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Arrestato Cerroni, patron della ‘monnezza’ della Capitale

cerroniCon lui altri sei tra soci e collaboratori sotto il mirino dell’indagine dei Carabinieri e della Finanza: si pensa ad una struttura parallela del Gruppo per un giro d’affari di milioni di euro

Associazione a delinquere, traffico di rifiuti, frode in pubbliche forniture, truffa a danno di enti pubblici, falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici. Pesanti i capi d’accusa imputati a Manlio Cerroni, noto imprenditore romano nel settore dei rifiuti, e ad alcuni suoi collaboratori.

L’operazione condotta dai militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, lo scorso 8 gennaio hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare per Cerroni ma non solo: sotto il mirino dei Carabinieri sono finiti anche Francesco Rando, ragioniere, collaboratore e amministratore di molte imprese riconducibili a Cerroni, Giovi Piero, socio di molte aziende vicine al patron dei rifiuti, Bruno Landi, secondo l’ordinanza,organizzatore dell’associazione, stretto collaboratore, e filo diretto tra il Gruppo e la Regione Lazio, Giuseppe Sicignano,  supervisore di alcune aziende, Luca Fegatelli, ex Capo Dipartimento della Regione Lazio e Raniero De Filippis, ex responsabile del Dipartimento del Territorio della Regione Lazio.

Ventidue perquisizioni nei locali privati e negli uffici degli indagati hanno contribuito a rendere il quadro più completo: è inoltre intervenuto il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma che sta procedendo al sequestro della somma complessiva di euro 18.890.923,33 a E.Giovi srl, responsabile della discarica di Malagrotta, e a Pontina Ambiente srl, responsabile della discarica di Albano Laziale, provento dei reati di traffico di rifiuti.

Secondo gli inquirenti si sarebbe venuta a creare una struttura organizzativa definita “informale” sovrapposta a quella ufficiale del Gruppo Cerroni, che dal 2008 almeno, avrebbe svolto un ruolo cruciale nell’apparato politico amministrativo. Così, a fianco dei numerosi collaboratori che con (e per) il Gruppo Cerruti operavano, vi sarebbero numerosi politici: il deceduto Mario Di Carlo, Giovanni Hermanin de Reichfield e Romano Giovannetti, quest’ultimo segretario particolare dell’ex assessore Pietro Di Paolantonio e diversi funzionari pubblici, come Luca Fegatelli.

Sono emerse durante le indagini quattro filoni principali di accuse: la prima riguardala gestione dei rifiuti nell’impianto di raccolta e di smaltimento di Albano Laziale da parte di Pontina Ambiente, già al vaglio della Procura di Velletri: sembrerebbe che una parte dei rifiuti destinata al termovalorizzatore finisse in discarica con un profitto stimato pari a 11 milioni di euro in 6 anni.

Costituisce la seconda direttiva la questione delle autorizzazioni alla realizzazione e alla messa in funzione del termovalorizzatore di Albano, nel territorio di un altro già attivo che è quello di Colleferro: infatti il Piano Gestione Rifiuti regionale del 2002 prevedeva che tale tipo di impianto fosse collocato nell’area Fiumicino – Ciampino. Inoltre, il progetto non aveva superato il vaglio dell’impatto ambientale ad opera della direzione regionale, decisione in seguito ribaltata.

Il terzo filone riguarda la discarica sita in Monti dell’Ortaccio dove sembrerebbe che i materiali di risulta per la realizzazione della discarica stessa, rocce e terra di scavo, siano stati smaltiti a Malagrotta, generando un profitto di 8 milioni per le casse della E. Giovi, impresa riconducibile al Gruppo Cerroni.

L’ultimo filone prende sotto esame la sospetta collusione del Gruppo con la Pubblica Amministrazione, nei comuni di Anzio e Nettuno dove Cerroni e il collaboratore Landi, grazie al via libera di alcuni funzionari della Pubblica Amministrazione, avrebbero impedito ad una società concorrente, la Rida Ambiente, con un escamotage, di entrare nel mercato.

Indagini che potrebbero aprire un nuovo capitolo nella storia della gestione dei rifiuti non solo nella Capitale.

Jessica Santini

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