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Caso Muraro, si va verso l’archiviazione per abuso d’ufficio

muraroSecondo la Procura la sua posizione resta invece immutata per l’ipotesi di reati ambientali.

Era stata pessima la gestione estiva di Virginia Raggi del caso Paola Muraro, Assessora all’Ambiente ed ex consulente dell’Ama, la municipalizzata che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Ancora peggiori erano state le toppe che successivamente si è cercato di apporre sulla vicenda che ha riguardato la conoscenza o meno della sindaca sull’indagine a carico dell’Assessora, tra cavillosi distinguo da studio legale e parziali ammissioni di responsabilità riguardo la scarsa trasparenza, che avevano coinvolto e in parte delegittimato anche alcuni big nazionali, come il vicepresidente della Camera (e probabile candidato premier alle prossime politiche) Luigi Di Maio.

Come riportato da molti quotidiani nazionali,però, l’approfondimento della Procura in merito all’ipotizzato abuso d’ufficio, non sembrerebbe aver svelato alcun illecito a carico dell’ Assessora. La Raggi in passato ha sempre difeso la Muraro,continuando a sostenere che, non avendo in mano alcun documento relativo all’indagine, prima bisognava capire se si andava verso l’archiviazione o, viceversa, verso la formulazione di un’ipotesi di reato: “Aspettiamo di leggere le carte, e poi non faremo sconti a nessuno”.

Nei giorni scorsi, però, Raggi ha riconosciuto pubblicamente l’opportunità di rendere nota prima l’indagine sulla Muraro. L’Assessora è stata indagata per la gestione dei rifiuti e per le consulenze ottenute dall’Ama nel corso di undici anni di collaborazione: avevano destato l’interesse dei magistrati romani i legami che la Muraro avrebbe intrattenuto con Manlio Cerroni, detto l’”Ottavo re di Roma” o “Il supremo”, ras capitolino dei rifiuti e proprietario degli impianti di Malagrotta e di Rocca Cencia, il cui enorme giro d’affari non ha mai accusato contraccolpi nel cambio di colore politico (centrosinistra-centrodestra) delle precedenti giunte romane.

Nel frattempo, dal carcere di Tolmezzo, Salvatore Buzzi (tramite il suo avvocato) ci ha tenuto a informare i magistrati della “correttezza della dottoressa Muraro”, la quale non avrebbe tenuto “nessuna condotta illecita o anche solamente inopportuna”.  La diffusione di nuove intercettazioni nelle scorse settimane, però, non aveva rafforzato affatto il ruolo dell’ Assessora all’interno dell’attuale amministrazione: dalle intercettazioni dell’inchiesta su Mafia Capitale, infatti, era emerso un “rapporto privato” tra la Muraro e l’ex direttore generale Ama Giovanni Fiscon, attualmente sotto processo nell’ambito della stessa inchiesta.

I procuratori aggiunti di Roma Paolo Ielo e Michele Prestipino, e il Pm Alberto Galanti avevano quindi ipotizzato il concorso in abuso di ufficio, in riferimento a una serie di incarichi retrodatati e all’incasso di una parcella da 25mila euro per un accesso agli atti che anche un impiegato avrebbe potuto eseguire. La stessa accusa che ora sembra sgonfiarsi.

Si era poi associato a Paola Muraro il nome di Franco Panzironi, ex amministratore delegato di Ama, che la avrebbe favorita facendole ottenere una consulenza in Trentino, anche se l’episodio per Panzironi è già prescritto. La Muraro aveva scritto su Facebook in propria difesa: “Il rispetto della dignità delle persone deve sempre collocarsi al primo posto, qualsiasi attività lavorativa e professionale si svolga. Sottoporre alla gogna mediatica un individuo, tentando di infangarne anche la vita privata, rappresenta l’opposto della nobilissima funzione che anima il mestiere del giornalista. La ricerca della notizia non dovrebbe mai trasformarsi in un atto di sciacallaggio volto a smontare, pezzo dopo pezzo, la vita degli esseri umani”.

La tesi sempre sostenuta dalla Muraro è quella di aver toccato un sistema di potere che sta reagendo frontalmente contro di lei e che queste sono state le conseguenze. Nel frattempo, in VI Municipio si vota un ordine del giorno che impegna l’Amministrazione a chiudere l’impianto di Rocca Cencia entro il 2017. L’Assessore Zantoni (VI municipio) ha spiegato che il no al biodigestore è fermo e irremovibile, e che è stato istituito un tavolo che si propone di disegnare un nuovo ciclo dei rifiuti che parta dalla differenziata, con l’obiettivo dichiarato “rifiuti zero”. Peccato che nella giornata del 12 ottobre la Muraro, nel corso del Forum Compraverde – Buygreen 2016, abbia dichiarato che “l’attuale amministrazione sta affrontando le conseguenze di una gestione miope fatta negli anni, dovuta alla chiusura di Malagrotta”.Di fatto l’Assessora riconosce la necessità di una discarica, condannando la scelta di chiudere quella di Cerroni. Sebastiano Palamara

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