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Al Tavolo sui Rifiuti assente il VI Municipio

ama-rcIl giorno 10 ottobre alle ore 15 l’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale Giuseppina Montanari aveva invitato i rappresentanti istituzionali del III e del VI Municipio per discutere un sistema di monitoraggio e analisi delle emissioni odorigene nelle aree siti  presso  i TMB Salario e Rocca Cencia.

Sono stati proprio i rappresentanti del Municipio VI a lanciare l’allarme sulle esalazioni nocive in località Rocca Cencia con una nota datata il 7 giugno scorso, protocollo numero 99439, indirizzata al Vice Prefetto Giovanni Luigi Bombagi, al Sindaco di Roma Virginia Raggi, al Gabinetto del Sindaco, all’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale Pinuccia Montanari, al Comando dei Carabinieri – Ufficio Tutela Ambiente, al Comandante della Polizia Locale di Roma Capitale Antonio Di Maggio, all’Arpa Lazio Sezione di Roma e all’Asl Roma 2.

A firmare la nota erano stati il Presidente del VI Municipio Roberto Romanella, l’ Assessore all’Ambiente del VI Municipio Katia Ziantoni e i consiglieri del Movimento 5 Stelle membri della Commissione Ambiente VI Municipio Fabrizio Tassi, Davide Lanza, Antonio Muzzone, Giuseppe Agnini e Mauro Cinti.

amaNella nota inviata alle Autorità Competenti si leggeva che “quali rappresentanti del Municipio VI segnalano la presenza continua e costante di miasmi e odori molesti provenienti dall’area industriale di Rocca Cencia, nella zona compresa tra via di Rocca Cencia, via Ollolai e via Sant’Alessio in Aspromonte. Tali esalazioni, percepibili in orari serali e giornalieri, a seconda delle zone e del vento, interessano una zona piuttosto ampia che si estende per circa 5 Km. In linea d’aria, dell’area indicata in allegato. I disagi sono tali da provocare disturbi, più volte denunciati dai cittadini con esposti, email, telefonate, pec, quali nausee, conati di vomito, irritazioni alle mucose nasali, bruciori alla gola e difficoltà respiratorie, dermatiti ed eruzioni cutanee. Disturbi che sembrano peggiorare con l’aumento delle temperature insieme alle condizioni di vita dei residenti, costretti a rimanere in casa senza possibilità di aprire le finestre né godere degli spazi esterni, con evidenti ripercussioni sulla salute e sulle condizioni di vita dei cittadini”.

I rappresentanti politici del Municipio VI chiedevano nella nota “di intervenire con la massima urgenza per bloccare i suddetti miasmi, ponendo in essere l’adozione di tutti i provvedimenti necessari e tutelare la salute pubblica della popolazione e la qualità di vita dei residenti”. Chiedono inoltre “di effettuare idonea verifica della qualità dell’aria; di attivare un’analisi olfatto -metrica e la verifica che essa sia in linea con le normative europee secondo quanto già deliberato dal Consiglio del Municipio con ordine del giorno 9 del 15/09/2016 e 5 del 29/07/2017; di verificare, una volta individuato il soggetto generatore di tali odori, la corretta predisposizione dei presidi previsti dalla vigente normativa affinchè le emissioni rientrino nei limiti stabiliti dalla legge; che vengano accertate le cause ed i soggetti responsabili dei suddetti cattivi odori e dei malesseri accusati dai residenti nel raggio di 5 km. dall’area industriale; che vengano attivate tutte le misure necessarie a rimuovere le cause di tali malesseri e a garantire il minor disagio per la popolazione”.

Una lettera accorata a cui la maggioranza del Municipio VI si era trovata costretta viste le condizioni del territorio ma che era risultata imbarazzante da un punto di vista squisitamente politico: il 5 Stelle che scrive al 5 Stelle.

42460445_1956590094363562_1847610130904907776_nNonostante tanto accoramento, di fronte all’occasione di poter discutere a voce con l’Assessore Montanari, i rappresentanti del VI Municipio hanno ritenuto di non presentarsi alla riunione indetta per il 10 ottobre presso l’Assessorato e di non comunicare nemmeno alla cittadinanza la convocazione di un incontro che per il VI Municipio poteva essere davvero importante.

Sulla sua pagina personale Facebook l’Assessore al VI Municipio Katia Ziantoni il 5 ottobre annuncia che “è stato presentato il progetto di monitoraggio dei miasmi per “certificare” l’analisi dell’aria nelle aree limitrofe agli impianti. Il monitoraggio costante, votato sin dai primi Consigli di questa amministrazione, non è più solo un impegno, ma una garanzia per tutto il versante. Il nostro lavoro continua perché insieme a Regione, Comune e Città Metropolitana si arrivi ad un piano dei rifiuti adeguato al fabbisogno della Capitale e all’individuazione dei siti compatibili”.

Un nuovo post appare sulla pagina dell’Assessore il 24 settembre: “TMB Rocca Cencia: piazzali sporchi, liquami dai mezzi, scarti di lavorazione dell’impianto all’aperto, TMB pieno. A distanza di un anno dal precedente sopralluogo, dal quale scaturì la prima relazione inviata dall’Assessorato municipale ad AMA, nulla è cambiato rispetto alle condizioni dell’impianto. Cambiano però le risposte degli organi di controllo: a seguito dei continui miasmi denunciati dal Municipio VI e dai cittadini, il Dipartimento Ambiente si muove sul fronte degli odori a tutela dei residenti. Ora ci aspettiamo che anche ARPA e la Regione Lazio si muovano per incentivare i controlli come richiesto e per ridiscutere l’AIA (Autorizzazione integrata ambientale). Mentre infatti pare che l’Assessore ai rifiuti della Regione Lazio partecipi ai tavoli convocati dal 3 Municipio (Salario), noi attendiamo una risposta alla nota inviata ad agosto, su richiesta dei comitati, per un tavolo con tutti gli enti. Ricordiamo infatti che sull’area industriale di Rocca Cencia insistono altri due impianti privati che trattano i rifiuti indifferenziati di circa 50 comuni del Lazio: 1 milione di tonnellate di rifiuti sul nostro territorio autorizzati dalla Regione senza una valutazione complessiva degli impatti. Se Valeriani ha una soluzione per chiudere il TMB di Salario siamo sicuri che ne avrà anche una per il polo industriale di Rocca Cencia”.

Appare quindi bizzarro che ad un tavolo indetto sul tema che tanto preme all’Assessore Ziantoni non si sia presentato nessuno. La Montanari, convocando la riunione del 10 ottobre, ha dimostrato di aver accolto l’invito del VI Municipio, lo stesso municipio che prima lancia l’allarme e poi si sottrae al confronto.

Come se non bastasse, i continui attacchi contro  la Regione Lazio, individuata sia dal Comune di Roma e del VI Municipio alla Regione Lazio, come maggiore responsabile dell’emergenza rifiuti della Capitale sono stati smontati dal Ministero dell’Ambiente che ha intimato al Comune di Roma, come ente preposto, la redazione di un atto politico che indichi quali sia le zone idonee allo smaltimento dei rifiuti.

Solo dopo la votazione da parte del Comune di Roma e di Città Metropolitana dell’atto politico la palla passerà alla Regione Lazio che potrà varare il piano rifiuti. Occorre ricordare che la Regione Lazio dal canto suo con la determinazione del 24 aprile 2018, n. G05369, si è pronunciata in merito alla valutazione di impatto ambientale del progetto per la realizzazione della sezione di trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani all’interno del complesso impiantistico sito in via di Rocca Cencia 301.

Sull’assenza del VI Municipio alla riunione del 10 ottobre indetta dall’Assessore Montanari attacca il consigliere municipale del Gruppo Misto Dario Nanni: “Ieri l’assessore alle politiche ambientali Montanari aveva convocato una riunione per discutere delle annose questioni che riguardano i TMB di Rocca Cencia, in VI Municipio e di Via Salaria, in III Municipio. Così in una nota Dario Nanni capogruppo del gruppo misto in VI Municipio. Il III Municipio ha partecipato sia con il proprio Presidente Giovanni Caudo che con l’assessore all’ambiente Francesco Pieroni, mentre del VI Municipio non si è presentato nessuno. Questo può significare due cose, o è la riprova dell’inettitudine e del disinteresse nei confronti di questa vicenda da parte dei rappresentanti del Municipio oppure è la dimostrazione della rassegnazione di chi ha capito che non ci saranno impegni concreti su Rocca Cencia. Questo è assurdo, se si ricorda quanto detto e quanto fatto in passato su questa vicenda da parte dei 5 Stelle, in particolare nella campagna elettorale del 2016, in cui vennero organizzste manifestazioni alle quali parteciparono anche figure di spicco del movimento e alcuni dei quali non sapevano neanche dove fosse Rocca Cencia. Ricordo le raccolte di firme, le interrogazioni e le decine di atti presentati in ogni istituzione dal Municipio al Parlamento Europeo per chiedere la sua chiusura. Ricordo gli insulti e le infame rivolte agli altri, di coloro che promettevano, nell’interesse dei cittadini, di chiudere quel sito. Negli ultimi tre anni, tutto questo è caduto nell’oblio, come in una sorta di oscurantismo medievale. Ecco ora, probabilmente perché ci si è resi conto che le promesse fatte a suo tempo rimarranno solo parole al vento, i rappresentanti dei 5 Stelle neanche partecipano, con nessun dei suoi rappresentanti in VI Municipio, ad un incontro proprio per decidere le sorti future di Rocca Cencia. Proprio in ragione di questo – conclude Nanni – invito tutti i cittadini e soprattutto coloro che in passato hanno manifestato contro Rocca Cencia, 5 Stelle compresi, a partecipare all’iniziativa, organizzata da cittadini, comitati e associazioni, per la mattina di sabato 13 Ottobre presso la Collina della Pace, per dire no tutti insieme ai TMB di Rocca Cencia”.

Intanto sabato 13 ottobre alle ore 11 presso la Collina della Pace è stato organizzato un incontro dalla cittadinanza per discutere dell’emergenza rifiuti in VI Municipio. Tra i temi che saranno discussi c’è l’inquinamento ambientale e olfattivo causato dall’impianto di Rocca Cencia, l’inefficienza del sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, i roghi tossici e le discariche abusive e le azioni da intraprendere per difendere il territorio e la salute. Federica Graziani

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