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Beni confiscati, parla Libera

Ferdinando Secchi, LiberaIn seguito alla nostra inchiesta sui beni sequestrati alla mafia nella zona Torri interviene il coordinatore regionale di Libera contro le mafie nel Lazio. “Il Comune, pubblicando gli indirizzi dei locali destinati a uso pubblico, ha fatto progressi, ma manca l’attenzione necessaria perché la questione diventi prioritaria”. Richiesto un ufficio apposito per seguire gli stabili assegnati e non. Intanto gli appartamenti, le tenute e le ville restano vuoti.

Stiamo facendo luce su una piaga sociale che riguarda il nostro Municipio: i beni confiscati alle mafie non vengono riutilizzati e destinati a opere utili alla collettività, come invece imporrebbe la legge 109 del 7 marzo 1996. Alcune delle proprietà storiche dell’ex cassiere della Banda della Magliana, Enrico Nicoletti, sono state assegnate dal Demanio al Comune di Roma a partire dal 2001. Da allora, alla parola “destinazione” dei locali, non è seguito il termine “riallocazione”, visti i tanti stabili visitati trovati poi vuoti: due capannoni in via di Valle Bagnata località Muraccio dell’Olmo (due capannoni), via Gravina di Puglia 48 (due appartamenti), via di Valle Alessandra 46 (un appartamento), via G.Treccani 27 (un appartamento). È intervenuta “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, impegnata dal 1995 per promuove legalità e giustizia a cospetto delle organizzazioni mafiose. Abbiamo intervistato Ferdinando Secchi, referente regionale.

I due capannoni industriali confiscati a NicolettiQuale obiettivo vi proponete per i beni confiscati alle Mafie?

Il completo riutilizzo di tutti i beni confiscati e sequestrati. Roma Capitale ha quei locali in comodato d’uso. Dei passi avanti sono stati fatti: è stata pubblicata da pochi mesi la lista dei beni assegnati, in conformità con la legge 159 del 2011, art.48, che regola la trasparenza delle assegnazioni.  Ma ancora non basta: manca, ad esempio, un ufficio comunale che monitori ogni singolo bene con la Polizia Municipale.

Come dovrebbe comportarsi l’Amministrazione per fermare un tale spreco?

Se riscontra anomalie, come occupazioni o attività illecite, deve sgomberare con Questura o Carabinieri il posto e procedere a bando per un nuova assegnazione. Deve verificare le cause del mancato utilizzo, può succedere che l’associazione stia recuperando i soldi per la ristrutturazione, o che  il bene sia occupato. In quel caso non spetta alla realtà assegnataria sgomberare gli occupanti, ma alla Prefettura. Servirebbe infine un’istruttoria per ogni bene così da superare le diverse difficoltà con diverse modalità.

Perché il tema non fa breccia nella politica capitolina?

L’Amministrazione del Comune è una macchina infernale, su alcune cose arriva, su altre no. I politici pensano solo alla massima urgenza, sta a noi coordinarci per far funzionare la macchina. L’organismo burocratico e istituzionale deve far collimare domanda e offerta del bene nel minor tempo possibile. I referenti al Comune sono diversi a seconda delle evenienze: solo per Collina della Pace (dove c’è un parco prima proprietà della Banda della Magliana, ndr) i nostri interlocutori sono stati Nieri per il Patrimonio e Masini (Lavori Pubblici, ndr) per la ristrutturazione.

Manuel Manchi

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/beni-confiscati-parla-libera/

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