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Caos scuola: 5000 precarie a rischio licenziamento

precari-scuolaLa pubblicazione del bando per la ricerca di nuovo personale docente nella scuola dell’infanzia scalda gli animi. Sotto accusa il limite dei 36 mesi. Le manifestazioni delle precarie sono cominciate con sit in sotto il Comune di Roma.

L’autunno caldo della scuola è alle porte. Ma quest’anno le prime manifestazioni di protesta hanno anticipato l’inizio ufficiale del periodo scolastico. A tremare sono ancora loro, le 5000 insegnanti precarie della scuola materna e del nido del Comune di Roma. La mobilitazione delle docenti scoppia il 21 agosto, giorno della pubblicazione del nuovo bando, nato per reperire nuovo personale, a cui attingere per supplenze di brevi e lunghi periodi. Ovvero una nuova, inutile graduatoria. Sotto accusa è la determinazione dirigenziale dove si può leggere “chi ha cumulato più di 36 mesi, anche non continuativi, non potrà più svolgere il ruolo di supplente”.

Il bando in questione, infatti, si riferisce alle supplenti che fanno parte della graduatoria della terza fascia (del nido), pubblicata nel 2009, e della quarta fascia (della scuola materna), pubblicata nel 2007. L’intento sembrerebbe, quindi, quello di voler escludere un numero cospicuo (più della maggioranza) di coloro che hanno lavorato dal 2007 e 2009 con incarichi giornalieri o di medio periodo e di privilegiare le poche che non sono riuscite ad accumulare 3 anni di servizio, anche perché provviste di un punteggio più basso. I numeri parlano chiaro: su circa 5000 supplenti, 3000- 3500 potrebbero rimanere fuori dalla nuova graduatoria e perdere automaticamente la possibilità di lavorare. Dal 21 agosto sono scattate le reazioni di protesta delle migliaia di lavoratrici e dei sindacati Usb e Cgil che hanno dapprima occupato con un sit piazza del Campidoglio e poi una quarantina di loro (tra cui madri di bambini piccoli) ha allestito delle tende dove poter dormire la notte.

Le insegnanti non se ne sono andate e hanno continuato a urlare e rivendicare i loro diritti finché non hanno ottenuto una serie di incontri con l’Assessore capitolino alle Politiche Educative e Scolastiche, Marco Rossi Doria. Tra effettive dichiarazioni di apertura e intenzioni alla modifica del bando, i tavoli di trattativa con il dirigente del dipartimento delle Risorse Umane sono arrivati ad un punto morto. Nonostante il Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, abbia pubblicato una circolare che consente una deroga di un anno per le lavoratrici comunali con oltre 36 mesi di servizio a tempo determinato (equiparandole in sostanza alle lavoratrici statali) le supplenti non hanno ancora ottenuto solide certezze. E attendono un nuovo incontro con le Istituzioni. “Quello che chiediamo a Rossi Doria è il ritiro – spiega Irene Germini, precaria della quarta fascia del sindacato Usb -  Per l’inizio del nuovo anno abbiamo intenzione di organizzare una mobilitazione cittadina insieme ai genitori”. Il nuovo bando – che scade il 21 settembre – potrebbe rappresentare il licenziamento (e non l’assunzione) di massa di 5000 persone, sfruttate per anni ed ora gettate per via della loro ‘anzianità’ che, invece di costituire un valore aggiunto per la scuola, sembra essere un ostacolo. La Corte di Giustizia Europea, poi, ha anche condannato l’Italia per uso illegittimo di personale con contratti a tempo determinato per coprire carenze organiche strutturali. Il tracollo definitivo del sistema scolastico comunale, già al collasso, è più vicino. Melissa Randò

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