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Case popolari, inquilini infuriati contro la lettera “truffa”

L'avvocato Galeani, Anna Addante e il Consigliere Corsetti

L’avvocato Galeani, Anna Addante e il Consigliere Corsetti

Durante le amministrazioni Veltroni e Alemanno sono stati recapitati agli assegnatari del Comune moduli per la vendita degli appartamenti. Richiesti ai residenti duemila euro di acconto per provare l’intenzione di acquisto, ma un gioco di parole inserito nella lettera non obbligherebbe l’Amministrazione a vendere. “Dove sono andati quei soldi? Noi vogliamo comprare” chiosano gli inquilini. Richiesto incontro ai capigruppo in Campidoglio e a Nieri.

È bufera sulle lettere “truffa” inviate dall’Amministrazione capitolina ai residenti delle case popolari manutenute dalla Romeo Gestioni. Si è tenuta il 22 aprile nella sala grande della Parrocchia di Santa Maria Mazzarello (Cinecittà) un’assemblea pubblica per ascoltare le rimostranze dei cittadini. Presenti Anna Addante, Pres. Inquilini case Ater, e Corsetti, Consigliere PD al Campidoglio. Si è dibattuto sulla controversa modulistica inviata dal Comune, tramite la Società Risorse Per Roma, agli inquilini delle case popolari per la vendita degli immobili. Spiega la Addante: “Mentre nelle lettere inviate dall’Aterè espresso un prezzo di vendita fissato dall’Amministrazione, che l’assegnatario può accettare entro un certo periodo di tempo, in queste lettere di Risorse Per Roma viene richiesta all’inquilino la compilazione di una proposta irrevocabile di acquisto, in cui non è il Comune a impegnarsi a vendere bensì voi a comprare! Vi vengono richiesti 2mila euro per provare la serietà dell’offerta ma questo non vi dà alcun diritto in più. È uno degli abusi di potere che Nieri sta facendo nei confronti degli assegnatari”.

A confermare l’interpretazione anche l’avvocato (Galeani) presente all’incontro: “In questa lettera sembra che siate voi inquilini a proporre al Comune di acquistare la vostra casa, e non questo a proporvi un prezzo di vendita”. È tuttavia indubbio che Risorse Per Roma abbia avuto incarico di spedire tali lettere in virtù di una delibera comunale, dunque i soldi versati dagli inquilini sono confluiti nelle casse di Roma Capitale. Ora i residenti si chiedono: “Quei 2mila euro sono ancora utili ad acquistare casa? Se così non fosse, quando li riavremo indietro?”. Ad alcuni cittadini è arrivata successivamente una seconda lettera, in cui, ad un prezzo maggiorato, veniva proposta l’effettiva vendita dell’immobile. Mentre il Comitato Inquilini esamina le varie casistiche, è stato richiesto a Corsetti un impegno concreto presso il Campidoglio. Ha risposto il Consigliere “A questo punto l’Amministrazione non può tornare indietro, deve assumersi le sue responsabilità e vendere le case, soprattutto in questa situazione di grave deficit. Propongo di formalizzare un documento da portare in Consiglio Comunale. Chiederò un incontro tra capigruppo con il Vicesindaco (con delega al Patrimonio, ndr) Nieri”. Ma gli assegnatari promettono azioni più incisive: se non verranno ascoltati si dichiarano pronti ad assediare Nieri occupando le stanze dell’Assessorato.

Manuel Manchi

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