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Canili, la protesta continua

protesta canili (1)Marino fortemente contestato dalle associazioni per il bando sull’affidamento delle strutture. FederFida spara a zero: “Il randagismo è un business anche per le associazioni”.

Continua a far discutere il bando di gara per l’affidamento dei canili comunali, indetto dall’Amministrazione Capitolina e vinto dalla società pugliese MAPIA srl che, il I ottobre, è entrata in possesso della struttura di Ponte Marconi (Lotto 3). “Non possiamo credere –così LAV, ENPA ed Animalisti Italiani in una nota congiunta – che il Comune ha aggiudicato la gestione ad un imprenditore privato del randagismo che gestisce non solo mega canili da 1200 posti ma anche gli stabulari per animali da laboratorio dell’Università di Bari”. Ma anche Loredana Pronio, presidente della associazione FederFida ha voluto dire la sua. L’unica voce fuori dal coro. “Da sempre siamo contrari a questo modo di operare. Noi sosteniamo la gestione diretta da parte del Comune”.

Proteste, occupazioni e manifestazioni. La decisione del Campidoglio ha fatto imbestialire tutte associazioni no-profit in servizio presso i quattro canili, che in campagna elettorale, non si può negare, hanno palesato una certa simpatia per Marino. A finire nell’occhio del ciclone il Bando-Ponte, così è stato ribattezzato, che dura un trimestre e che deve traghettare le strutture a gennaio, quando sarà indetta una gara di carattere europeo. Così com’è stato annunciato dal Dipartimento Ambiente. È quello stesso bando che è stato sospeso a dicembre, perché una delle associazioni partecipanti era quella di Buzzi, la ’29 Giugno’.

Non sono mancate le interrogazione in Assemblea Capitolina. Una delle quali è stata presentata dal gruppo della Lista Marchini. “Nel bando – hanno rimbeccato i firmatari, Marchini e Onorato – non sono stati fissati prezzi minimi a garanzia della qualità del servizio e del benessere degli animali e non sono specificati i criteri e le misure a tutela dei lavoratori che già operano nel settore. Inoltre, uno dei gestori [Avcppndr] ha depositato ricorso al TAR avverso la regolarità del bando. Che lo stesso – altra stilettata – sembra riprendere i contenuti della precedente gara sospesa a seguito della nota vicenda di Mafia Capitale”.

Nella contesa si è inserita la FederFida che boccia senza mezzi termini sia Mapiasrl, “l’Amministrazione aveva il dovere di controllare i curriculum delle partecipanti al bando”, spiega la presidente Pronio, che il modus operandi finora adottato nel gestire i canili. “Non prendiamoci in giro. Il randagismo – prosegue l’esponente – ed il ‘malessere animale’ ha creato uno dei più grandi business da 20 anni a questa parte e non accenna a diminuire. Anche perché, semmai dovesse accadere il miracolo che la legge quadro 281/91 si prefiggeva, oltre a tutti i gestori anche molti presidenti di associazione resterebbero senza lavoro. I canili sono come le carceri, più ne costruisci e più si riempiono grazie al grande giro di soldi pubblici che vengono stanziati dai comuni i quali, però, non controllano mai se siano utilizzati correttamente”. David Nicodemi

 

 

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