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Case Rosse: “Via la Basf!”

ManifestazioneBasf ManifestazioneBasf2 ManifestazioneBasf3 ManifestazioneBasf4Venerdì 30 maggio ha avuto luogo il corteo di protesta dei residenti di Case Rosse e Settecamini, i quali richiedono a gran voce la delocalizzazione dell’impianto Basf, inceneritore di rifiuti speciali. Tra i partecipanti anche alcuni residenti di Nuova Ponte di Nona.

A seguito del blitz del 13 maggio ad opera di 150 agenti del gruppo SPE (Sicurezza Pubblica Emergenziale) della Polizia Locale, dell’Arpa Lazio e dell’ASL Roma B, i cittadini di Case Rosse e Settecamini hanno manifestato venerdì 30 maggio per sostenere le indagini della Procura di Roma. Un totale di circa 300 partecipanti si è dato appuntamento nel parcheggio dell’asilo di via Guglielmo Iozza, locato a circa 400 metri dall’impianto, simbolo della cattiva pianificazione urbanistica del quartiere. Sono stati tanti i bambini che, accompagnati dalle proprie famiglie alla testa del corteo, hanno manifestato per la salute ed il futuro, messi a dura prova da quell’inceneritore che, ad oggi, è balzato alla cronaca a seguito della scoperta dell’inquinamento delle falde acquifere, con conseguente iscrizione nel registro degli indagati di due dirigenti.

Rocco Margapoti, storico membro del Comitato di Quartiere, il quale porta avanti la battaglia da diversi anni, spiega che “in uno studio sui casi di mortalità per tumore, la zona di Case Rosse ha ottenuto un 30% in più rispetto alla media romano. Successive indagini epidemiologiche hanno dimostrato che vi è un incremento del 43% di tumori al cervello e del 40% di linfomi non Hodgkin”. Si tratta di dati allarmanti che, aggiunti alla scoperta dell’inquinamento delle falde acquifere, hanno risvegliato un intero quartiere, ora pronto a lottare per il diritto alla salute. Non sono neanche mancate le critiche alla Provincia di Roma, la quale ha annullato all’ultimo minuto l’incontro previsto a Nuova Ponte di Nona con l’Istituto Superiore di Sanità per il 27 maggio scorso. Proprio quest’ente, infatti, nel corso degli anni ha emesso continue autorizzazioni provvisione che hanno prolungato di decenni la presenza dello stabilimento nel quartiere. Inoltre, “a dicembre scorso la Provincia ha triplicato la quantità di rifiuti pericolosi da bruciare nell’inceneritore”, ci spiega il sig. Margapoti.

Lucrezia La Gatta

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