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Atac, Esposito: “Continua logica clientelare”

senatore espositoL’ex-assessore capitolino ai trasporti denuncia una situazione preoccupante. “Terremo alta l’attenzione”.

Non è cambiato nulla in AtacSpA, specie nei rapporti tra il personale e il management che, secondo il senatore del Pd Stefano Esposito, sarebbero inquinati da una “logica clientelare”. E se lo dice lui, c’è da crederci, anche perché una fonte interna ha confidato che la Legge 223/91 [Normativa sul Lavoro Ndr] verrebbe applicata in modo del tutto arbitrario: “Alla fine sono stati rimossi solo quelli che erano scomodi all’attuale dirigenza”.

L’ex-assessore, che nel corso del suo breve mandato ha cercato di rimettere in rotta la municipalizzata, si è tolto un altro rospo dallo stomaco. “Veniamo informati – recita la nota del 13 novembre apparsa nel suo sito- che, dopo la fine dell’esperienza della Giunta Marino, all’interno dell’Azienda alcuni dirigenti, avrebbero avviato una campagna di ripicche e minacce nei confronti di alcuni macchinisti, autisti e rappresentanti di quelle sigle sindacali che hanno sostenuto in questi mesi l’operazione verità e trasparenza condotta in Atac da parte dell’Amministrazione. A cominciare dal capo del personale De Paoli”.

“Questo atteggiamento – ha continuato l’esponente – non ci sorprende: in Atac purtroppo, da tempo, la logica non è quella del merito, non ci si occupa di far funzionare bene i trasporti, ma di gestire promozioni e punizioni secondo criteri che nulla hanno a che fare con la buona amministrazione. La nostra attenzione, però, nonostante la chiusura dell’esperienza Marino, è più che mai viva. È ora di liberare un’Azienda cruciale per la città dalle logiche clientelari e consociative alle quali è stata abituata, per questo non esiteremo a denunciare pubblicamente comportamenti sospetti e vessativi nei confronti di alcuni dipendenti”.

Alla sfuriata del senatore, si è aggiunta l’indiscrezione di un lavoratore che parla di “sacche residuali di ‘fuori posizione’ che trovano posto negli uffici e che ancora non vengono ricollocati. Raccomandati e protetti dalla politica e dal sindacato, scampati dalla rete della 223/91, mentre altri ingiustamente ci sono rimasti impigliati. Tutti sanno e nessuno provvede a collocarli nel giusto posto di qualifica, con evidenti danni erariali”. Lo scorso anno la questione era stata portata all’attenzione del Procuratore Pignatore, dell’ex-assessore Improta e dell’Ad Broggi. Ma i risultati, stando al nostro confidente non ci sarebbero stati. “Si rimuovono i capaci – affonda – per far posto agli incapaci. Non è un mio convincimento, è sotto gli occhi di tutti di come il trasporto a Roma è peggiorato, specialmente nel metro ferro, dove le incapacità risultano più evidenti, la situazione è al collasso. Intanto nessuno pensa di rimuovere coloro che sono stati, e lo sono ancora, i veri responsabili di un servizio scadente. Mancano le manutenzioni, mancano i mezzi, mancano gli uomini e le donne nelle figure di esercizio e manutenzione, manca una programmazione, manca soprattutto il senso di responsabilità che ancora è legato a doppio filo a logiche partitiche e sindacali”. David Nicodemi

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