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‘Calcio e Martello’ a Villaggio Breda

piccinelli-e-belliMarco Piccinelli e Fabio Belli presentano il loro libro sul calcio socialista. Rivalutare un mondo sportivo a lungo sottovalutato e spesso mal giudicato l’intento dei due autori.

Calcio e martello, storie e uomini del calcio socialista è il titolo dell’opera presentata al ‘Circolo Bianca Bracci Torsi’ in via Annibale Calzoni civico 9,  una serie di racconti che vuole avvicinare al mondo del calcio ‘oltrecortina’ appassionati e non, un manuale entry level come ci racconta Marco Piccinelli, archivista classe ’92, uno dei due autori.

Il libro si compone di numerose storie ed interviste che hanno segnato l’immaginario collettivo intorno a calciatori e partite dagli anni 40 fino alla caduta dell’Unione Sovietica e del muro di Berlino, aneddoti noti come Sparwasser, il goal che l’est segnò sull’ovest, ed altri meno noti come quello del giocatore americano che andò a giocare in Unione Sovietica, la vittoria di una piccolissima cittadina, Karl-Marx-Stadt, contro la Juventus.

Sono prensenti inoltre delle interviste di calciatori che hanno giocato in squadre italiane contro squadre del blocco socialista, nello specifico della DDR, che impreziosiscono il nostro libro”.

Marco ci racconta che questa fusion politico – calcistica nasce dalla voglia di sfatare il mito sulla scarsità delle compagini calcistiche sovietiche ritenute da sempre minori e dar loro nuova dignità: “Facendo alcune ricerche ci siamo resi conto per esempio che nella DDR il governo imponeva il dilettantismo, a scapito del professionismo, non si dovevano prendere stipendi milionari come altrove e questo veniva tradotto dalla stampa italiana con un sonoro “sono più scarsi“. Il  libro di Fabio e Marco, invece, racconta di una realtà diversa, di un “agonismo fuori dal comune” come racconta Roberto Pruzzo, bomber di una Roma sconfitta 4 a 0  del Carl – Zeiss Jena, tanto da far gridare al ‘doping di stato.

L’idea – continua Marco Piccinelli – ci venne durante la collaborazione a Il Corriere laziale, un settimanale cartaceo di sport dilettantistico e giovanile: “Avevo proposto a Fabio un post per il suo Blog (Storie fuori gioco, ndr) su un calciatore americano che andava a giocare in Unione Sovietica, lui invece propose di creare una cosa più organica, andando a cercare anche altre storie legate al calcio socialista, così è nato Calcio e martello, un’idea originale visto che in questi termini il calcio non è mai stato raccontato. Alcuni casi sono stati trattati ma nessuno li ha messi insieme facendo emergere quello che era considerato marginale. Abbiamo finito di scrivere nel 2016 ma abbiamo pubblicato a marzo 2017 perchè volevamo una casa editrice indipendente”

libroIl libro è strutturato in quattro maceo-aree che riguardano altrettanti periodi storici, si parte con il calcio russo – sovietico che si affaccia alle grandi competizioni passando per Monaco ’74 dove l’Est esconfigge l’Ovest nel famoso incontro tra le due germanie. Poi si passa agli anni ’80 in cui assistiamo alla crescita competitiva delle squadre dell’Est per concludere e infine con la dissoluzione, simboleggiata dall’ex Jugoslavia.

Ma il calcio “oltrecortina” di cui ci raccontano i due autori riguarda anche alcuni aneddoti e personaggi che pur non essendo dell’est hanno dato rilevanza a quell’ambiente e a quel movimento, si racconta per esempio di Socrates, centrocampista della ‘Selecao’ anni ’80, e di come avesse portato alla vittoria del campionato Brasiliano per due anni il suo club, il Corinthians, lavorando con i compagni in completa autogestione, facendo tutto da soli, senza allenatore nè preparatore atletico. Troviamo poi Paolo Sollier, calciatore che regalava i volantini di Avanguardia operaia agli avversari o di Paul Breitner, che invece agli avversari donava il libretto rosso di Mao, anche se poi alla fine cedette alle sirene milionarie del blasonato Real Madrid.

Interviene Fabio con qualche informazione sul backstage, ci parla infatti della stesura del testo e di come la sua creazione sia stata dinamica: “Abbiamo lavorato abbastanza facilmente, perchè essendo un libro diviso in racconti e capitoli, ci ha permesso di scegliere un’area procedendo in autonomia e velocità. Controllavamo l’uno il lavoro dell’altro più che altro per integrare, si viaggiava abbastanza spediti. Quando era più impegnato uno, scriveva l’altro e così via. La parte più divertente è stata senza dubbio quella di andare a cercare alcuni calciatori dell’epoca e farci raccontare; abbiamo anche sentito telefonicamente giocatori della Nazionale, come De Agostini. Questi incontri ci hanno permesso di conoscere degli aneddoti inediti che anche a chi è calciofilo sfuggono. Ed è per questo che il nostro libro ha avuto parecchio riscontro, e siamo stati chiamati a presentarlo in parecchi posti, non ci aspettavamo tutta questa risonanza”.

“La diffusione è stata ottima” ci spiega soddisfatto Fabio “avevamo preso i contatti di alcune librerie e squadre di calcio popolare per presentare il nostro libro, ma poi, progressivamente, vedendo il libro su Amazon e sui circuiti online, ci sono arrivate richieste spontanee sulla pagina facebook di gente che ci ha voluto conoscere”.

Poi il Tam-Tam si è diffuso per tutto il territorio nazionale, conclude Belli: “Siamo stati al centro sociale più grande di Torino, il Gabrio, poi siamo stati a Firenze, a Montegranaro nelle Marche, in cui ci hanno chiamato per prendere parte alla Festa dell’Unità, con la Gagarin di Teramo, a Sora, a Parma… Abbiamo avuto risonanza su giornali come il Secolo XIX, l’Avvenire… Insomma, abbiamo fatto Goal”. Giulia Sfregola

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