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Botta e risposta tra Consorzi e Scorzoni

Scorzoni, ex consigliere municipale Pd, chiede che il Comune, per far fronte all’emergenza climatica, elabori una delibera affinchè i consorzi realizzino attraverso i fondi provenienti dalle concessioni edilizi come opere pubbliche esclusivamente fogne per la raccolta delle acque meteoriche. Bucheri, Direttore CPR, risponde: “Non si ragiona per slogan”.

“Basta caro Sindaco Ignazio Marino e caro Assessore Paolo Masini – scrive Fabrizio Scorzoni, ex capogruppo del Pd VI Municipio – basta con questa storia delle precipitazioni eccezionali e gli eventi non prevedibili e i soldi che non ci sono. Prevediamo che piova sicuramente e facciamo una delibera con un solo articolo che dica: “I consorzi che eseguono opere pubbliche con fondi provenienti dalle concessioni edilizie, sono obbligati a prevedere nel loro quartiere, in carenza delle stesse, la realizzazione di fogne per la raccolta delle acque piovane o bianche che dir si voglia”.

Fare finta di non sapere che i consorzi utilizzano le risorse per piazze, centri polifunzionali ed altre opere sicuramente secondarie è un atto di irresponsabilità iniziato dalle giunte di centrodestra, ma che ancora il centrosinistra consente. Chiedete conto a chi opera e scoprirete questa realtà dello struzzo”. A rispondere il Direttore del CPR Luciano Bucheri che commenta: “Credo che sia ora smettere di utilizzare i Consorzi di Autorecupero per polemiche politiche affrontate per slogan, sport particolarmente seguito nel VI Municipio. Oltre che inopportuno, si rischia di dire cose errate, come in questo caso per il richiamo dell’amico Fabrizio al Sindaco e all’Ass. Masini.

Scorzoni dovrebbe saper bene che i Consorzi hanno realizzato in tutti i quartieri dove sono presenti in primo luogo reti fognanti e impianti di illuminazione, sia nelle zone O che nei Toponimi.

I consorzi, dove è stato possibile, hanno realizzato anche viabilità con annesse, come da norma, reti per lo smaltimento delle acque meteoriche (non è possibile suddividere viabilità ed acque meteoriche), perché è ovvio che, prima di realizzare opere secondarie, le primarie sono le opere pubbliche decisive per il risanamento delle borgate ex abusive. Abbiamo, infatti, realizzato metà di via Massa S Giuliano a Castelverde (completata dal Comune solo recentemente) ed alcune sue traverse, via Fosso dell’Osa a Villaggio Prenestino ed alcune traverse (un nuovo progetto è in approvazione); inoltre, su richiesta del Municipio Le Torri (Giunta di sinistra, abbiamo realizzato un tratto di via Corvio Prataporci con lo smaltimento delle acque meteoriche”.

In effetti, dovrebbe essere noto, che negli ambiti dei Toponimi, dove ce n’è più bisogno, non è possibile realizzare lo smaltimento delle acque meteoriche, in quanto opere connesse alla viabilità. Possono eseguirsi solo a seguito dell’approvazione dei Piani di Recupero. “Uno slogan – continua Bucheri – anche  da parte mia: se vogliamo “bonificare” quei territori (circa 2.500 ettari) sbrighiamoci ad approvare i Toponomi!”. In più occasioni i Consorzi hanno tentato di realizzare in alcuni quartieri progetti per le acque meteoriche: “A Villa Verde – spiega Bucheri – il progetto presentato non ha avuto il nullaosta ACEA perché il depuratore esistente non era capiente. Situazione analoga a Giardini di Corcolle: l’ARDIS non può dare il nullaosta perché gli attuali impianti idraulici non consentono altri esiti”. Ovviamente esiste anche un problema di ordine economico: i costi molto alti di tali opere e, quindi, il problema della disponibilità adeguata da parte dei Consorzi.

“A Ponte di Nona per esempio – prosegue Bucheri – dove stiamo realizzando un polifunzionale da 1 milione di euro. Abbiamo verificato che un adeguato smaltimento delle meteoriche richiedeva almeno 5 milioni di euro”. Bucheri aggiunge anche un’ulteriore commento:”La qualità dell’organizzazione civile di un quartiere della periferia non ha, comunque, una sua dignità? Se oggi, a seguito di un impegno eccezionale dei consorziati, ad esempio, di Villaggio Prenestino, il Consorzio è riuscito a realizzare il completamento delle nere, il tratto principale di via Fosso dell’ Osa (fin dove era possibile l’esito dello smaltimento, quasi 2 km), alcuni tratti delle ramificazioni viarie, l’intera rete dell’illuminazione pubblica, parcheggi e, grazie al consenso di cittadini ed attuatori di comparti, l’asilo nido, un parco attrezzato, e si sta progettando un polifunzionale fortemente voluto dal quartiere. Queste ultime opere sono una sciocchezza, oppure, non è vero che l’assieme di tali opere sta conferendo un nuovo volto all’intero quartiere?”. Lancia poi un invito e una proposta: “I problemi sono un pò più complessi e richiedono un più attento esame. È quel che tenteremo di fare in occasione dell’Assemblea Cittadina del 19 febbraio, nel corso della quale chiederemo un grande contributo di idee alla politica. Propongo, comunque, che su tali temi si apra un ampio dibattito: utilizziamo, ad esempio, la rivista che ci ospita”.

Federica Graziani

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