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Bibliopoint Villaggio Prenestino, nessun passo in avanti

Rimane inattivo il servizio di prestito libri della scuola. Nessuno si muove per catalogare i volumi e aprire l’edificio al territorio.

Continua a restare chiusa la biblioteca ricavata dagli spazi dell’Istituto Comprensivo Villaggio Prenestino. Inaugurato l’8 giugno dal Sindaco di Roma Alemanno, quello che dovrebbe essere un bibliopoint aperto anche al territorio, non è stato ancora reso fruibile. I libri, in parte acquistati dal Comune e in parte frutto di donazioni private, ci sono. Ma non sono stati catalogati e restano chiusi nelle scatole dei locali della scuola. “Ho contattato il Consiglio d’Istituto per avere spiegazioni sullo stato di abbandono della biblioteca, ma mi sembra ci sia un disinteresse diffuso”, spiega Catia Catapano del Movimento Articolo 0, che lamenta l’indifferenza anche della gente del posto.

Spetterebbe alla scuola attivare il servizio chiedendo aiuto al Comune, se necessario, e mantenere in funzione il servizio. Uno degli ostacoli che blocca l’apertura dello stabile al territorio è l’assenza di una porta indipendente. Poiché gli utenti esterni non possono entrare nell’istituto durante gli orari di lezione, la scuola deve trovare un’entrata separata. “Ma già c’è – precisa Catia Catapano – Si tratta dell’uscita di emergenza. Basterebbe fare una richiesta formale per farla diventare entrata esterna” spiega.

Il Movimento Articolo 0 ha diramato un comunicato sulla questione dal titolo ‘La Cultura nel secchio’. Parlano di “occasione persa per la nostra periferia”. E di “disinteresse generale”. Gli attivisti avevano anche consegnato mesi fa centinaia di firme al Municipio per richiedere l’apertura della biblioteca. Avevano chiesto la collaborazione del preside, dei genitori e del corpo docenti. Inviato una mail al Presidente del Consiglio di Istituto, che resta ancora senza risposta. “Crediamo – scrivono nel comunicato – che gli obiettivi si possano raggiungere solo attraverso la coesione e la collaborazione. Siamo convinti che il miglioramento delle nostre periferie passi attraverso la difesa del bene comune e del senso di appartenenza. Se la Scuola e poi le famiglie sono le prime a non combattere per questo, significa che i potenti di turno hanno vinto: nessuna lotta, nessun servizio!”.

È un peccato che risorse così preziose come le biblioteche, pressoché inesistenti sul territorio, non vengano reclamate a gran voce dalla popolazione locale. Senza una maggiore mobilitazione dei cittadini c’è il rischio che la biblioteca rimanga una chimera.

 

Cristina Cori

 

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