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Case popolari Rocca Cencia verso l’autogestione

case popolari rocca cencia (1)Gli interventi di manutenzione sono già troppo spesso affrontati dagli stessi cittadini. Per questo i residenti chiedono sia affidata a loro legalmente la responsabilità.
Per riparare un tubo ci vuole oltre un mese e nel frattempo i locali si sono allagati. Meglio chiamare l’idraulico e pagarlo di tasca propria. Sempre più spesso si presentano situazioni simili, così i residenti delle case popolari di via Rocca Cencia hanno trovato una soluzione: l’autogestione dei lavori di manutenzione.
Il 31 ottobre scade il contratto della Romeo, coinvolta nella manutenzioni delle case popolari della Capitale e non solo. Da questo nasce l’idea del comitato: ”I residenti delle prime palazzine vengono da un’esperienza di autogestione; gli altri hanno accolto volentieri l’idea. Che il Comitato di gestione Case popolari Rocca Cencia, del quale sono il Presidente – afferma Laura Iaquitti – si stacchi e diventi autonomo pensiamo possa esser una soluzione. Non ha senso che una perdita d’acqua dal pannello solare venga riparata dopo oltre un mese. Certi interventi devono essere quasi immediati”.
“Di sera è tutto buio e se vai a fare un fax alla Romeo ti mettono due lampadine al massimo – racconta Paola Oliaro, altra residente delle case popolari- così per quando fanno il nuovo intervento, quelle vecchie si sono già fulminate. C’è bisogno di una gestione vera, che agisca in un paio di giorni e non dopo un mese, quando i problemi sono aumentati!”. “Vogliamo anche legalmente costituire il comitato di gestione, ci vogliamo staccare e non vogliamo pagare gli oneri accessori ma gestirceli noi!- ribadisce il presidente Laura Iaquitti”.
Anche perché di interventi del Comune nemmeno l’ombra: ”Abbiamo chiesto la disinfestazione a luglio ma ci hanno risposto che non ci sono i soldi – prosegue la signora Elena Ingrosso – così siamo invasi dai topi”. Un po’ per colpa dell’immondizia del vicino impianto Ama, molto a causa delle coltivazioni adiacenti il complesso, topi grandi come gatti, raccontano, entrano nelle case fin dentro gli appartamenti.
“Dobbiamo capire di chi sono i terreni confinanti: sono coltivati a grano. Poco più in la c’è l’immondizia.-prosegue la signora Ingrosso – Dovremmo conoscere come sono gestiti , se si può coltivare, usare pesticidi vicino alle abitazioni, e capire perché non sono tenuti come si deve: i confini sono pieni di sterpaglie, un covo di animali!”.
Il giardino esterno è in pessime condizioni: ”La manutenzione del verde del complesso a chi spetta? Gli alberi sono secchi, il cortile è pieno di erbacce alle quali si aggiungono le sterpaglie dei terreni confinanti – lamenta Maria Paola Citti – Basta dirlo e lo sistemiamo da soli, come del resto già facciamo con la pulizia delle scale. Ma perché paghiamo gli oneri accessori?“.
Ogni volta che si parla di Rocca Cencia e delle case popolari non può certo essere tralasciato il problema dell’impianto dell’Ama: notte e giorno camion trasportano spazzatura proveniente da ogni dove che viene qui differenziata e compattata. Creando enormi disagi ai residenti a poche centinaia di metri. La puzza in certi giorni è davvero impressionante.
“Rumore notte e giorno, un odore che non ci permette di stare fuori. La sera quando aprono le vasche l’olezzo diventa impossibile – denuncia Gerardina Giannini – Queste case non l’hanno vendute e le hanno date a noi che siamo considerati un rifiuto della società. Mi sto ammalando qui! Voglio andarmene via”.
Al grido “O va via l’Ama o ci assegnano altre case”, protestano gli abitanti di Rocca Cencia. Stanchi delle prese in giro, abbandonati dalle istituzioni. Un collaboratore dell’Assessore alla Casa Daniele Ozzimo, contattato dalla nostra testata, ha espresso la volontà di venire a vedere personalmente la situazione. I residenti lo aspettano a braccia aperte!
Jessica Santini

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