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Bus sharing, la Consulta chiede mappatura dei servizi

Commissione Politiche Sociali e Sanitarie con Marilena Ilarioni e Vittorio Alveti

Il Municipio fa i conti con la completa assenza di servizi di trasporto per disabili. Dalla Mobility card al Bus sharing troppe le disparità di trattamento fra i municipi di Roma Capitale, anche a seconda delle diverse patologie. La Consulta Handicap chiede una mappatura al Comune di Roma di tutti i servizi erogati. Si paventa anche il ripristino di un sistema di trasporto municipale.

Il 21 gennaio si è svolta in Municipio la seduta della Commissione Politiche Sociali e Sanitarie sul trasporto disabili nel territorio locale. A relazionare con i consiglieri Marilena Ilarioni, Presidente Consulta Handicap del VI. Convocato anche l’Assessore allo Sport e Mobilità Alveti. Al centro delle disquisizioni il tema della cronica ed ininterrotta latitanza di mezzi di trasporto per disabili La difformità dei servizi accordata a seconda della problematica fisica o intellettiva accusata non fa altro che aggravare i ritardi rispetto ai municipi del centro di Roma. Afferma la Ilarioni: “La mobility card (carta ricaricabile mensile simile al bancomat associata al cliente per il trasporto taxi e bus, del valore di circa 1300 euro mensili è riservata solamente a persone carrozzate o cieche) nel nostro territorio non sappiamo quanti disabili la utilizzano”. Alla mobility card si aggiunge il mistero del Bus sharing, un sistema condiviso di collegamento tra quartieri attigui della città organizzato secondo le varie prenotazioni su chiamata, su un bus dalla capienza massima di 8 disabili. Sembrerebbe che su questo servizio dal Dipartimento V non abbiano dato ancora una risposta alla domanda di adesione scaduta il 20 maggio 2013. Ci si chiede quindi se la domanda sia realmente partita. “Ora la situazione è la stessa – sottolinea la Ilarioni di quando in passato sono finiti i fondi concessi dalla legge 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, ndr). Bisogna assolutamente ripristinare i pulmini a chiamata del territorio per servire tutte quelle persone disabili scoperte da servizio trasporto”. In sede di Commissione si è convenuto prima però su un punto comune: verrà richiesto al Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute uno storico delle erogazioni della mobility card, ma soprattutto delucidazioni sullo stato di attuazione del servizio del bus condiviso. Qualora in VI non si attuasse nemmeno il progetto mobilità pubblicizzato dalla Belviso nel febbraio 2013, allora il Municipio sarebbe costretto ad aprire un tavolo per il ripristino del pulmino su chiamata con i futuri fondi della 328. Un’eventualità che i nostri politici sperano di scongiurare per destinare quelle risorse ad altre branche del sociale come l’assistenza domiciliare.

Che cos’è la Mobility Card

E’ un servizio di solo trasporto, istituito dal Comune di Roma fin dal 1983, svolto a favore di cittadini disabili motori gravi o non vedenti, residenti in Roma Capitale, impossibilitati all’uso dei comuni mezzi pubblici di trasporto. Il servizio che inizialmente e per quasi tutti gli anni novanta si è svolto solo con vetture taxi, a partire dal 1996 è stato integrato da un sistema di trasporto con vetture attrezzate gestito dall’ ATAC S.p.A.  Al termine di un apposito studio si è constatato che la soluzione più idonea e praticabile, per migliorare il servizio e semplificare le procedure, fosse quella di utilizzare una CARD/Bancomat. Le proposte di riorganizzazione del servizio e del nuovo regolamento sono state quindi sottoposte all’approvazione della Consulta cittadina per le problematiche dell’handicap ed in seguito del Consiglio Comunale che le ha approvate con la deliberazione n. 25 del 16 febbraio 2004.
Il servizio si attua:
- attraverso l’utilizzo di vetture taxi (appartenenti a Cooperative Radio Taxi convenzionate con la P.A.) per i soli utenti autorizzati fino al 1989;
- attraverso l’utilizzo di vetture attrezzate dell’ATAC S.p.A. per tutti gli utenti inseriti dal 1996 in poi.  Attualmente il servizio con le vetture Taxi è svolto esclusivamente mediante l’utilizzo della mobility card, mentre il servizio sulle vetture ATAC è svolto in modalità mista.
La consegna della mobility card agli utenti trasportati dalla Società Trambus sta avvenendo in modo graduale.
Funzione della mobility card

La mobility card, introdotta con il nuovo regolamento, è una “CARD/Bancomat” nominativa messa a disposizione di ciascun utente previa autorizzazione dell’Amministrazione Comunale. Ogni beneficiario avrà pertanto a disposizione una CARD/Bancomat con una somma mensile prestabilita (in base alla percorrenza chilometrica del percorso) da utilizzare per le spese di trasporto individuale al termine di ogni corsa per il pagamento della stessa.
Chi può chiedere di usufruire del servizio

Possono presentare domanda individuale le persone con disabilità motoria grave o cecità totale o persone ipovedenti con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi con la migliore correzione di lenti, che – dopo apposita visita medica effettuata presso il Dipartimento di Medicina Legale della ASL competente per territorio – vengano dichiarate assolutamente o gravemente impedite all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico. Le domande devono essere redatte su apposito modulo predisposto dall’Amministrazione e presentate unitamente alla documentazione citata nello stesso. L’interessato deve indicare, inoltre, la singola categoria per la quale intende utilizzare il servizio, scelta tra le seguenti: “lavoro” – “studio” – “terapia” – “attività sociali”.

Il modulo può essere ritirato

- presso l’Ufficio relazioni con il pubblico del Municipio di appartenenza;
- presso il Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute, con sede in Viale Manzoni 16:
- URP (piano terra)
- Ufficio Mobilità U.O. Interventi di Supporto alle Persone Fragili  (1° piano, stanza 8);
- infine, nel caso in cui l’interessato non possa recarsi presso gli Uffici sopra indicati, può chiedere telefonicamente che gli sia inviato a mezzo posta;

Che cos’è il Bus Sharing

A dare un supporto nella vita di tutti i giorni ai cittadini con disabilità sarà ora il ‘Bus Sharing’, il nuovo sistema di mobilità per disabili adulti che consentirà, entro l’estate, di abbattere del tutto le liste d’attesa. Secondo le stime, sono infatti 1250 i cittadini romani che attendono di usufruire del servizio, a fronte del 1500 utenti dello stesso. Con il nuovo sistema l’obiettivo dunque quello di offrire, a maggio, un servizio per 3mila utenti.  Altra novità di rilievo: per la prima volta in Italia viene riservato un sistema di trasporto per i cittadini con disturbi dello spettro autistico tramite servizio taxi che garantirà il trasporto agli utenti e ai loro accompagnatori.

Oltre alle vetture taxi, un parco di pullmini attrezzati sarà invece riservato al trasporto di disabili motori e non vedenti che, in attesa di ricevere il tesserino identificativo di utente del servizio, dovranno semplicemente mostrare al conducente il proprio documento di identità. Tra le novità del servizio, una cabina di regia dotata di un particolare sistema informatico che riuscirà a localizzare e monitorare in tempo reale le vetture e le corse: i dati così ottenuti consentiranno di garantire il servizio a più persone e di monitorare lo stato di efficienza del servizio. (fonte disabili.com)

Le linee guida del Regolamento  della Consulta Handicap VI Municipio

Art. 1

Caratteristiche del servizio

Il presente regolamento disciplina le modalità ed i requisiti per l’accesso al servizio speciale di trasporto a chiamata a favore di disabili con ridotta o impedita capacità motoria, o comunque impossibilitati all’utilizzo del mezzo pubblico e che non trovano risposta al loro problema di mobilità nei servizi pubblici e/o nell’aiuto privato, e sono perciò a rischio di emarginazione o isolamento.

Art. 2

Finalità del servizio

  1. Il servizio trasporto disabili rientra tra gli interventi socio-assistenziali realizzati a sostegno delle fasce deboli della popolazione, per consentire la loro partecipazione alle attività della vita quotidiana superando le barriere di movimento e di accesso.
  2. Il servizio si distingue in continuativo ed occasionale.

E’ continuativo il trasporto strutturato e programmato che comprende:

a)     il trasporto lavorativo esclusivamente per il raggiungimento della sede d’inserimento lavorativo;

b)     il trasporto per il raggiungimento delle strutture semiresidenziali riabilitative o socio-assistenziali pubbliche e/o convenzionate nonché dei centri diurni disabili, quando non di competenza delle medesime strutture o del Servizio Sanitario Nazionale, salvo eccezioni concordate con i Servizi Sociali;

c)      il trasporto degli utenti che svolgono attività ginnico-sportive e fisio-terapiche.

E’ occasionale il trasporto saltuario o periodico che comprende:

a)     il trasporto sanitario per il raggiungimento di strutture sanitarie e di riabilitazione pubbliche e/o convenzionate per visite, accertamenti sanitari, cicli di trattamenti di terapie e di riabilitazione;

b)     altri eventuali trasporti caratterizzati da particolari situazioni contingenti proposti dall’Assistente sociale.

Art. 3

Area Territoriale

  1. Il servizio è svolto all’interno dell’VIII Municipio e del territorio di  competenza della ASL RMB ed è gratuito per le persone autorizzate.
  2. Il servizio è gratuito anche per l’eventuale accompagnatore a condizione che inizi e termini il viaggio insieme con la persona autorizzata.

Art. 4

Destinatari del servizio e modalità di ammissione

  1. Il servizio speciale di trasporto a chiamata per disabili è destinato a coloro che non possono usufruire dei normali servizi di trasporto pubblico, sia per la tipologia dei mezzi impiegati sia per gli itinerari richiesti.
  2. Chi intende utilizzare il servizio di trasporto deve accreditarsi, compilando apposito modello, da presentare al Servizio Sociale del Municipio, che si riserva di chiedere l’esibizione di documenti e/o certificati comprovanti lo stato di disabilità del richiedente.
  3. Il Servizio Sociale:

a)      verifica il possesso dei requisiti di accesso;

b)      valuta le difficoltà dei familiari rispetto alle esigenze di trasporto del disabile;

c)      dispone l’ammissione e ne dà comunicazione scritta sia al richiedente sia all’impresa esercente il servizio. Nella stessa comunicazione saranno riportati anche il numero delle corse autorizzate, il luogo da raggiungere, e le modalità operative di espletamento del servizio.

  1. L’impresa esercente il servizio provvede a rilasciare all’utente una tessera contrassegnata da apposito codice identificativo.

Art. 5

Svolgimento del servizio

  1. Il servizio di trasporto si svolge ordinariamente nei giorni feriali dal lunedì al venerdì dalle ore 08:00 alle 20:00.
  2. In base alle esigenze manifestate dagli utenti, possono essere apportate modifiche all’orario per garantire una maggiore efficacia del servizio stesso.
  3. In caso di necessità l’impresa esercente il servizio deve garantire la presenza a bordo di personale specializzato.

Art. 6

Modalità di richiesta del servizio

  1. La richiesta, per gli utenti autorizzati, va prenotata direttamente all’impresa esercente il servizio con un anticipo di almeno 48 (quarantotto) ore tramite telefono o tramite fax o tramite e-mail.
  2. In caso di particolari ragioni di urgenza e gravità, potranno essere autorizzati interventi più brevi, compatibilmente con il lavoro già programmato.
  3. Al momento della richiesta l’utente deve comunicare:

a)    i propri dati;

b)    il codice identificativo rilasciato dall’impresa esercente il servizio;

c)    l’itinerario richiesto ed i relativi orari, incluso l’eventuale viaggio di ritorno;

d)    i recapiti necessari per ricevere la conferma;

e)    la richiesta di un eventuale assistente di bordo;

f)     la richiesta di essere accompagnato da un proprio assistente.

Art. 7

Norme di comportamento

  1. Gli operatori addetti al trasporto devono rispettare le disposizioni impartite dal Servizio  Sociale al fine di garantire la precisione e la puntualità del servizio, nonché la sicurezza, la riservatezza e i diritti degli utenti.
  2. Gli utenti ed i loro familiari devono:

a)     rispettare gli orari previsti per il trasporto, nonché comunicare tempestivamente all’impresa esercente il servizio ogni variazione per eventi imprevisti sopravvenuti;

b)     mantenere un comportamento consono ed adeguato durante l’utilizzo del servizio

Art. 8

Dimissioni

Il Servizio Sociale può disporre la dimissione dell’utente dal servizio trasporto in caso di:

a)     perdita dei requisiti di accesso;

b)     reiterata inosservanza delle norme di comportamento di cui al precedente art. 7.

Art.  9

Opposizione

  1. Contro il provvedimento di dimissione o di non ammissione relativo al servizio di cui al presente regolamento, può essere presentata, da parte dell’interessato e/o della famiglia, opposizione nel termine di 30 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione scritta di dimissione o di non ammissione.
  2. Il Servizio Sociale, entro i successivi 20 giorni, decide l’accoglimento o il rigetto dell’opposizione.

Art. 10

Norme di riferimento

Il presente regolamento si basa sulla disciplina risultante dalla Legge 104/1992 (Mobilità e trasporti collettivi – Trasporti individuali) e dalla Legge 328/2000 (Riabilitazione – Visite specialistiche – Attività ricreative, sportive e culturali).

Art. 11

Rinvio

Per quanto non previsto nel presente regolamento, valgono, in quanto applicabili, le norme delle Leggi Nazionali e/o Regionali.

 

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