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Caso Cerroni, ombre sui movimenti contro la discarica di Corcolle

Nell’ordinanza consegnata dal GIP Massimo Battistini, viene menzionata un’intercettazione telefonica che svela un legame tra il gruppo di Cerroni ed un esponente dei comitati cittadini. Gli abitanti, in risposta, difendono la propria battaglia e si dichiarano estranei ai fatti.

“Si è in precedenza evidenziato come il Prefetto Pecoraro si sia dimesso a seguito delle forti pressioni che avevano accompagnato la scelta di Corcolle come discarica provvisoria. Ebbene, le attività investigative evidenziano come anche la “sommossa popolare” contro l’individuazione del sito di Corcolle non vedeva estraneo il Gruppo Cerroni”, si legge nell’ordinanza che ha permesso l’arresto dell’avvocato Manlio Cerroni e di sei persone a lui vicine, a cura del GIP Massimo Battistini.

La magistratura possiede, infatti, un’intercettazione del 29/05/2012 tra l’ex Presidente della Regione Lazio, Bruno Landi, uno degli indagati, ed un tal Roberto, indicato come uno dei promotori della lotta alla discarica di Corcolle ed esponente di un movimento cittadino. Nella trascrizione si evince come Landi avesse spinto i movimenti e la loro azione di lotta, rendendosi anche disponibile per un supporto futuro legato ad iniziative simili (“si, vorremo, e poi magari ci darai una mano anche tu in questo”, risponde Roberto). Si parla, nello specifico, di una fondazione con lo scopo di difendere e riqualificare il territorio: “una fondazione ambientalista, quindi, ossia il modo migliore per fare “girare soldi” in modo apparentemente legale”, scrive il GIP Battistini. Perché mai un gruppo di persone che ha creato il proprio impero sui rifiuti ha voluto aiutare gli abitanti di Corcolle e delle zone limitrofe? Perché mai Cerroni ha esercitato delle pressioni così forti da far dimettere il Prefetto Pecoraro? L’intento dell’avvocato e delle persone a lui vicino era, infatti, quello di utilizzare il sito di Monti dell’Ortaccio per la creazione di una discarica “provvisoria”, un’alternativa alla sua Malagrotta. Un desiderio che, guarda caso, è stato preso in considerazione dal Commissario ai Rifiuti Goffredo Sottile: “come visto, la notizia della scelta di Monti dell’Ortaccio è formalmente avvenuta ad agosto 2012. Tuttavia, la scelta era stata fatta molto prima, a metà giugno, ossia poco più di venti giorni dopo l’insediamento del nuovo commissario. La circostanza emerge chiaramente da una conversazione tra Marotta e l’assessore Pietro Di Paolo”, scrive il GIP. Ad oggi il futuro di Monti dell’Ortaccio è ancora incerto, ma l’attuale Assessore capitolino alle Politiche Ambientali, Estella Marino, ha espresso parere contrario a tale prospetto.

In tutto questo, però, ci sarebbe anche da chiedersi: come è possibile che un membro di un movimento contrario alla discarica di Corcolle si sia messo in contatto queste persone? Il motivo non è dato sapersi, visto che non è possibile risalire all’interlocutore disponendo del solo nome: i Roberto a Corcolle non sono pochi.

“Si è trattato solo di una reazione spontanea dei cittadini –  ci spiega Danilo Proietti, Presidente del Comitato di Quartiere Giardini di Corcolle – è infatti inconcepibile per gli abitanti della zona pensare che i comitati siano stati “spinti dall’alto”. La lotta alla discarica di Corcolle è stata una lotta intrapresa da semplici cittadini, “non avevamo bisogno di nessun finanziamento”. Tale pensiero è condiviso da tutti coloro che hanno messo impegno, passione ed onestà nei confronti di questa lotta tanto sentita per la tutela dell’ambiente, della salute e del patrimonio artistico. Non sarà di certo una mela marcia a gettare fango su un intero quartiere.

Lucrezia La Gatta

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