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Caos iscrizioni nelle scuole, dalle materne alle medie si teme l’emergenza

Nuove ispezioni Asl a Gastinelli e Corbellini. Le famiglie occupano il MunicipioC’è preoccupazione tra genitori e comitati di quartiere già per il prossimo anno scolastico: servono nuove strutture.

E’ caos iscrizioni nelle scuole del Municipio VI tra liste d’attesa infinite, edifici che necessitano di opere di manutenzione straordinaria e strutture terminate ma ancora non operative. Il tutto passando per l’emergenza dei mesi scorsi dovuta alla presenza di topi tra i banchi di alcuni istituti, con gli alunni costretti a restare a casa oppure a traslocare in altre sedi in attesa della derattizzazione. Uno scenario sul punto di diventare incandescente per un diritto sacrosanto, quello allo studio, che si è trasformato in una corsa a ostacoli mettendo a disagio in primis le famiglie. Rovente sembra essere il nodo da sciogliere per le iscrizioni già dall’anno prossimo, con il picco dell’incertezza che si tocca tra Ponte di Nona e Colle degli Abeti: in particolare per quel che riguarda le materne e le elementari. “A settembre si formeranno solo otto prime elementari a Nuova Ponte di Nona, tra la scuola Gastinelli e l’istituto di via Corbellini. La situazione è più grave per i bambini di Colle degli Abeti: per loro infatti c’è possibilità di iscrizione in una sola prima elementare alla scuola Prampolini che però raccoglie già il bacino d’utenza della vecchia Ponte di Nona. Spazio solo per venticinque bambini di Colle degli Abeti quindi e ci chiediamo dove possano andare gli altri”, spiega Elisa Sufflico in qualità di Presidente dell’Associazione Mamme Laboriose che da tempo si occupa dei disagi nelle scuole del territorio.

Emergenza iscrizioni: la voce dei cittadini – Tanta rabbia e indignazione, mescolate a un senso di impotenza di fronte a un’emergenza che sembra senza via d’uscita e in prospettiva ben più grave di quanto non appaia oggi. “La situazione delle materne è gravissima ma qui con le elementari stiamo parlando di scuole dell’obbligo e le future quinte elementari faticheranno a trovare posto poi nelle medie”, sottolinea il ‘problema a catena’ Elisa Sufflico che non nasconde tutta l’amarezza di chi da anni non vede arrivare le risposte che si aspetta.  “Come cittadini e genitori siamo esasperati e non escludiamo prese di posizione forti e manifestazioni se non avremo soluzioni concrete da parte delle istituzioni. Vorremmo però vedere anche una partecipazione più attiva dei genitori alle iniziative che si organizzano per cercare di migliorare la qualità delle nostre scuole”, è ancora lo sfogo di Elisa Sufflico. Un vivere alla giornata dove a mancare maggiormente, secondo i cittadini, è una vera programmazione accompagnata da una visione lungimirante per far fronte nel tempo all’emergenza di posti nelle strutture scolastiche pubbliche. “Certamente manca una reale programmazione, tant’è che non abbiamo neanche dei numeri certi per poterci orientare e per capire la portata di questa emergenza. Quello della carenza dei posti nelle scuole è un problema di cui abbiamo parlato diverse volte anche in sede di commissione in Municipio. Se venissero realizzate delle nuove strutture sarebbe l’ideale”, spiega Bruno Foresti Presidente del Comitato di Quartiere Nuova Ponte di Nona.

Nuove strutture: la proposta dei cittadini – Di una nuova scuola da realizzare a Colle degli Abeti si parla già da tempo e non è mancata in tal senso la partecipazione attiva dei cittadini con delle proposte innovative come quella pensata proprio dal Comitato di Quartiere di Colle degli Abeti, presieduto da Federico Verdicchio. “Sono quattro anni ormai che aspettiamo un progetto preliminare per la realizzazione di una materna qui nel nostro quartiere, quando poi in realtà il vero problema lo abbiamo con le elementari e le medie perché non abbiamo più posti”, spiega Verdicchio che illustra l’alternativa sottoposta all’attenzione delle istituzioni.

“Per velocizzare i tempi avevamo proposto una struttura eco-sostenibile, facendoci fare nel 2012 un preventivo da un’azienda esperta nella realizzazione di prefabbricati a basso impatto ambientale con tempi di consegna di pochi mesi dall’ordine. E il costo naturalmente è di molto inferiore rispetto a una struttura in cemento. Ma agli uffici tecnici comunali questa soluzione, a quanto pare, non è piaciuta; non ne capiamo la ragione visto che nel resto d’Europa e anche nell’Italia settentrionale non hanno problemi ad adottare questo genere di architettura eco-sostenibile, a fronte di condizioni climatiche decisamente più instabili delle nostre. Secondo gli uffici tecnici le strutture in prefabbricato col tempo si rovinano: questa sarebbe la motivazione del loro parere contrario. Però poi nel nostro territorio abbiamo inspiegabilmente edifici in muratura fatiscenti. E comunque tanto per avere un’idea del risparmio in termini di costi: un’elementare con dieci aule più mensa e uffici per gli insegnanti verrebbe intorno al milione e duecentomila euro invece dei quattro milioni e mezzo per la stessa scuola realizzata in cemento”, sottolinea Verdicchio. Simone Sperduto     

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