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Buon compleanno Emergency, 24 anni dalla parte delle vittime di tutte le guerre

sportello-emergency_2010it0049Il 15 maggio 1994 a Milano Gino Strada e Teresa Sarti fondavano l’associazione umanitaria Emergency, nata con l’obiettivo di portare assistenza alle vittime di guerra e povertà.

Sono passati 24 anni, di medicina e umanità: così si può riassumere l’impegno di Emergency, associazione fondata per prestare soccorso chirurgico nei paesi in guerra, che nel tempo ha esteso il raggio delle proprie attività anche alla cura delle vittime della povertà in molti paesi in cui non esistono strutture sanitarie gratuite.

Il primo progetto in cui Emergency si impegnò fu in Ruanda, dove ristrutturò e riaprì i reparti di chirurgia, ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Kigali. Da allora, Emergency è intervenuta in 18 Paesi, costruendo decine di ospedali, centri chirurgici, centri di riabilitazione, centri pediatrici, posti di primo soccorso, centri sanitari ed ambulatori.

gino-stradaIl fondatore e chirurgo di guerra Gino Strada, in molte occasioni ha spiegato con queste parole il lavoro portato avanti da Emergency: “Siamo sempre stati a fianco delle vittime, senza fare differenze, e ci siamo opposti alla guerra e alla sua logica di sopraffazione. Abbiamo costruito ospedali e centri sanitari e abbiamo combattuto perché chiunque avesse diritto a essere curato. Continueremo a impegnarci nella promozione quotidiana di valori di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani”.

Fin dai primi anni di vita, Emergency ha intrapreso una campagna contro le mine antiuomo, dopo che i suoi medici e infermieri impegnati in teatri di guerra iniziarono a vedere ogni giorno gli effetti devastanti di quegli ordigni mortali.

Nel 2001, “proprio perché conoscevamo che cos’è davvero la guerra e avevamo ben chiare quelle che sarebbero state le conseguenze di un intervento armato”, Emergency si oppose all’intervento militare in Afghanistan, chiedendo ai cittadini di esprimere il proprio ripudio della guerra con uno “straccio di pace“. Nel settembre 2002 Emergency lanciò la campagna “Fuori l’Italia dalla guerra” contro la partecipazione italiana alla guerra in Iraq. Sempre nel 2002, Emergency promosse una raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare “Norme per l’attuazione del principio del ripudio della guerra sancito dall’articolo 11 della Costituzione e dallo statuto dell’Onu”, depositata alla Camera dei deputati nel giugno 2003.

emergency_24-25Negli ultimi anni l’associazione ha continuato ad opporsi al costante aumento delle spese militari, in Italia e nel mondo, evidenziando la sproporzione tra le enormi spese destinate agli armamenti e la povertà crescente. Come ricordato da Gino Strada: “Ogni anno si spendono nel mondo 1.750 miliardi di dollari in armamenti; tagliare le spese militari e togliere il profitto dalla sanità porterebbe già un ricavo di 50 miliardi di euro l’anno”.

Intanto, il lavoro per portare cure gratuite e di qualità a vittime delle mine, delle bombe e dei proiettili – ma anche della povertà che spesso compromette intere popolazioni anche molti anni dopo la fine dei conflitti – andava avanti in tutto il mondo.

Nel 2008 Emergency, insieme a molti Paesi africani, elaborò il “Manifesto per una medicina basata sui diritti umani”, volto a rivendicare una sanità basata su equità, qualità e responsabilità sociale.

L’idea di base del Manifesto è la stessa che guida Emergency nel suo lavoro: la convinzione profonda che essere curati sia un diritto umano fondamentale e che, come tale, debba essere riconosciuto a ogni individuo. Inoltre, perché le cure siano veramente accessibili, devono essere completamente gratuite, e affinché siano efficaci, devono essere di alta qualità.

emergency-libya-webOgni ospedale di Emergency è dotato di un giardino, di spazi gioco per i bambini e di luoghi di aggregazione: “Vogliamo che i nostri ospedali siano anche belli – ha spiegato Gino Strada – perché la bellezza diventa segno di rispetto verso persone profondamente segnate dalla guerra o dalla malattia, e un luogo bello offre le condizioni essenziali per recuperare dignità nella sofferenza. Per capire se l’obiettivo è raggiunto, ci poniamo una semplice domanda: “Ricovererei mia madre o mio fratello in quest’ospedale?”. Se la risposta è sì, significa che stiamo facendo un buon lavoro”.

Emergency è presente anche in Italia dal 2005, per garantire a tutti il diritto a essere curati, sancito anche dalla Costituzione: “L’Italia era il Paese con il miglior sistema nazionale sanitario del mondo venti anni fa – ha ricordato Strada pochi mesi fa, durante una trasmissione televisiva (la Gabbia, La7) – oggi invece 11 milioni di persone non possono curarsi perché non hanno i soldi per farlo. Ma è civiltà questa? Io credo che la medicina e le cure sanitarie siano un diritto umano fondamentale e debbano essere riconosciute. Punto e basta. Ovviamente mi riferisco alla sanità pubblica. Per me la medicina è solo pubblica, il resto è schifezza”. Nel 2015 Gino Strada ha ritirato a Stoccolma il “Right Livelihood Award”, il “Premio Nobel alternativo”, istituito per «onorare e sostenere coloro che offrono risposte pratiche ed esemplari alle maggiori sfide del nostro tempo».

Nelle motivazioni dell’assegnazione si legge: «Per la sua grande umanità e la sua capacità di offrire assistenza medica e chirurgica di eccellenza alle vittime della guerra e dell’ingiustizia, continuando a denunciare senza paura le cause della guerra». Buon compleanno, Emergency. Sebastiano Palamara

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