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Anziani fragili, Scipioni:“Anziani non ci avete votato”

anziani in consiglioNel corso dell’Assemblea degli anziani fragili ‘Dalla 355/2012 ad oggi’, il Presidente del Municipio sposta il tema sulle scorse elezioni municipali.

Una sala municipale gremita quella che il 13 febbraio ha ospitato gli anziani fragili del VI Municipio per discutere dello smantellamento sociale dei servizi rivolti alla terza età, delle conseguenze causate dalla 355/2012 del Comune di Roma relativa al SAISA e della probabile chiusura del centro diurno Belleville. All’evento, organizzato dal Comitato difesa diritti anziani VI Municipio, presieduto da Luigi Pignatelli, presenti gli operatori della cooperativa Iskra e le istituzioni tra cui il Presidente del Municipio Marco Scipioni, Erica Battaglia, Presidente della Commissione Servizi Sociali di Roma Capitale e i tecnici dell’Assessore Cutini. Prende la parola Pignatelli: “Ci sono 450 persone che non hanno alcuna assistenza. Non capisco perché in questo municipio la 355 ha avuto questo impatto devastante. Avevamo chiesto il mese scorso un incontro a Scipioni, ma non abbiamo ricevuto risposte. Ci ha snobbato. Eppure abbiamo contribuito anche noi alla sua vittoria. Forse abbiamo dato il voto a chi non lo meritava?”.

Effettivamente al Presidente del Municipio VI, il Presidente della cooperativa Iskra, Maurizio Simmini, aveva scritto ben quattro lettere, la prima il mese di agosto 2013, per comunicare l’insostenibile situazione dei centri diurni anziani fragili del VI Municipio. Nelle lettere si riportano i numeri degli iscritti ai due centri: La Fata carabina e Belleville. Il primo conta un numero medio giornaliero  35/40 anziani e non meno di 50 iscritti, con frequenza settimanale di almeno 55 persone. Il secondo, un numero medio giornaliero 30/35 anziani e non meno di 40 iscritti con  frequenza settimanale di almeno 50 persone. “Considerando che – si legge nella lettera di novembre 2013 –  nonostante le presenze insufficienti, le spese di funzionamento della struttura e del personale sono state comunque sostenute fino ad oggi, e che la Cooperativa non è  in grado di continuare in queste condizioni a sostenere spese che superano le entrate, ci vediamo costretti a dare un termine per l’inserimento di nuovi utenti, essenziali per la continuità e il mantenimento della struttura Belleville. Vi comunichiamo pertanto che, se non sarà inserito un  numero congruo di utenti che frequentino entrambi i Centri, successivamente alla data del 31 gennaio 2014 non saremo più in condizioni di mantenere  aperto il Centro Diurno Belleville”.

Quindi il Presidente sapeva e, nonostante questo, non ha ritenuto opportuno incontrare la cooperativa se non qualche giorno prima dell’Assemblea del 13 febbraio 2014, quando ormai la situazione era al collasso. Risponde alle critiche di Luigi Pignatelli il Presidente Scipioni che non da risposte: solo una serie di slogan in stile campagna elettorale che non parlano del tema. “Noi riceviamo tutti e questo incontro è la prova provata. Abbiamo la consulta e i sindacati. La consulta è sempre presente qui, stiamo facendo il nuovo regolamento”. La Consulta dell’Handicap nulla ha a che fare con il problema degli anziani fragili. Non è nelle sue competenze. “Prima di alzare i toni  - continua Scipioni – bisognerebbe pensare visto che abbiamo avuto due ragazzi giovani ammazzati. Noi in questa aula abbiamo votato per abbattere la 355, abbiamo fatto un atto politico, non chiacchiericcio. Che abbiamo mandato all’Assessore al Sindaco.  E’ noto anche lo scontro che ho avuto con il sindaco che non può considerare questo territorio inferiore per i problemi sociali ad altri municipi. Abbiamo fatto i progetti europei per l’ Università Tor Vergata dedicati agli anziani e stiamo istituendo anche un ufficio per farli. Per quanto riguarda i servizi sociali non abbiamo tagliato niente rispetto allo storico”. Basterebbe ricordare al Presidente il finto accorpamento dei presidi Asl, che ha smantellato nei quartieri servizi sanitari fondamentali. Poi Scipioni perde la testa: “Dite che ci avete votato e non ci avete nemmeno votato”.

La sua mente è rimasta alle elezioni amministrative scorse, in cui una parte del Pd decise di sostenere il Consigliere Mastrantonio. Continua poi il discorso elettorale: “Stiamo perfettamente in linea con il nostro Pd. Quanti presidenti possono dire di aver alzato la voce con il sindaco? Solo io! Noi siamo sereni perché abbiamo fatto tutti i progetti. Noi abbiamo la consulta. Faremo poi, con una democrazia partecipata, il piano regolatore sociale”. Termina con un ritorno alle scorse elezioni: “Rispetto tutti, pure chi ci ha votato contro, un voto che poteva andare a favore della destra. Devo andare perché ho altri problemi”. Non una parola sul tema degli anziani, sui centri diurni, sui programmi che questa Giunta vuole attuare per ridare stimolo al Sociale. Tante parole, vuote, fuori luogo, che denotano confusione e una distanza totale tra la cittadinanza e l’Amministrazione.

Federica Graziani

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