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Aula Civica, la casa del Presidente?

Aula civica Castelverde giornoL’occupazione dell’Aula Civica di Castelverde del Presidente durante il Congresso del Pd continua a suscitare le polemiche.
Per lo stesso motivo l’Assessore all’Ambiente, Fabio De Lillo, nel 2008 fu cacciato in seguito ad un episodio che lo aveva visto utilizzare i giardini dell’Aranceria per scopi privati (i festeggiamenti della figlia ndr). E per lo stesso motivo il Presidente del Municipio VI Marco Scipioni,  invece, potrebbe cavarsela. In merito alla sua decisione di utilizzare l’Aula Civica di Castelverde per il congresso del Pd, in seguito alla revoca delle votazioni da parte del circolo del versante prenestino,  Scipioni risponde a La Repubblica: “Me lo ricordo bene. Quella sera c’eravamo io, la deputata Maria Coscia, il responsabile della campagna di Cosentino, Marco Tolli, e il garante del partito. Chi voleva votare ha trovato un cartello stampato in una tipografia e solo grazie al garante abbiamo mandato gli elettori alle urne”.
In quanto Presidente del Municipio, quindi amministratore, Scipioni è il primo responsabile dei beni pubblici del territorio, eppure dimentica che in quell’Aula, da statuto, sono vietati eventi politici, figuriamoci un po’ le elezioni di un partito. Come al solito, il Presidente antepone il suo ruolo di esponente di partito a quello di amministratore di tutti. Contattata l’ Onorevole Maria Coscia spiega:”In merito alla mia presenza presso l’Aula Civica di Castelverde, ero venuta per presentare nel circolo Pd del versante Prenestino la candidatura di Cosentino. Quando sono arrivata mi hanno detto che il congresso era spostato in quella sede, ma non sapevo, ne’ tantomeno me lo hanno detto, che la struttura non fosse autorizzata. Anche perché lo stesso garante del congresso ha dato il suo benestare”. Contattato anche Marco Tolli, responsabile della campagna di Cosentino, dichiara:”Io non avevo alcun ruolo. È la prima volta che venivo a Castelverde e non sapevo cosa fosse e a chi appartenesse l’Aula Civica. Un gruppo di cittadini ha detto al garante di fare il congresso lì e il garante se ne è preso la responsabilità’”.
Quindi, a quanto pare, la responsabilità più grande sarebbe quella del garante del congresso, Alessandro Pillutu, che però nega categoricamente di essere stato informato sulle regole di quella struttura: “E’ stato un congresso pittoresco. La segreteria del circolo Pd del versante Prenestino ha comunicato due ore prima con l’affissione di un manifesto la revoca del congresso. Una cosa non prevista dal regolamento. Così come non è prevista la revoca a causa di minacce. Al mio arrivo mi sono trovato di fronte Maria Coscia e molti elettori. Ho contattato Piero Latino della Federazione e abbiamo deciso di procedere. Abbiamo votato per il solo segretario romano, hanno partecipato 93 votanti. Nessuno del circolo ha partecipato. Non ho fatto votare per il segretario di circolo, nonostante ci fosse un candidato, Roberto Moscio, perché non avevamo le schede. Nessuno mi aveva detto che nell’Aula Civica erano vietate manifestazioni partitiche. Era presente il Presidente del Municipio e all’interno dell’ Aula c’era la riunione di un’associazione. Al mio arrivo ho trovato la sala già aperta. Ora la segreteria di circolo o è vacante oppure a detenere il ruolo di segretaria è Valeria Sipari. Bisognerà commissariare la sezione e ripetere le elezioni”. Insomma dei tre, come è anche comprensibile, nessuno sapeva. Tranne uno: il Presidente del Municipio.
Federica Graziani

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