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Casale Cesaroni, scongiurata per ora la pioggia di cemento

Casale CesaroniIncredibilmente il progetto del Piano di Zona era andato avanti in questi mesi nonostante Roma Capitale lo definisse in standby. Ci ha pensato la  nuova Giunta Comunale a sventare l’incubo di una nuova speculazione edilizia.

Nel nostro numero di giugno avevamo svelato i retroscena dell’ultimo regalo di Alemanno ai costruttori: il Piano di Zona di Grotte Celoni. Nella stessa notte – il 23 maggio – in Giunta non è passato il Piano per Casale Cesaroni. Il pericolo sembrava scampato, e invece il progetto di una nuova ondata di cemento era solo congelato. Difatti il 13 febbraio 2013 la Giunta della Regione Lazio ha approvato il Piano Regolatore “B64 Casale Cesaroni” definito “bis” in quanto modificato rispetto all’iniziale Piano di Zona del 2008. A cosa era dovuto questo cambiamento in corso d’opera? Ovviamente ad un aumento della superficie edificabile, ai 10mila mq iniziali se ne sono aggiunti magicamente altri 3mila.

Questo iter di maggiore densificazione edilizia era cominciato con due deliberazioni ravvicinate, la prima del Consiglio Comunale (n°2 del 14 gennaio 2010) e la seconda dell’Assemblea Capitolina (n°15 del 21 febbraio 2011). Insomma il duopolio Alemanno/Polverini stava riuscendo nell’impresa di invadere di palazzine senza servizi gli ex territori Cesaroni, ora di proprietà di un altro privato. Trattasi attualmente di una distesa di viti Frascati doc abbandonate da anni, un polmone verde popolato dalle sole tenute Cesaroni. Il progetto prevede l’allungamento di via di Grotte Celoni, che attualmente si interrompe bruscamente tra le case del Consorzio Gaia Domus. La strada si sarebbe biforcata in due ramificazioni principali: la prima avrebbe portato alle palazzine e alla circolazione di Tor Vergata, la seconda avrebbe ricollegato a via Gagliano del Capo, così da “raccordare la nuova viabilità con quella esistente adeguando la maglia di viabilità pubblica”. Appare lapalissiano come la congestione del traffico non sarebbe stata evitata, anzi probabilmente incrementata riversando ancora più vetture su Villa Verde e Via Due Torri.

Il Piano di Zona non avrebbe offerto alcuna alternativa efficace ai problemi di viabilità su via Casilina. Ma l’aspetto più inquietante del progetto consiste nelle cosiddette “ampie zone di vuoti edilizi” individuate, spazi che l’amministrazione Alemanno intendeva riempire con palazzi anche di 5 piani, in barba alla contestualità edilizia con Villaggio Breda e soprattutto col paesaggio del circostante Agro Romano. Provvidenzialmente la nuova Giunta Capitolina in data 2 agosto 2013 ha deciso di “non dare seguito, in coerenza con quanto disposto dalle linee programmatiche del Sindaco Marino per il mandato amministrativo 2013-2018, a tutti gli adempimenti connessi e conseguenti alla deliberazione di Giunta Comunale finalizzati al reperimento di aree per l’attuazione del piano di housing sociale”. Tra queste aree anche Casale Cesaroni. Si tratta di una sospensione temporanea, il pericolo non è scongiurato ma anche stavolta solo posticipato. E mentre la mannaia della speculazione edilizia incombeva sui residenti, nessuno ne sapeva niente.

“Noi qui ci vogliamo un grande parco”

Manuel Manchi

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