1987. Il Piano è stato successivamente interessato da tre varianti urbanistiche approvate con deliberazioni del Consiglio Comunale. I Piani di Zona, concepiti dal Comune di Roma come piani di edilizia economica e popolare, sono stati un altro capitolo di Mafia Capitale, per lo più taciuto, frutto della complicità tra amministrazione pubblica, imprese, cooperative e banche. Gli immobili dei Piani di Zona erano costruiti su terreni del Comune di Roma, e con il contributo di finanziamenti pubblici: a Castelverde il caseggiato di via delle Cerquete si realizzò in regime di edilizia agevolata (legge 167 e modificazioni), attraverso un accordo tra la società costruttrice Cee srl e la banca Unipol: quando la Cee srl fallì, la conseguente procedura di fallimento intentata dalla banca portò al pignoramento degli immobili, nonostante gli inquilini li avessero pagati a prezzi spesso superiori a quelli di mercato, contro ciò che prevedeva la convenzione.

Sebastiano Palamara

 

 

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